GSE e la gestione del Fotovoltaico

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Mai come in questi anni il risparmio energetico sta diventando argomento di dibattito e opinione pubblica. I motivi dietro alla diffusione costante di assemblee, comitati, riunioni di alti vertici a proposito dell’energia e del fabbisogno energetico degli esseri umani vanno ricercati nella necessità, da parte dell’uomo, di individuare fonti energetiche più pulite, poco (o per nulla) inquinanti e rinnovabili.

A dirla tutta, fonti energetiche di tale tipologia esistono già: stiamo parlando dell’energia solare e di quella eolica, e in parte dell’energia idrica (l’acqua è una risorsa in pericolo, per cui meriterebbe un approfondimento a parte).

Tuttavia, il problema risiede non tanto nella difficoltà relative all’eventuale utilizzo delle già citate fonti energetiche, quanto piuttosto nella messa a punto di sistemi tecnologici sempre più validi e, fattore non meno importante, economicamente accessibili.

Un esempio? Il fotovoltaico, ovviamente. Al giorno d’oggi il fotovoltaico rappresenta una realtà valida e alla portata di tutti, anche e soprattutto da un punto di vista prettamente economico. Grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico, un’abitazione o un qualsiasi edificio potrebbe godere di tutti i vantaggi derivanti dall’irraggiamento solare, fonte energetica rinnovabile e non dannosa per l’ambiente.

Ma in cosa consiste un impianto fotovoltaico? Quali sono i vantaggi da esso derivanti? E da chi è gestita, in Italia, la concessione dell’energia ai privati? Entriamo nel dettaglio e andiamo alla scoperta delle caratteristiche del fotovoltaico, prendendo in considerazione i cenni storici, le statistiche e le curiosità legate agli impianti di questo tipo.

Alla scoperta del fotovoltaico: alcuni cenni storici

Partiamo proprio da alcuni cenni storici, in maniera tale da comprendere in che modo il fotovoltaico si sia evoluto nel corso dei decenni sino ad arrivare alle caratteristiche che oggi detiene a tutti gli effetti. Innanzitutto, è sbagliato pensare che il fotovoltaico sia un’invenzione (o un’introduzione, che dir si voglia) relativamente recente.

Si pensi, ad esempio, a come dei pannelli fotovoltaici siano stati ospitati direttamente a bordo del Vanguard 1, satellite artificiale lanciato nello spazio nel lontano 1958 (e tuttora in orbita). Questa è una perfetta testimonianza di come il fotovoltaico fosse una novità perfettamente funzionante già nei primi anni ’60: il Vanguard 1, infatti, era dotato di batterie a celle solari in grado di assorbire direttamente l’energia del sole.

Quest’ultima, attraverso il procedimento tipico di conversione del fotovoltaico, poté alimentare il satellite sino al 1964, quando le celle smisero di funzionare per un normale decadimento fisiologico. Tra gli anni ’60 e gli anni ’80 si è assistito ad un netto miglioramento della potenza del fotovoltaico, soprattutto sul piano dell’efficienza relativa alla conversione. Bisogna però considerare che gli impianti di una trentina di anni fa non erano ancora in grado di raggiungere alte percentuali di risparmio energetico, o perlomeno non così alte come i pannelli moderni.

Un esempio è dato dagli impianti fotovoltaici installati nelle Isole Frisone Settentrionali, e in particolare quelle appartenenti alla Germania: uno degli impianti montati a terra negli anni ’80 era in grado di raggiungere solamente un’efficienza pari al 12%, contro i record recenti segnati dagli impianti moderni (46%).

Le componenti del fotovoltaico

Abbiamo compreso come nel corso degli anni l’efficienza del fotovoltaico sia nettamente migliorata, soprattutto in relazione al progresso scientifico e tecnologico e alla capacità di assorbimento dei pannelli e delle singole celle.

Ma come funziona un impianto fotovoltaico? Quali sono le caratteristiche tecniche essenziali affinché un pannello possa funzionare in maniera efficiente?

