La trasmittanza termica indica quanto calore attraversa una parete, una copertura, un pavimento o un serramento quando tra i due lati esiste una differenza di temperatura. Si esprime in W/m²K e, a parità di condizioni, un valore più basso corrisponde a una minore dispersione: una parete con U pari a 0,25 W/m²K isola meglio di una parete con U pari a 1,20 W/m²K.

Il numero, però, non descrive da solo il comportamento energetico dell’intero edificio. Deve essere riferito al componente corretto, calcolato con dati attendibili e letto insieme a ponti termici, tenuta all’aria, umidità, esposizione e prestazioni estive. È inoltre importante distinguere un valore orientativo da quello utilizzabile in una relazione tecnica, in un APE o nella verifica di un requisito di legge.

Che cos’è la trasmittanza termica U

In termini fisici, U rappresenta il flusso di calore che attraversa un metro quadrato di elemento edilizio per ogni kelvin di differenza tra l’ambiente interno e quello esterno. Un valore U di 0,30 W/m²K significa che, in condizioni stazionarie, attraverso ogni metro quadrato passano 0,30 watt per ogni grado di differenza di temperatura.

Per stimare la potenza dispersa da una superficie si può usare la relazione Φ = U × A × ΔT, dove A è l’area in metri quadrati e ΔT è la differenza di temperatura. Se una parete di 20 m² ha U = 0,30 W/m²K e tra interno ed esterno ci sono 20 K, la dispersione istantanea teorica della sua sezione corrente è 120 W. Il risultato non comprende automaticamente ventilazione, infiltrazioni d’aria e ponti termici.

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Conducibilità, resistenza e trasmittanza non sono la stessa cosa

La conducibilità termica λ, espressa in W/mK, è una proprietà del materiale: descrive quanto facilmente il calore lo attraversa. La resistenza termica R, espressa in m²K/W, riguarda invece uno strato con uno spessore preciso. Per uno strato omogeneo si calcola con R = s / λ, usando lo spessore s in metri.

La trasmittanza U riguarda il componente completo. Tiene conto delle resistenze dei diversi strati e degli scambi sulle superfici interna ed esterna. Per questo non è corretto confrontare direttamente la λ di un pannello isolante con la U di una parete, né dedurre la prestazione dell’intera muratura dal solo valore dichiarato sull’isolante.

Formula per pareti, tetti e solai

Per un elemento opaco formato da strati omogenei, il procedimento di base previsto dalla UNI EN ISO 6946 consiste nel calcolare la resistenza di ogni strato, sommarla alle resistenze superficiali e ricavarne il reciproco:

Rtot = Rsi + Σ(sii) + Rse

U = 1 / Rtot

Rsi e Rse rappresentano le resistenze superficiali interna ed esterna. Per una parete verticale verso l’esterno si usano normalmente 0,13 e 0,04 m²K/W, mentre i valori cambiano con la direzione del flusso e con il tipo di confine. Intercapedini d’aria, strati non omogenei, fissaggi metallici, pilastri e strutture contro terra richiedono regole specifiche: non possono essere aggiunti come se fossero tutti materiali pieni e uniformi.

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Esempio di calcolo di una parete con cappotto

Consideriamo, solo come esempio didattico, una parete verticale composta da 1,5 cm di intonaco interno con λ = 0,70 W/mK, 30 cm di laterizio con λ = 0,33 W/mK, 10 cm di isolante con λ = 0,036 W/mK e 1,5 cm di finitura esterna con λ = 0,70 W/mK.

Le resistenze degli strati sono circa 0,021, 0,909, 2,778 e 0,021 m²K/W. Aggiungendo Rsi = 0,13 e Rse = 0,04 si ottiene una resistenza totale vicina a 3,90 m²K/W. Il reciproco fornisce U ≈ 0,26 W/m²K.

Questo risultato non costituisce una verifica progettuale. Nella realtà occorrono i valori di progetto dei materiali, non valori generici trovati online, e vanno considerate disomogeneità, tasselli, giunti, condizioni di umidità e ponti termici. Anche pochi centimetri di differenza nello spessore reale o una λ non corrispondente al prodotto installato possono cambiare il risultato.

