Sistema Ibix 25 e 25 H2O
Nuovo Sistema integrato di pulitura selettiva con funzione automatica di vaporizzazione
Guida alla pompa di calore monoblocco senza unità esterna: due fori, potenza, posa, condensa, consumi, rumore, permessi, limiti e costi.
Una pompa di calore senza unità esterna è, nella maggior parte delle offerte residenziali, un climatizzatore fisso aria-aria che concentra compressore, ventilatori e scambiatori in un unico apparecchio dentro il locale. Sulla facciata non compare il classico motore dello split: restano però due griglie, collegate ad altrettanti fori nel muro, attraverso le quali la macchina prende ed espelle l’aria necessaria allo scambio termico.
La soluzione è utile quando balconi, facciate, vincoli o spazi tecnici rendono difficile collocare un’unità esterna. Non è però un climatizzatore “senza lavori”, “senza fori” o automaticamente silenzioso. Il compressore rimane nella stanza, la parete deve poter essere carotata, la condensa deve avere uno scarico e ogni ambiente richiede una verifica di potenza. Il vantaggio estetico esterno si paga con più ingombro e rumore all’interno.
Il monoblocco fisso è convincente per uno o due locali quando l’unità esterna è davvero impraticabile. Se si devono climatizzare molte stanze e la facciata consente uno split, efficienza, acustica e costo per locale vanno confrontati prima di decidere.
Sommario
La denominazione descrive la forma dell’impianto, non l’assenza di rapporto con l’esterno. In estate la macchina preleva calore dall’aria della stanza e lo cede all’ambiente esterno; in inverno inverte il ciclo e trasferisce dentro il calore disponibile nell’aria esterna. Per farlo utilizza due condotti separati: uno alimenta lo scambiatore sul lato esterno del circuito, l’altro espelle l’aria dopo lo scambio.
Le due griglie in facciata hanno un impatto molto minore di un condensatore tradizionale, ma non sono invisibili. Diametro, interasse, quota, protezione dalla pioggia e possibilità di montaggio dall’interno dipendono dalla dima del modello. I cataloghi tecnici correnti mostrano soluzioni con fori intorno a 160-200 mm: non bisogna quindi praticare aperture prima di aver scelto la macchina e letto il manuale di installazione.
Il termine viene usato anche per apparecchi diversi. Uno scaldabagno a pompa di calore produce acqua calda sanitaria; una pompa aria-acqua alimenta radiatori, pavimento radiante o fan coil; un portatile scarica aria calda con un tubo flessibile. Questa guida riguarda il monoblocco fisso aria-aria attraverso parete, reversibile per raffrescamento e riscaldamento del locale.
Il circuito frigorifero è chiuso in fabbrica. Refrigerante, compressore, valvola di espansione e scambiatori svolgono lo stesso ciclo di una pompa di calore split, ma senza collegamenti frigoriferi fra due unità separate. Un ventilatore ricircola l’aria interna attraverso lo scambiatore rivolto alla stanza; un secondo muove aria esterna nei condotti a muro.
In raffrescamento lo scambiatore interno diventa freddo e condensa parte dell’umidità. In riscaldamento il ciclo si inverte; con aria esterna fredda e umida lo scambiatore verso l’esterno può formare brina e la macchina avvia periodicamente lo sbrinamento. In quei minuti il calore erogato diminuisce o si interrompe: è un comportamento normale, ma va considerato se l’apparecchio deve essere la fonte principale invernale.
“Inverter” indica la capacità di modulare il compressore invece di alternare soltanto accensione e spegnimento. Può migliorare stabilità della temperatura, consumi a carico parziale e comfort acustico. Non rende però equivalenti modelli con potenza, scambiatori e curve di funzionamento diversi: contano i dati stagionali e le prestazioni alle temperature previste nel luogo di installazione.
La geometria non è soltanto estetica. Cambia la posizione delle griglie, la distribuzione del flusso, lo spazio necessario per manutenzione e la compatibilità con finestre, tende e mobili.
