Consiglio degli Architetti: necessario nuovo Codice degli Appalti

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La richiesta del Consiglio degli Architetti nazionale sul bisogno di rivoluzionare il Codice degli Appalti non è nuova. Anche prima che tutto il mondo fosse travolto dall’epidemia Covid-19, essi premevano per trovare nuove soluzioni a quella che è la burocrazia degli appalti in Italia.

Affermano: “Lo ribadiamo da tempo. La burocrazia è il peggior nemico delle opere pubbliche italiane.” E credono che l’avvento della pandemia possa essere l’occasione buona per lasciarci finalmente alle spalle le procedure troppo complesse che opprimono il mondo delle costruzioni.

Consiglio Architetti: affidarsi a chi è in grado di costruire il futuro

A lanciare l’appello è proprio il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Giuseppe Cappochin, che suggerisce innanzitutto al Governo di fare maggiore affidamento su quella che è la professionalità degli architetti.

Egli trova incomprensibile come all’interno della task force guidata da Colao, nessuno abbia pensato di integrare un architetto nel gruppo.

Perché, dice: “questa pandemia chiede soluzioni architettoniche per nuove regole di coesistenza, e nessuno meglio degli architetti è storicamente in grado di immaginare e costruire il futuro. Siamo in grado di offrire consulenze: presenteremo un progetto nazionale, una piattaforma di proposte per immaginare la svolta dell’Italia”.

Cappochin ricorda che il modo di vivere degli italiani dovrà cambiare, e gli spazi dovranno essere riorganizzati e reinventati in tutti i luoghi di lavoro. Ed è fondamentale che si pensi agli architetti come “ispiratori del nuovo mondo”, perché sarà necessario ridisegnare gli ambienti vitali per adattarli al nuovo stile di vita richiesto.

E continua affermando: “In effetti, da anni ribadiamo l’esigenza di una nuova era di opere pubbliche, della necessità di rigenerare i centri urbani delle nostre città ormai troppo vecchie. Adesso la pandemia richiederà di ripensare gli spazi negli aeroporti, nelle grandi stazioni, nelle metropolitane, nelle scuole. Da qualsiasi crisi arrivano sempre opportunità: questa è la grande occasione per svecchiare la parte strutturale di questo paese”.

Necessario pensare in fretta ad un nuovo Codice degli Appalti

Da queste considerazioni, nasce inevitabilmente il bisogno di realizzare un nuovo Codice degli Appalti. Il Presidente degli Architetti ricorda che questo documento è nato nell’era di Tangentopoli. Periodo in cui è divenuto necessario imporre delle regole ferree e decise all’interno del mondo delle opere pubbliche, al fine di bloccare il più possibile i processi costruttivi.

Oggi però, ci troviamo in una situazione differente. C’è la necessità di regole diverse, ma, ribadisce:

Attenzione, non chiediamo assenza di regole: puniamo severamente chi sbaglia, ma non teniamo tutto fermo per paura di sbagliare. Basterebbe conoscere le regole del gioco: avere tempi certi anche se non rapidi”.

Se il Codice degli Appalti non verrà modificato in tempi brevi, si rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti finora per far riprendere il mondo dell’edilizia dalla grande crisi che grava sul settore da 11 anni. A questo punto, ribadisce Cappochin, possiamo lasciare che questi mesi di lockdown dovuti al Covid-19, diano il colpo di grazia all’edilizia italiana. Oppure, possiamo vedere questa come un’opportunità per rincominciare in maniera più intelligente e ponderata.




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