In questo caso è fondamentale partire dalle definizioni. Un impianto fotovoltaico è un impianto elettrico funzionante grazie alla presenza di più moduli fotovoltaici assemblati tra loro. Il ruolo dei moduli è quello di assorbire le radiazioni solari e, attraverso il cosiddetto “effetto fotovoltaico” (che dà il nome all’intero impianto e ai moduli stessi), produrre energia elettrica a partire dall’incidenza dei raggi del sole.

Sul piano pratico, non vi è un vero e proprio limite alla grandezza dell’impianto: di fatto, è possibile assemblare tra loro quanti più moduli si desiderano, a patto che i collegamenti e le operazioni di cablaggio possano garantirne l’efficienza e il funzionamento.

Ma non è tutto. Oltre alla presenza di moduli e collegamenti elettrici, un elemento fondamentale per il funzionamento di un impianto fotovoltaico è l’elettronica. L’elettronica, negli impianti di questo tipo, è presente in dispositivi come gli inverter, vale a dire gli apparecchi in grado di convertire la corrente continua in corrente alternata.

Senza la presenza degli inverter l’impianto fotovoltaico non potrebbe funzionare, così come non potrebbe raggiungere la massima efficienza possibile qualora l’impianto stesso venisse privato delle componenti elettriche (cavi di collegamento). In Italia il fotovoltaico è gestito dal GSE (acronimo di Gestore dei Servizi Energetici). Analizziamone le caratteristiche dell’operato.

Il ruolo del GSE nella gestione del fotovoltaico

Il GSE è la società italiana che si occupa in prima linea della gestione del fotovoltaico. Fondata nel 1999 con il nome di GRTN (acronimo di Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale), in seguito al decreto promosso dall’allora ministro Pier Luigi Bersani valso la liberalizzazione del settore elettrico sul territorio italiano, la GSE si è evoluta nel corso degli anni a seconda delle necessità dello Stato.

I primi tempi, ad esempio, l’operato dell’allora GRTN si divideva tra le varie modalità di trasmissione dell’energia elettrica e il suo dispacciamento (l’insieme delle disposizioni mirate a garantire un utilizzo equo e controllato degli impianti di produzione dell’energia).

Il cambiamento è avvenuto all’inizio del nuovo millennio, quando la GRTN ha assunto il nome di GSE in seguito al passaggio a Terna S.p.A. (datato 1° novembre 2005) per poi modificare le proprie funzioni e il proprio operato. L’odierna GSE, infatti, oltre ad assumere una nuova denominazione si è trasformata in un ente mirato a promuovere innanzitutto la produzione elettrica da fonti rinnovabili.

Ciò avveniva già in passato, seppur in maniera più limitata: la stessa GRTN si occupava di promozione delle attività nell’ambito delle fonti energetiche non inquinanti, ma è stato con il passaggio alla nuova società che la situazione ha subìto un mutamento più netto e decisivo. Inoltre, va sottolineato come il cambiamento sia avvenuto anche per far fronte alle necessità odierne e al progresso tecnologico, oltre che per controbattere l’alto livello di inquinamento prodotto dalle sempre più dannose attività umane nei confronti dell’ambiente e dell’ecosistema terrestre.




Il fotovoltaico in Italia: alcune statistiche

Dopo aver enunciato quelle che sono le caratteristiche principali relative al fotovoltaico, vale la pena mettere in evidenza alcune statistiche in merito alla diffusione della tecnologia in questione.

Per ottenere un quadro generale della situazione del fotovoltaico è bene sottolineare sia gli aspetti riguardanti la questione italiana, dunque la presenza di impianti fotovoltaici lungo tutta la penisola, sia gli aspetti legati alla questione internazionale, vale a dire la potenza media erogata dai vari impianti dislocati sulla superficie della Terra.

Partendo proprio dalla situazione italiana, facendo anche riferimento alle informazioni contenute nei report pubblicati sul sito ufficiale del GSE , nel Belpaese si contano attualmente più di 800.000 impianti fotovoltaici. Un numero simile, dati alla mano, è in grado di produrre energia per più di 25 miliardi di chilowattora ogni anno, tenendo in considerazione che il numero è destinato a salire durante il nuovo decennio in arrivo.