Su mobile, scorri orizzontalmente la tabella per confrontare tutte le colonne.
| Versione | Dove si installa | Vantaggio | Limite da verificare |
|---|---|---|---|
| Orizzontale bassa | Sotto finestra o nella fascia bassa della parete | Ingombro visivo contenuto e manutenzione accessibile | Battiscopa, tende, mobili e corretta diffusione dell’aria |
| Orizzontale alta | In alto, in posizione simile a uno split | Libera la parte bassa del locale | Peso, accesso, condensa e montaggio delle griglie |
| Verticale | Su una porzione stretta di parete perimetrale | Si adatta a spazi con poco sviluppo orizzontale | Direzione del getto e distanze laterali |
| A soffitto | Orizzontale sotto il solaio vicino alla parete esterna | Riduce l’occupazione delle pareti arredate | Altezza, ancoraggi, ispezione e scarico condensa |
| Master con seconda unità interna | Macchina principale su parete esterna e terminale in altro locale | Può servire due stanze senza condensatore fuori | Collegamenti fra unità, funzionamento simultaneo e costo |
Le versioni per due ambienti non sono un multisplit nel senso comune: architettura e limiti di funzionamento sono specifici del produttore. Prima dell’acquisto bisogna capire se le due stanze possono essere servite contemporaneamente, quali tubazioni le collegano e dove rimane il compressore.
Il confronto corretto non si ferma all’estetica della facciata. Vanno messi sullo stesso piano il numero di locali, il rumore percepito, le aperture necessarie, l’efficienza stagionale e la manutenzione.
Su mobile, scorri la tabella per leggere il confronto completo.
| Sistema | Scambio con l’esterno | Rumore interno | Uso più coerente |
|---|---|---|---|
| Monoblocco fisso a doppio condotto | Due fori e due griglie in facciata | Compressore dentro il locale | Locale singolo dove il motore esterno non è ammesso o collocabile |
| Monosplit | Unità esterna e linee frigorifere | Compressore fuori dal locale | Una stanza con parete o balcone idonei |
| Multisplit | Un motore esterno per più unità interne | Compressore fuori | Più stanze con gestione indipendente |
| Portatile a singolo tubo | Tubo verso finestra o foro | Compressore dentro e perdite d’aria | Uso temporaneo, senza installazione fissa |
Un portatile non è la versione economica dello stesso impianto. Il tubo caldo, l’apertura della finestra e la depressione generata da molti modelli incidono sulla resa reale. Il fisso a due condotti mantiene invece separati il circuito d’aria della stanza e quello che scambia con l’esterno.
Il caso più favorevole è un locale con parete perimetrale direttamente accessibile, impossibilità documentata di installare un motore esterno e fabbisogno compatibile con una singola macchina. Può essere una camera, uno studio, un piccolo soggiorno, una stanza d’albergo o un ufficio in un edificio nel quale l’aspetto della facciata è determinante.
È meno efficace come scelta seriale per un intero appartamento: ogni unità richiede due aperture, alimentazione elettrica, gestione della condensa e spazio interno. Tre monoblocchi significano tre compressori nelle stanze e sei griglie in facciata. In questo scenario un multisplit, un impianto canalizzato o una strategia impiantistica diversa possono ridurre ingombro e rumorosità, se autorizzabili.
Nel confronto generale bisogna distinguere sorgente, terminali e servizi prodotti. Per valutare invece taglie, classi e funzioni dei sistemi aria-aria è utile la guida alla scelta del condizionatore per casa.
Le tabelle commerciali “BTU per metri quadrati” sono soltanto un primo filtro. Un locale di 25 m² sotto un tetto non isolato, con ampia vetrata a ovest, può avere un carico molto diverso da una stanza della stessa superficie al piano intermedio e schermata. Contano volume, clima, isolamento, vetri, orientamento, apporti solari, persone, apparecchi e ricambi d’aria.
La conversione aiuta a leggere le schede: 1 kW corrisponde a circa 3.412 BTU/h. Una capacità nominale di 2,3 kW equivale quindi a circa 7.850 BTU/h, ma quel numero vale nelle condizioni di prova dichiarate. Non dimostra che la macchina coprirà il carico nel pomeriggio più caldo o durante la temperatura invernale di progetto.
