Quando un intervento interessa pilastri, travi, solai, fondazioni, muri portanti o altri elementi strutturali, il titolo edilizio non è l’unico controllo da compiere. Occorre rispettare anche le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC), gli adempimenti del Testo Unico Edilizia per le opere strutturali e, nelle zone sismiche, le procedure regionali di deposito o autorizzazione.

Omettere il progetto strutturale, iniziare i lavori senza la denuncia richiesta, non conservare i documenti in cantiere o utilizzare una costruzione prima del collaudo può integrare una contravvenzione penale. Le responsabilità non ricadono automaticamente su una sola persona: progettista, costruttore, direttore dei lavori, collaudatore, committente ed esecutore rispondono in relazione ai rispettivi obblighi e alle condotte concretamente tenute.

Questa guida esamina lo specifico profilo strutturale e antisismico. Le sanzioni urbanistiche, la demolizione e le condizioni per regolarizzare una difformità sono trattate separatamente.

Quali norme regolano la sicurezza strutturale

Il riferimento tecnico nazionale è il DM 17 gennaio 2018, che contiene l’aggiornamento delle NTC. Le istruzioni applicative sono state diffuse con la Circolare 21 gennaio 2019, n. 7 C.S.LL.PP. Le NTC disciplinano la progettazione, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, i criteri di sicurezza, le azioni di progetto, le caratteristiche dei materiali e la valutazione delle costruzioni esistenti.

Il quadro amministrativo e sanzionatorio si trova invece nella Parte II del DPR 380/2001. Per le opere in conglomerato cementizio armato normale o precompresso e per le strutture metalliche sono centrali gli articoli 64-76; per le costruzioni in zona sismica rilevano, tra gli altri, gli articoli 83-103. Le due discipline possono applicarsi contemporaneamente.

Un’opera, quindi, può essere conforme dal punto di vista urbanistico ma irregolare sotto il profilo strutturale; al contrario, il deposito del progetto strutturale non rende legittima un’opera realizzata senza il necessario titolo edilizio. Titolo edilizio, pratica strutturale e adempimenti sismici sono controlli distinti.

Quando si applicano gli obblighi strutturali

Gli obblighi non riguardano soltanto i nuovi edifici. Possono interessare ampliamenti, sopraelevazioni, consolidamenti, aperture in muri portanti, modifiche di solai e coperture, interventi sulle fondazioni, cerchiature e altre opere capaci di modificare il comportamento della struttura.

Non è corretto stabilire in astratto che un lavoro sia “piccolo” e quindi esente. Occorre valutare il sistema costruttivo, la funzione dell’elemento, la classificazione sismica del territorio, le regole regionali e la categoria dell’intervento prevista dall’articolo 94-bis del Testo Unico. Anche un intervento locale può richiedere progetto, deposito e asseverazioni, pur seguendo un procedimento più semplice rispetto a una nuova costruzione o a un miglioramento sismico.

Prima di iniziare i lavori il tecnico deve inoltre verificare la corrispondenza tra progetto architettonico e progetto strutturale. Una CILA, una SCIA o un permesso di costruire non sostituiscono gli atti richiesti dalla normativa tecnica.

Progetto, direzione ed esecuzione: le responsabilità dell’articolo 64

L’articolo 64 del DPR 380/2001 impone che le opere strutturali siano realizzate in modo da assicurare stabilità e sicurezza ed evitare pericoli per la pubblica incolumità. Il progetto esecutivo deve essere redatto da un tecnico abilitato, iscritto al relativo albo e operante nei limiti delle proprie competenze professionali. Anche l’esecuzione deve svolgersi sotto la direzione di un tecnico abilitato.

Il progettista risponde direttamente della progettazione delle strutture. Il direttore dei lavori e il costruttore, ciascuno per la propria sfera, rispondono della conformità dell’opera al progetto, del rispetto delle prescrizioni esecutive e della qualità dei materiali; per gli elementi prefabbricati rileva anche la corretta posa in opera.

Affidare l’incarico a un professionista non elimina ogni dovere degli altri soggetti. Il committente deve scegliere tecnici e imprese abilitati, fornire informazioni corrette e non ordinare lavorazioni difformi. Il costruttore non può giustificare l’assenza degli atti sostenendo di essersi limitato a eseguire quanto richiesto. Il direttore dei lavori, infine, deve controllare l’esecuzione e reagire alle difformità secondo i doveri connessi all’incarico.