Riprendendo altri dati emergenti da un convegno tenutosi a Rimini nel 2018, denominato “Il fotovoltaico italiano verso il 2030. Scenari per il rinnovamento e per i nuovi impianti”, si evince che la situazione italiana dovrebbe arrivare a garantire perlomeno una produzione pari a circa 80 miliardi di chilowattora l’anno.

Alla luce di quanto riportato sinora, è evidente che la produzione di energia elettrica attraverso le fonti rinnovabili dovrà essere rappresentata da una percentuale non inferiore al 60% (il report del convegno di Rimini stabilisce una percentuale pari al 62%). Per quanto riguarda la situazione internazionale, attualmente dagli impianti fotovoltaici mondiali vengono prodotti più di 400 GW gni anno. Il dato risale al 2017 , poiché le informazioni relative al 2018 risultano ancora in fase di elaborazione.

Costi generici del fotovoltaico e detrazioni

A questo punto veniamo alle questioni pratiche, vale a dire tutto ciò che concerne il discorso dei prezzi e dei costi del fotovoltaico. In linea generale, i costi medi d’installazione di un impianto fotovoltaico variano in base alla potenza massima erogabile dall’impianto stesso.

Per fare un esempio, un sistema da 1,5 kW detiene un costo oscillante tra i 1.500 e i 2.000 euro. Il valore economico dell’impianto è particolarmente suscettibile, e può variare a seconda del marchio, della grandezza dei pannelli fotovoltaici e via dicendo. Aumentando la potenza erogata, ovviamente, aumenta anche il prezzo di installazione dell’impianto.

Un sistema da 6 kW può arrivare a costare più di 12.000 euro, poiché dovrà tenere conto sia della collocazione delle varie componenti (pannelli, inverter ecc…), sia dei costi legati alla manodopera.

Ma non è tutto. Anche la burocrazia influisce sul costo finale dell’impianto, con le varie pratiche amministrative relative all’installazione da vagliare e portare a termine nella piena legalità. Bisogna però tenere in considerazione che a fronte della volontà di installare un sistema fotovoltaico in casa propria, è possibile fare affidamento su detrazioni statali legate principalmente al minore impatto ambientale dell’impianto. Ciò si traduce nella possibilità di ottenere indietro una piccola somma economica derivante dall’aver installato un impianto fotovoltaico a norma.

E, per inciso, quello appena indicato è solo uno dei pro inerenti al sistema in questione. Approfondiamo la questione relativa ai vantaggi e agli svantaggi derivanti dalla possibile installazione di un impianto simile.

Fotovoltaico: pro e contro, eventuali alternative

Il fotovoltaico presenta pro e contro, vantaggi e svantaggi in grado di far propendere i proprietari di un’abitazione a scegliere o meno una possibile installazione dell’impianto.

Per quanto riguarda i vantaggi, si evidenzia la già citata possibilità di fare affidamento sulle detrazioni che, in fin dei conti, consentono di veder ritornare una somma di denaro non indifferente, senza trascurare l’IVA agevolata in fase di acquisto dell’impianto.

Inoltre, un vantaggio fondamentale riguarda la non necessità di effettuare operazioni di manutenzione particolarmente rilevanti. Impianti di questo tipo, infatti, oltre a presentare una buona efficienza in termini energetici si dimostrano estremamente validi dal punto di vista della funzionalità.

Per quanto riguarda gli svantaggi, è necessario sottolineare come l’esborso iniziale per l’acquisto di un impianto comporti una spesa non indifferente, in grado di portare l’eventuale acquirente ad effettuare una riflessione approfondita prima di procedere con la scelta di installare il fotovoltaico.

Altro svantaggio deriva dalla variabilità di assorbimento energetico conseguente al cambiamento delle stagioni, oltre al mutamento del clima che, in caso di precipitazioni di lunga durata, influisce sulla quantità di energia raccolta dai pannelli. A tal proposito, una valida alternativa al pannello fotovoltaico è il pannello solare, il quale differisce dal primo per aspetti come l’efficienza (generalmente maggiore nel fotovoltaico), gli incentivi (più alti nel solare) e nella finalità (il solare termico produce energia per riscaldare l’acqua sanitaria).