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PNRR e case popolari: 1,58 miliardi per 1.981 edifici e oltre 25.000 alloggi. Come funziona la misura M7-I17 e cosa significa la fase attuativa.
La riqualificazione energetica delle case popolari finanziata dal PNRR entra nella fase di attuazione. Alla misura M7-I17 sono stati associati progetti per circa 1,58 miliardi di euro, con 1.981 edifici candidati in 311 Comuni distribuiti in 33 province. Il programma interessa oltre 25.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica.
I numeri sono stati presentati il 10 settembre dal ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, dal GSE e da Federcasa. Non indicano 1.981 cantieri già ultimati: descrivono il portafoglio di edifici ammessi o candidati alla riqualificazione. Dopo la scadenza di fine agosto per la produzione degli atti, il programma passa ora dalle domande agli affidamenti e alla realizzazione degli interventi.
Sommario
Secondo i dati illustrati durante la conferenza, la dotazione mobilitata è pari a 1,581 miliardi di euro. Le richieste finanziate riguardano circa 124 progetti e poco meno di duemila edifici, per una platea di circa 25.300 alloggi. Il coinvolgimento territoriale comprende 311 Comuni e 33 province.
Il risultato mostra una domanda molto superiore alle risorse disponibili. Foti ha indicato in circa 1,8 miliardi di euro il valore delle proposte rimaste escluse per mancanza di copertura. Questo dato non equivale a un rifinanziamento già deciso: segnala un fabbisogno ulteriore che il Governo si riserva di valutare.
| Dato | Valore comunicato | Come leggerlo |
|---|---|---|
| Risorse mobilitate | Circa 1,581 miliardi di euro | Progetti accolti nella misura |
| Edifici | 1.981 | Immobili candidati alla riqualificazione, non lavori già terminati |
| Territori | 311 Comuni in 33 province | Distribuzione dei progetti selezionati |
| Alloggi | Circa 25.300 | Unità abitative potenzialmente interessate |
| Domande escluse | Circa 1,8 miliardi di euro | Fabbisogno non finanziato allo stato attuale |
Il programma non coincide con il Piano Casa approvato nel 2026. La notizia sul recupero del patrimonio pubblico e gli investimenti privati riguarda una strategia abitativa più ampia; la M7-I17 è uno strumento PNRR specifico per l’efficienza energetica degli edifici ERP.
L’investimento fa parte della Missione 7 REPowerEU del PNRR ed è stato disciplinato dal decreto interministeriale del 9 aprile 2025. L’obiettivo è sostenere ristrutturazioni energetiche dell’edilizia residenziale pubblica e contrastare la povertà energetica, combinando contributi e finanziamenti.
Il GSE opera come soggetto attuatore, mentre Cassa Depositi e Prestiti e SACE partecipano alla struttura finanziaria. I proprietari o gestori pubblici individuano gli edifici e affidano a una ESCo, cioè una società di servizi energetici, un contratto che comprende interventi e prestazioni energetiche.
Le regole operative precisano che la richiesta di accesso non viene presentata direttamente dalla Pubblica amministrazione prima della gara: può accedere la ESCo già aggiudicataria del contratto relativo agli interventi ammessi. Questo spiega perché la chiusura della selezione dei progetti non coincide con l’apertura immediata di tutti i cantieri.
La misura è rivolta agli immobili di edilizia residenziale pubblica di titolarità di enti pubblici territoriali o dei loro enti strumentali, come Comuni ed ex IACP. Le FAQ GSE distinguono l’ERP dall’edilizia residenziale sociale in senso più ampio: gli immobili ERS non rientrano automaticamente se non appartengono al perimetro pubblico previsto.
I progetti di investimento possono comprendere uno o più edifici e devono rispettare le soglie economiche e tecniche stabilite dalle regole operative. Il requisito energetico centrale è una riduzione media di almeno il 30% della domanda di energia primaria, da dimostrare con diagnosi, calcoli e attestazioni coerenti.
Gli interventi devono essere integrati e finalizzati a un miglioramento energetico misurabile. Possono riguardare involucro, impianti, sistemi di regolazione e produzione da fonti rinnovabili quando collegati al progetto ammesso. Non si tratta di un bonus richiesto dal singolo inquilino e non finanzia lavori decisi autonomamente all’interno dell’alloggio.
Tra le lavorazioni tipiche rientrano coibentazione delle facciate e delle coperture, sostituzione dei serramenti, riqualificazione delle centrali termiche, pompe di calore, regolazione, contabilizzazione e impianti fotovoltaici. La guida sul cappotto termico, materiali e posa approfondisce uno dei sistemi più frequenti, ma ogni edificio richiede una diagnosi che valuti dispersioni, impianti e criticità reali.
