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Appalti pubblici e bollo una tantum: il duo per la semplificazione fiscale

Appalti pubblici e bollo una tantum: il duo per la semplificazione fiscaleAppalti pubblici e bollo una tantum: il duo per la semplificazione fiscale
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L’ambito degli appalti pubblici ha sempre rivestito un ruolo di primaria importanza nell’ordinamento giuridico italiano, soprattutto alla luce delle continue evoluzioni normative che lo interessano.

La recente introduzione del Bollo una tantum rappresenta senza dubbio una delle novità più rilevanti degli ultimi tempi, e merita una disamina approfondita.

Il bollo una tantum: caratteristiche e ambito di applicazione

Da luglio 2023, per i contratti d’appalto la cui procedura ha avuto inizio a partire da questa data, entra in vigore una singola imposta: il Bollo una tantum. Tale imposta sostituisce tutte le precedenti relative alla stipula, compresa la registrazione.

Il Bollo una tantum sugli appalti è stato introdotto con l’obiettivo di semplificare le procedure fiscali legate alla stipula dei contratti d’appalto

È un cambiamento significativo regolamentato dall’ultimo Codice dei contratti pubblici (Dlgs n. 36/2023). L’Agenzia delle entrate, con la sua risposta n. 446 del 9 ottobre 2023, ha confermato tale interpretazione.

L’articolo 18, comma 10, del decreto legislativo citato, rimanda alla tabella dell’Allegato I.4 per quanto concerne la determinazione dell’imposta. Tale Allegato, nella sua relazione illustrativa, evidenzia l’obiettivo di semplificazione delle modalità di calcolo dell’imposta di bollo in relazione ai contratti pubblici.

L’ente ha voluto chiarire che, per i contratti d’appalto iniziati dopo il 1° luglio 2023, è dovuto esclusivamente il Bollo una tantum, eliminando così ogni altro onere fiscale precedentemente previsto, tranne alcune specifiche eccezioni.

Calcolo e modalità di pagamento

La determinazione dell’imposta segue criteri specifici delineati nell’Allegato I.4 del Codice dei contratti pubblici. Per la sua regolamentazione, si fa riferimento all’articolo 18, comma 10, dello stesso Codice.

In sostanza, le nuove disposizioni hanno l’obiettivo di semplificare le modalità di calcolo dell’imposta di bollo su atti e documenti derivanti da procedure disciplinate dal codice dei contratti pubblici.

Al momento della stipula del contratto, l’appaltatore deve quindi provvedere al pagamento dell’imposta, che tiene conto di tutti gli atti e documenti riguardanti la procedura di selezione e l’esecuzione dell’appalto. Questa norma rappresenta una semplificazione significativa rispetto al passato.

Per quanto riguarda le modalità concrete di versamento, è prevista, per ora, l’utilizzazione del modello F24 Versamenti con elementi identificativi (F24 ELIDE) attraverso modalità telematiche. Tuttavia, ulteriori opzioni, come l’utilizzo della piattaforma dell’Amministrazione Digitale (pagoPA), potranno essere introdotte in futuro.

Ulteriori chiarimenti e istruzioni operative

Nel tentativo di fornire ulteriori chiarimenti, l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 22/E del 28 luglio, ha specificato l’ambito di applicazione delle nuove disposizioni, ribadendo che le stesse valgono solo per i procedimenti avviati dal 1° luglio 2023 in poi.

Una precisazione ulteriore riguarda i contratti rogati o autenticati da un notaio o altro pubblico ufficiale che vengono registrati attraverso procedure telematiche. In tali casi, l’imposta di bollo dovrà essere versata telematicamente, seguendo la procedura indicata, insieme agli altri tributi dovuti.

Codici tributo e altre indicazioni

Con la risoluzione n. 37/2023, sono stati istituiti specifici codici tributo per gestire questi nuovi pagamenti.

Per contratti erogati o autenticati da notai o altri pubblici ufficiali, e registrati telematicamente, l’Agenzia ha precisato che l’imposta di bollo deve essere versata telematicamente come previsto, con l’aggiunta di eventuali altri tributi, secondo quanto stabilito dal Codice dei contratti pubblici.

Conclusione

Il nuovo panorama fiscale degli appalti, caratterizzato dall’introduzione del Bollo una tantum, si presenta come una semplificazione notevole delle precedenti disposizioni. L’obiettivo di questa riforma è garantire maggiore chiarezza, riducendo al contempo gli oneri burocratici a carico degli appaltatori.

Resta fondamentale, però, rimanere sempre aggiornati sulle eventuali novità normative e sulle precisazioni fornite dagli enti competenti.

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TAGS: appalti, appalti pubblici, bollo appalti, bollo una tantum

Autore: Andrea Dicanto

Autore Andrea Dicanto
Appassionato Progettista esperto nel settore dell'Edilizia, delle Costruzioni e dell'Arredamento. Fin da giovane ho sempre studiato ed analizzato problematiche che vanno dalle questioni statiche di edifici e costruzioni fino al miglior modo di progettare ed arredare gli spazi interni, strizzando l'occhio alle nuove tecnologie soprattutto in ambito sismico.

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