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Denuncia delle opere strutturali prima dell’inizio dei lavori

Per le opere indicate dall’articolo 65, la denuncia deve essere effettuata prima dell’inizio. L’adempimento è posto a carico del costruttore e viene presentato allo Sportello Unico per l’Edilizia, che lo trasmette al competente ufficio tecnico regionale. Oggi modalità, modulistica e piattaforme sono normalmente definite dalle singole Regioni; non è quindi prudente considerare sufficiente una semplice PEC senza avere verificato la procedura locale.

La denuncia individua il committente, il progettista delle strutture, il direttore dei lavori e il costruttore ed è corredata dal progetto e dalla relazione sui materiali. Anche le varianti strutturali devono essere denunciate prima della loro esecuzione, secondo il regime applicabile alla variante.

Nelle zone sismiche il preavviso e il contestuale deposito previsti dall’articolo 93, completi dell’asseverazione del progettista, valgono anche agli effetti della denuncia dell’articolo 65. Ciò evita una duplicazione documentale, ma non elimina gli obblighi né l’eventuale necessità dell’autorizzazione preventiva.

Documenti da conservare in cantiere e relazione a struttura ultimata

Dal giorno di inizio delle opere fino alla loro ultimazione devono essere conservati in cantiere gli atti strutturali richiesti e il giornale dei lavori. Il direttore dei lavori è responsabile della corretta tenuta dei documenti e deve vistare periodicamente il giornale, soprattutto nelle fasi più importanti dell’esecuzione.

A strutture ultimate, entro sessanta giorni, il direttore dei lavori deposita la relazione prevista dall’articolo 65. Vi confluiscono, secondo il tipo di opera, i certificati delle prove sui materiali, le informazioni relative alla precompressione e gli esiti delle eventuali prove di carico. La relazione e la documentazione vengono poi messe a disposizione del collaudatore.

Questi atti non sono formalità da ricostruire a fine cantiere: servono a rendere verificabili materiali, controlli e corrispondenza tra progetto ed esecuzione.

Collaudo statico e dichiarazione di regolare esecuzione

Le costruzioni la cui sicurezza possa interessare la pubblica incolumità devono essere sottoposte a collaudo statico. Il collaudatore è scelto dal committente e, nei casi ordinari, deve essere un ingegnere o un architetto iscritto all’albo da almeno dieci anni, estraneo alla progettazione, direzione ed esecuzione dell’opera.

La nomina e l’accettazione dell’incarico vengono presentate insieme alla denuncia dei lavori. Completata la struttura, il direttore dei lavori ne dà comunicazione allo Sportello Unico e al collaudatore, che dispone di sessanta giorni per eseguire il collaudo. Il certificato viene depositato secondo la procedura prevista e costituisce anche uno dei documenti rilevanti ai fini della segnalazione certificata di agibilità.

Non tutte le opere seguono però lo stesso iter. Per gli interventi di riparazione e per gli interventi locali individuati dalle NTC, l’articolo 67, comma 8-bis, consente che il certificato di collaudo sia sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori. La qualificazione dell’intervento deve risultare dalla valutazione tecnica e dalle regole regionali: non può essere scelta soltanto per evitare il collaudo.

Deposito e autorizzazione nelle zone sismiche

L’articolo 93 richiede il preavviso scritto allo Sportello Unico e il deposito del progetto per costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni nelle zone sismiche. Il progetto è accompagnato dall’asseverazione del progettista sul rispetto delle NTC, sulla coerenza tra progetto strutturale e architettonico e sull’osservanza delle eventuali prescrizioni sismiche della pianificazione urbanistica.

L’articolo 94-bis distingue gli interventi strutturali in:

  • rilevanti per la pubblica incolumità;
  • di minore rilevanza;
  • privi di rilevanza per la pubblica incolumità.

La classificazione incide sui controlli e sulla possibilità di iniziare le opere. Per gli interventi rilevanti è richiesta la preventiva autorizzazione scritta dell’ufficio tecnico regionale. Per le altre categorie valgono il regime statale e le procedure attuative regionali, che possono prevedere deposito, controlli a campione e modulistica specifica. È quindi necessario verificare la normativa della Regione in cui si trova l’immobile prima dell’apertura del cantiere.