Il tecnico deve confrontare almeno tre valori: carico massimo del locale, potenza minima modulabile e potenza resa alle condizioni esterne critiche. Una macchina troppo piccola resta sempre al massimo senza raggiungere il setpoint; una molto grande può ciclare, deumidificare male e creare getti fastidiosi. La funzione “boost” o “dual power” non va confusa con la capacità nominale continuativa.
Il sopralluogo deve precedere l’ordine. La dima del modello stabilisce diametro e interasse dei carotaggi, posizione dello scarico e distanze da pavimento, soffitto, spigoli e ostacoli esterni. Prodotti reali mostrano aperture da circa 160 a 200 mm e, quando serve, un ulteriore passaggio per la condensa.
Prima di carotare occorre escludere pilastri, travi, architravi, tubazioni, cavi, canne fumarie e cavedi. Su muratura portante, pietra irregolare, calcestruzzo armato, parete stratificata o facciata con cappotto la valutazione non può essere ridotta a “il muro è abbastanza spesso”. Il foro deve avere la geometria prevista, manicotti corretti e tenuta all’acqua e all’aria senza creare un ponte incontrollato.
All’esterno le due griglie devono poter aprirsi e lavorare senza ricircolare immediatamente l’aria espulsa. Nicchie profonde, balconi chiusi, vegetazione, parapetti o griglie montate male possono ridurre la portata. Anche l’accessibilità futura conta: filtri e vaschetta si puliscono dall’interno, ma griglie e condotti devono poter essere controllati.
Durante il raffrescamento l’acqua estratta dall’aria deve essere smaltita. Alcune macchine nebulizzano o trasferiscono parte della condensa verso il flusso esterno, ma condizioni umide, modalità di funzionamento e prescrizioni del manuale possono rendere necessario uno scarico. In pompa di calore, inoltre, lo sbrinamento può produrre acqua sul lato esterno del ciclo.
La soluzione preferibile è uno scarico a gravità con pendenza continua, sifone o disconnessione quando richiesti e recapito che non bagni facciata, marciapiede o proprietà sottostante. Una pompa di sollevamento risolve dislivelli impossibili, ma aggiunge rumore, manutenzione e un componente soggetto a guasto. Il tubo non va lasciato libero a gocciolare sulla facciata.
Su mobile, scorri la tabella per vedere controlli e documenti.
| Controllo | Domanda da risolvere | Evidenza utile |
|---|---|---|
| Carico termico | La potenza resa copre il locale in estate e in inverno? | Calcolo o relazione tecnica, non soli metri quadrati |
| Parete | I fori evitano strutture e impianti e rispettano la dima? | Rilievo, scansione e tavola del produttore |
| Facciata | Griglie, colore e posizione sono ammessi? | Regolamento, autorizzazioni e verifica del vincolo |
| Condensa | Dove scarica in tutte le modalità? | Tracciato con pendenza e punto di recapito |
| Elettrico | Linea, presa o collegamento sono adeguati? | Dati di targa, protezioni e verifica dell’installatore |
| Acustica | Rumore interno ed emissione dalle griglie sono compatibili? | Potenza e pressione sonora a più regimi, posizione dei ricettori |
| Manutenzione | Filtri, vaschetta e componenti restano raggiungibili? | Distanze libere e percorso di smontaggio |
L’articolo 6 del DPR 380/2001 comprende nell’edilizia libera l’installazione delle pompe di calore aria-aria con potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW. La regola nazionale non cancella però le discipline di settore: norme paesaggistiche e culturali, sicurezza, regolamento comunale, vincoli e diritti condominiali restano applicabili.
Il monoblocco elimina il motore esterno ma modifica comunque la facciata con due griglie. In un edificio tutelato o in area vincolata occorre verificare prima la compatibilità e l’eventuale procedimento. Nel condominio la facciata è parte comune: l’articolo 1122 del Codice civile impone al condomino di non danneggiare parti comuni, stabilità, sicurezza o decoro e di dare preventiva notizia all’amministratore, che riferisce all’assemblea.