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Richiedi informazioni gratisDemolizione e ricostruzione possono essere ammesse nei casi disciplinati, con raggiungimento delle prestazioni nZEB e applicazione della scheda DNSH prevista per le nuove realizzazioni. Non è quindi una scorciatoia generalizzata: progetto, titolarità, procedura di affidamento e requisiti ambientali devono restare nel perimetro della misura.
Il modello punta sull’Energy Performance Contract, un contratto nel quale la società di servizi energetici progetta, realizza e può gestire gli interventi assumendo obblighi legati ai risultati. La PA deve selezionare l’operatore secondo le regole dei contratti pubblici; successivamente la ESCo aggiudicataria presenta la richiesta al GSE.
La struttura consente di associare il contributo PNRR a finanziamenti e investimenti privati, ma richiede contratti precisi. Baseline dei consumi, risparmio garantito, durata, manutenzione, misura delle prestazioni, ripartizione dei rischi e condizioni di fine rapporto determinano la sostenibilità reale dell’operazione.
Per le amministrazioni la fase delicata non è soltanto l’esecuzione dei lavori: occorre costruire gare che permettano di confrontare correttamente le proposte e di verificare nel tempo il risparmio. Un involucro ben coibentato con un impianto mal regolato, oppure un nuovo generatore senza controllo dei consumi, può non produrre il risultato atteso.
L’amministratore delegato del GSE ha spiegato che, conclusa a fine agosto la produzione degli atti, il programma è entrato nella fase di attuazione. Da questo momento diventano centrali aggiudicazioni, convenzioni di finanziamento, progettazione esecutiva, cantieri e rendicontazione.
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Il passaggio non rende omogeneo lo stato di tutti i 1.981 edifici. Alcuni interventi possono avere una gara avanzata o già aggiudicata, altri richiedere ulteriori adempimenti. Per conoscere tempi e lavori di un singolo complesso occorre consultare l’ente proprietario, il Comune o l’azienda territoriale che gestisce gli alloggi.
Il risultato atteso è duplice: aumentare il valore e la qualità del patrimonio pubblico e ridurre il fabbisogno energetico, con possibili benefici sulle bollette e sul comfort. Cappotti, serramenti e impianti efficienti possono attenuare freddo, surriscaldamento e umidità, ma i risparmi effettivi dipendono anche da tariffe, regolazione e comportamento d’uso.
Durante i lavori gli inquilini devono ricevere informazioni su accessi agli alloggi, ponteggi, sospensioni degli impianti e cronoprogramma. La presenza del finanziamento non elimina le responsabilità di cantiere né le regole condominiali e locative applicabili al singolo fabbricato.
Dopo l’intervento sarà importante comunicare il corretto utilizzo dei nuovi sistemi. Una pompa di calore, la ventilazione o la termoregolazione possono richiedere abitudini diverse rispetto agli impianti precedenti; istruzioni chiare aiutano a trasformare la prestazione calcolata in un risparmio reale.
Le richieste escluse per circa 1,8 miliardi mostrano che la domanda avrebbe potuto assorbire più del doppio delle risorse disponibili. Un eventuale allargamento della platea richiederebbe però nuovi fondi o una rimodulazione formale: al momento non può essere dato per acquisito.
Gli enti esclusi dovranno quindi attendere decisioni successive oppure valutare altri canali di finanziamento. La graduatoria e gli atti della misura restano il riferimento per distinguere i progetti coperti da quelli soltanto proposti.
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I dati nazionali fotografano la dimensione del programma ma non sostituiscono gli atti locali. Per verificare un intervento bisogna cercare codice del progetto, edifici inclusi, ente proprietario, procedura di gara, ESCo aggiudicataria, importo e cronoprogramma sui siti istituzionali e nelle banche dati dei contratti pubblici.
È utile distinguere quattro passaggi: progetto ammesso, gara pubblicata, contratto aggiudicato e cantiere avviato. Solo l’ultimo permette di parlare di lavori materialmente iniziati; la conclusione richiederà collaudi, attestazioni energetiche e verifica dei risultati.
No. Il numero indica gli edifici candidati o compresi nei progetti della misura. I lavori si trovano in fasi attuative differenti.
Alla conferenza del 10 settembre sono stati indicati circa 1,581 miliardi di euro per i progetti accolti.
I dati presentati indicano circa 25.300 alloggi distribuiti in 1.981 edifici, 311 Comuni e 33 province.
No. La misura finanzia progetti sul patrimonio ERP attraverso enti proprietari, gare ed ESCo aggiudicatarie.
Il progetto deve conseguire in media una riduzione di almeno il 30% della domanda di energia primaria, secondo le regole della misura.
No. Circa 1,8 miliardi di richieste sono rimasti senza copertura; un rifinanziamento richiederebbe una decisione successiva.
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