Sanzioni per le opere in cemento armato e a struttura metallica

Gli articoli 71-75 del Testo Unico prevedono contravvenzioni specifiche. Gli importi, pur essendo rimasti nominalmente contenuti, non devono trarre in inganno: si tratta di illeciti penali ai quali possono aggiungersi sospensione del cantiere, conseguenze professionali, costi per verifiche e opere correttive e ulteriori reati urbanistici o antisismici.

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Violazione Soggetto indicato dalla norma Sanzione Riferimento
Opera eseguita senza progetto esecutivo, senza direzione tecnica abilitata o in violazione degli obblighi dell’articolo 64, commi 2, 3 e 4 Chi commette, dirige o, come costruttore, esegue l’opera Arresto fino a 3 mesi oppure ammenda da 103 a 1.032 euro Art. 71, comma 1
Produzione in serie di manufatti strutturali senza osservare l’articolo 58 Produttore Arresto fino a 1 anno oppure ammenda da 1.032 a 10.329 euro Art. 71, comma 2
Denuncia strutturale omessa o tardiva Costruttore Arresto fino a 3 mesi oppure ammenda da 103 a 1.032 euro Art. 72
Documenti di cantiere non tenuti correttamente oppure relazione a struttura ultimata omessa o tardiva Direttore dei lavori Ammenda da 41 a 206 euro Art. 73
Inosservanza degli obblighi del collaudatore richiamati dall’articolo 67, comma 5 Collaudatore Ammenda da 51 a 516 euro Art. 74
Utilizzazione della costruzione prima del rilascio del certificato di collaudo, quando richiesto Chi consente l’utilizzazione Arresto fino a 1 mese oppure ammenda da 103 a 1.032 euro Art. 75

L’articolo 76 non introduce un’ulteriore pena: dispone che la sentenza irrevocabile sia comunicata al Comune, alla Regione e, se l’imputato è un professionista iscritto, al competente consiglio provinciale dell’ordine. Alla conseguenza penale può quindi affiancarsi una valutazione disciplinare.

La sanzione antisismica dell’articolo 95

Per la violazione delle prescrizioni sulle costruzioni in zona sismica e delle relative norme tecniche, l’articolo 95 prevede l’ammenda da 206 a 10.329 euro. La disposizione tutela il controllo preventivo della pubblica amministrazione: non occorre attendere un danno o dimostrare che la struttura sia concretamente pericolosa perché la violazione procedurale possa assumere rilievo penale.

Il mancato preavviso, il deposito omesso, l’inizio anticipato di un intervento soggetto ad autorizzazione e l’esecuzione non conforme alle prescrizioni tecniche devono essere valutati separatamente. In seguito all’accertamento, l’ufficio regionale può disporre la sospensione dei lavori. Nel procedimento penale il giudice può ordinare la demolizione delle opere non conformi oppure prescrivere gli interventi necessari per renderle conformi, fissandone il termine. Se il reato si estingue, restano comunque i poteri tecnici attribuiti alla Regione dall’articolo 100.

Le sanzioni strutturali possono sommarsi a quelle urbanistiche?

Sì. Se, per esempio, una sopraelevazione viene realizzata senza permesso di costruire, senza deposito del progetto sismico e senza la necessaria autorizzazione, possono concorrere la violazione urbanistico-edilizia dell’articolo 44 e le contravvenzioni della normativa strutturale e antisismica.

Non vi è invece una sovrapposizione automatica in ogni caso. Per individuare le responsabilità occorre ricostruire quali obblighi siano stati violati, chi ne fosse destinatario, quando siano iniziati e terminati i lavori e quale disciplina regionale fosse applicabile. Anche la natura istantanea o permanente della singola contravvenzione incide sul calcolo della prescrizione: il termine non può essere ricavato soltanto dalla data in cui il Comune scopre l’opera.

Il deposito tardivo sana la violazione?

Il deposito tardivo può essere necessario per ricostruire la pratica e consentire le verifiche tecniche, ma non cancella automaticamente il reato già commesso. Gli obblighi di denuncia e autorizzazione sono preventivi proprio perché l’amministrazione deve poter controllare il progetto prima o durante l’esecuzione, non soltanto a opera conclusa.