La posizione più discreta non è automaticamente lecita, e un assenso commerciale dell’installatore non sostituisce i controlli. La guida su condizionatori, regolamenti comunali e condominio approfondisce distanze, decoro e procedure.
Il fatto che il circuito frigorifero sia assemblato in fabbrica riduce le lavorazioni tipiche di uno split: normalmente non si realizzano cartelle, vuoto e carica fra unità. Non trasforma però un apparecchio fisso in un elettrodomestico da appendere senza verifiche. Peso, ancoraggi, carotaggi, condensa e alimentazione richiedono competenza e rispetto del manuale.
Hai un problema legato a questo argomento?
Descrivi il tuo caso: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a professionisti e imprese del settore.
Richiedi informazioni gratisIl DM 37/2008 include gli impianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento e refrigerazione. L’impresa abilitata deve valutare la portata del circuito elettrico, le protezioni, l’eventuale linea dedicata e la documentazione da rilasciare. Se una manutenzione futura comporta interventi sul refrigerante, si applicano anche le regole europee e nazionali sui gas fluorurati o sui refrigeranti alternativi, secondo sostanza e attività svolta.
Il Regolamento UE 2024/573 sta inoltre restringendo progressivamente l’immissione sul mercato di apparecchi autonomi con refrigeranti ad alto GWP. Prima dell’acquisto è sensato leggere tipo di fluido, quantità, GWP, qualificazione richiesta per assistenza e disponibilità futura del servizio, senza scegliere soltanto in base alla classe energetica.
In uno split il compressore è fuori; nel monoblocco è nella stanza. Materiali fonoassorbenti, supporti antivibranti, compressori moderni e modulazione possono ridurre il disturbo, ma non eliminano questa differenza fisica. Una scheda che dichiara un valore minimo molto basso non racconta il funzionamento nominale o massimo durante una giornata calda.
Bisogna distinguere pressione sonora, che dipende dalla distanza e dalle condizioni di misura, e potenza sonora, propria della sorgente e più utile per confronti omogenei. Servono valori alle diverse velocità, non soltanto in modalità sleep. In camera da letto vanno considerati anche variazioni di regime, sbrinamento, pompa condensa e vibrazioni trasmesse alla parete.
Le griglie emettono rumore verso l’esterno; vicinanza alle finestre altrui, cortili chiusi e funzionamento notturno possono creare conflitti. La dichiarazione di targa non sostituisce la verifica dei limiti comunali e del criterio differenziale quando applicabile. L’approfondimento sul rumore dei climatizzatori e i limiti verso i vicini spiega il quadro acustico.
Per i climatizzatori fino a 12 kW l’etichetta energetica europea riporta efficienza e rumore secondo il Regolamento delegato UE 626/2011. Nei modelli stagionali si incontrano SEER per il raffrescamento e SCOP per il riscaldamento: rapportano l’energia utile all’elettricità assorbita in un profilo standardizzato. EER e COP descrivono invece condizioni puntuali.
Su mobile, scorri la tabella per leggere tutti i criteri.
| Dato | Che cosa indica | Come usarlo | Errore da evitare |
|---|---|---|---|
| Capacità nominale | Caldo o freddo reso in condizioni dichiarate | Confrontarla con il carico del locale | Confonderla con l’assorbimento elettrico |
| SEER | Efficienza stagionale in raffrescamento | Confrontare modelli della stessa categoria | Trasformarlo in consumo reale senza ore e clima |
| SCOP | Efficienza stagionale in riscaldamento | Verificare anche la zona climatica dell’etichetta | Ignorare la resa alle basse temperature |
| Potenza assorbita | Richiesta elettrica in un punto di lavoro | Stimare linea e consumi con profilo realistico | Usare soltanto il valore minimo |
| Potenza sonora | Emissione acustica della sorgente | Confrontare dati misurati secondo lo stesso metodo | Confonderla con pressione sonora a distanza |
| Campo operativo | Temperature esterne ammesse | Confrontarlo con il clima locale | Assumere la stessa potenza a ogni temperatura |
Per una stima semplice: energia elettrica = assorbimento medio × ore di funzionamento. Se l’assorbimento medio reale fosse 0,75 kW per 8 ore, il consumo sarebbe 6 kWh; il costo si ottiene moltiplicando per il prezzo complessivo del proprio kWh. L’inverter rende l’assorbimento variabile, quindi il dato di targa massimo non va moltiplicato meccanicamente per tutte le ore. La guida su come calcolare i consumi del condizionatore contiene esempi più dettagliati.
Dipende da clima, involucro, potenza alle basse temperature e continuità richiesta. In una stanza ben isolata e in clima mite un monoblocco reversibile può coprire una quota importante del riscaldamento. In un edificio dispersivo o in una zona fredda la potenza può diminuire proprio quando aumenta il fabbisogno, mentre gli sbrinamenti riducono temporaneamente l’erogazione.
La resistenza elettrica ausiliaria presente in alcune versioni aumenta la potenza disponibile ma lavora con rapporto vicino a un kWh termico per ogni kWh elettrico, diverso dal principio della pompa di calore. Va considerata come integrazione con assorbimento dedicato, non come prova che il modello sia adatto a qualsiasi inverno.
Per usarlo come generatore principale servono bilancio termico, temperature di progetto e una strategia in caso di guasto o gelo. Se l’obiettivo è alimentare un impianto ad acqua, si parla invece di una macchina diversa: la guida alla pompa di calore per termosifoni affronta temperature di mandata e terminali idronici.
È facile vedere le due griglie e pensare che l’apparecchio rinnovi l’aria della stanza. Nella maggior parte dei monoblocchi il flusso esterno serve allo scambiatore e resta separato dall’aria interna, che viene ricircolata e filtrata. Deumidificare e trattenere polvere non significa apportare aria nuova né controllare anidride carbonica e inquinanti.
Se il locale richiede ricambio d’aria, occorre aprire le finestre o progettare una ventilazione meccanica dedicata. Solo una scheda che dichiari esplicitamente una portata di rinnovo consente di attribuire quella funzione al prodotto; anche in quel caso portata, filtrazione e recupero vanno verificati separatamente.
Una ricognizione del mercato italiano di settembre 2026 mostra apparecchi fissi senza unità esterna da circa 700-1.000 euro nelle versioni essenziali, 1.100-1.900 euro nelle gamme inverter più diffuse e oltre 2.500 euro per configurazioni particolari, a soffitto o per due ambienti. Sono prezzi del solo prodotto e cambiano rapidamente con potenza, refrigerante, comando e accessori.
Le fasce seguenti sono orientative e vanno verificate con un sopralluogo.
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| Voce | Fascia indicativa | Che cosa può aumentarla |
|---|---|---|
| Macchina monoblocco fissa | 700-1.900 € | Inverter, potenza, acustica, R290/R32, Wi-Fi e accessori |
| Versione speciale o doppio ambiente | 2.000-3.500 € e oltre | Soffitto, unità secondaria, kit incasso e comandi |
| Installazione semplice | 350-800 € | Diametro dei fori, peso, altezza e finitura della parete |
| Opere e accessori | 150-1.000 € e oltre | Linea elettrica, ponteggio, pietra o cemento, condensa e ripristini |
| Totale tipico per un locale | 1.200-3.000 € | Prodotto scelto e complessità reale del fabbricato |
Un preventivo utile separa macchina, carotaggi, griglie, scarico, collegamento elettrico, sollevamento, protezioni, ripristini, avviamento e documenti. Il confronto con uno split deve includere l’eventuale opera necessaria per nascondere le linee e collocare il motore, non soltanto il prezzo delle scatole.
I filtri vanno puliti con la frequenza indicata dal fabbricante; griglie e condotti devono restare liberi. Polvere sugli scambiatori, scarico parzialmente ostruito o ventole sporche riducono portata e possono aumentare rumore e consumo. La manutenzione non autorizza a smontare il circuito frigorifero o usare detergenti aggressivi.