Neppure un accertamento di conformità urbanistica risolve da solo il profilo strutturale. La regolarizzazione richiede una valutazione autonoma presso l’ufficio sismico competente e può comportare rilievi, saggi, prove sui materiali, verifica della sicurezza, deposito tardivo, autorizzazioni, dichiarazioni del tecnico o lavori di adeguamento. Procedura e documenti dipendono dalla Regione, dall’epoca di realizzazione, dal tipo di struttura e dalla natura dell’intervento.

È opportuno evitare espressioni come “sanatoria sismica garantita”: non esiste una soluzione unica applicabile a qualunque opera. Prima si ricostruiscono i titoli e gli atti depositati; poi un tecnico strutturista verifica se l’opera sia conforme e quale percorso consenta la normativa locale.

Cosa controllare prima di acquistare o ristrutturare

Una verifica affidabile non si limita alla planimetria catastale. In presenza di strutture in cemento armato, acciaio, muratura portante o interventi eseguiti in zona sismica è utile acquisire:

  • titoli edilizi e relativi elaborati;
  • progetto strutturale e attestazione di deposito;
  • eventuale autorizzazione sismica;
  • varianti strutturali depositate;
  • relazione a struttura ultimata e certificati dei materiali;
  • certificato di collaudo statico oppure dichiarazione di regolare esecuzione, quando ammessa;
  • documentazione di agibilità e successive pratiche che abbiano interessato la struttura.

Se manca un documento, non bisogna concludere subito che non sia mai esistito: può trovarsi negli archivi comunali o regionali. Serve un accesso agli atti mirato, seguito dal confronto tra documentazione, stato dei luoghi e normativa vigente al momento dei lavori.

Cosa fare quando emerge una possibile violazione

  1. Sospendere le lavorazioni strutturali non verificate, evitando ulteriori difformità.
  2. Incaricare un tecnico con competenze strutturali per il rilievo e la ricostruzione dell’intervento.
  3. Richiedere gli atti al Comune e al competente ufficio regionale o Genio Civile.
  4. Confrontare progetto architettonico, progetto strutturale, varianti ed eseguito.
  5. Valutare prove, verifiche di sicurezza e opere correttive eventualmente necessarie.
  6. Definire con il tecnico la procedura regionale; se esiste già un procedimento penale, coinvolgere anche un legale esperto della materia.

Non è consigliabile presentare dichiarazioni o depositi tardivi prima di avere ricostruito il quadro. Un atto incompleto o incoerente può complicare sia la verifica tecnica sia la posizione dei soggetti coinvolti.

Domande frequenti

Una CILA o una SCIA sostituisce il deposito strutturale?

No. Il titolo o la comunicazione edilizia e la pratica strutturale hanno funzioni diverse. Se il lavoro interessa le strutture, occorre verificare anche gli articoli 65, 93, 94 e 94-bis del DPR 380/2001 e la disciplina regionale.

Ogni intervento locale richiede il collaudo statico?

Per gli interventi di riparazione e locali individuati dalle NTC, il certificato di collaudo può essere sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione del direttore dei lavori. È però il tecnico a dover qualificare correttamente l’intervento; restano gli altri obblighi progettuali e di deposito applicabili.

Se la struttura è sicura, il mancato deposito non è reato?

La sicurezza accertata a posteriori non rende irrilevante l’omissione dell’adempimento preventivo. Le norme tutelano anche la possibilità dell’amministrazione di controllare il progetto prima dell’esecuzione.

Chi paga le sanzioni?

Dipende dalla fattispecie. Alcune norme individuano espressamente il costruttore, il direttore dei lavori o il collaudatore; per altre occorre accertare il contributo concreto dei diversi soggetti. Non è possibile attribuire automaticamente ogni violazione al proprietario o, al contrario, escluderlo soltanto perché ha nominato un tecnico.

La prescrizione penale rende regolare l’immobile?

No. L’estinzione del reato non equivale a conformità urbanistica o strutturale e non elimina automaticamente i poteri amministrativi di controllo, sospensione, adeguamento o demolizione previsti dalla legge.

Riferimenti principali: DPR 6 giugno 2001, n. 380, articoli 52-76 e 83-103; DM 17 gennaio 2018; Circolare 21 gennaio 2019, n. 7 C.S.LL.PP. Le procedure operative devono essere verificate anche sulla normativa e sulla modulistica della Regione competente.