Su mobile, scorri la tabella per seguire la diagnosi.
| Sintomo | Prime verifiche sicure | Quando chiamare assistenza |
|---|---|---|
| Poca aria | Filtro, alette, ostacoli e modalità impostata | Ventola rumorosa o portata ancora bassa dopo pulizia |
| Non raffredda o scalda | Setpoint, porte, finestre, sole e temperatura esterna | Errore, ghiaccio persistente o resa molto inferiore al normale |
| Perdita d’acqua | Spegnere e controllare soltanto il recapito accessibile | Scarico interno, pompa o vaschetta richiedono apertura della macchina |
| Vibrazioni | Verificare che nulla tocchi il mobile esterno | Ancoraggi, ventola o compressore generano vibrazione strutturale |
| Odore | Pulire filtro secondo manuale e arieggiare | Odore elettrico, muffa interna o persistenza dopo la pulizia |
La scheda tecnica deve essere letta insieme al manuale di installazione e all’etichetta energetica. Prima si verifica che la parete possa ospitare quella dima; poi si confrontano potenza, modulazione, consumi, rumore e campo operativo. Infine si controllano scarico, assistenza e ricambi.
La scelta migliore non è il modello con il numero più alto, ma quello compatibile con carico, parete e uso reale. In una camera può prevalere l’acustica; in uno studio usato di giorno la modulazione; in un edificio storico l’impatto delle griglie e la reversibilità del foro. Un sopralluogo evita di acquistare una macchina che non può essere installata dove servirebbe.
Descrivi il lavoro da realizzare: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a imprese edili pertinenti.
Non nel caso del monoblocco fisso aria-aria: deve scambiare con l’esterno e richiede normalmente due fori, oltre all’eventuale scarico condensa. Un portatile usa invece un tubo verso l’esterno.
Di regola no. L’aria esterna serve allo scambiatore e resta separata da quella interna ricircolata; il rinnovo esiste solo se dichiarato espressamente dal modello.
Normalmente due fori per presa ed espulsione, spesso nell’ordine di 160-200 mm, più un eventuale passaggio per la condensa. Fanno fede dima e manuale del modello.
No. Serve una parete perimetrale compatibile, priva di strutture e impianti nella zona di carotaggio, con spazio esterno libero per le griglie e possibilità di scarico.
In genere il compromesso acustico interno è maggiore perché il compressore resta nella stanza. Il confronto va fatto su potenza sonora e valori a più regimi, non sul solo dato minimo.
Sì, se potenza, flusso e rumore sono compatibili. Vanno valutati anche vibrazioni, sbrinamento e pompa condensa durante la notte.
Un modello reversibile sì, ma capacità ed efficienza cambiano con la temperatura esterna. Per usarlo come fonte principale serve verificare la resa nelle condizioni climatiche locali.
Il circuito di un monoblocco è normalmente chiuso in fabbrica e non richiede collegamenti frigoriferi durante la posa. Qualifica e obblighi dipendono però da refrigerante e attività effettiva, soprattutto per assistenza e apertura del circuito.
Le pompe di calore aria-aria sotto 12 kW rientrano nell’articolo 6 del DPR 380/2001, ma restano vincoli paesaggistici, culturali, comunali, strutturali e condominiali.
Dipende dal modello e dalla modalità. Va previsto un recapito stabile, preferibilmente a gravità; non è corretto lasciare acqua libera sulla facciata o sulle proprietà sottostanti.
Dipende da assorbimento variabile, ore, clima, setpoint e dispersioni. Si stima moltiplicando l’assorbimento medio reale per le ore, usando SEER e SCOP per confronti stagionali.
Per un locale la fascia complessiva indicativa è circa 1.200-3.000 euro, ma carotaggi difficili, linea elettrica, altezza, scarico e ripristini possono aumentarla.
Guida aggiornata a settembre 2026. Potenza, fori, condensa, requisiti acustici e autorizzazioni dipendono da apparecchio e fabbricato: scelta e posa richiedono scheda tecnica, sopralluogo e installatori abilitati.
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