Come si calcola la trasmittanza degli infissi

Per finestre e portefinestre il valore da confrontare è normalmente Uw, riferito all’intero serramento, non il solo Ug del vetro. Il calcolo considera l’area e la trasmittanza del vetro, l’area e la trasmittanza del telaio e la dispersione lineare lungo il bordo della vetrata:

Uw = (AgUg + AfUf + lgψg) / (Ag + Af)

Due finestre con lo stesso vetrocamera possono quindi avere Uw differenti per dimensioni, materiale e sezione del telaio, distanziatore e rapporto tra superficie vetrata e telaio. Il dato deve riferirsi alla finestra fornita o a un serramento campione applicabile secondo le regole della UNI EN 14351-1 e della UNI EN ISO 10077-1. Anche cassonetto e posa possono aggiungere dispersioni che il solo valore Uw non racconta.

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Valori limite di trasmittanza in vigore nel 2026

Dal 3 giugno 2026 è efficace il decreto 28 ottobre 2025, che ha aggiornato il decreto Requisiti Minimi del 26 giugno 2015. Per gli edifici esistenti sottoposti a riqualificazione energetica, l’Appendice B dell’Allegato 1 indica i seguenti valori massimi, differenziati per zona climatica.

Zona climatica Valori massimi U per la riqualificazione
A e B Pareti: 0,40 W/m²K
Coperture: 0,32 W/m²K
Pavimenti: 0,42 W/m²K
Infissi: 3,00 W/m²K
C Pareti: 0,36 W/m²K
Coperture: 0,32 W/m²K
Pavimenti: 0,38 W/m²K
Infissi: 2,00 W/m²K
D Pareti: 0,32 W/m²K
Coperture: 0,26 W/m²K
Pavimenti: 0,32 W/m²K
Infissi: 1,80 W/m²K
E Pareti: 0,28 W/m²K
Coperture: 0,24 W/m²K
Pavimenti: 0,29 W/m²K
Infissi: 1,40 W/m²K
F Pareti: 0,26 W/m²K
Coperture: 0,22 W/m²K
Pavimenti: 0,28 W/m²K
Infissi: 1,10 W/m²K

La tabella non è un catalogo universale dei “valori buoni”. Si applica agli interventi e alle verifiche definiti dal decreto; per ristrutturazioni importanti, nuove costruzioni, incentivi o regimi transitori possono essere necessarie verifiche diverse o più restrittive.

Le Regioni possono inoltre adottare disposizioni proprie nell’ambito delle competenze attribuite. Prima di utilizzare un limite in un capitolato o in un’asseverazione occorre quindi identificare la data del titolo edilizio o di inizio lavori, il tipo di intervento, la zona climatica e la disciplina applicabile.

Trasmittanza media e ponti termici

La U calcolata nella parte uniforme della parete è detta trasmittanza in sezione corrente. Nodi come pilastri, balconi, cordoli, imbotti delle finestre e attacchi tra parete e copertura interrompono l’uniformità e generano dispersioni lineari espresse mediante ψ, in W/mK.

Per le ristrutturazioni importanti di secondo livello il decreto aggiornato richiede anche la verifica della trasmittanza comprensiva dei ponti termici, ottenuta rapportando alla superficie la somma dei contributi A × U e ψ × L. Un cappotto con una buona U può dunque non bastare se balconi, pilastri o contorni dei serramenti restano irrisolti.

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Trasmittanza termica periodica e comfort estivo

La trasmittanza U descrive il trasferimento in condizioni stazionarie ed è fondamentale per le dispersioni invernali, ma non esprime da sola come una parete reagisce alle variazioni di temperatura durante la giornata. Per il comportamento estivo si usa anche la trasmittanza termica periodica YIE, insieme a capacità termica, attenuazione e sfasamento.

Due pacchetti con U simile possono quindi offrire comfort estivo diverso. Massa, calore specifico, posizione dell’isolante, colore esterno, ventilazione della copertura, schermature e irraggiamento solare incidono sul risultato.

Scegliere una stratigrafia guardando soltanto la U più bassa può portare a una soluzione efficiente in inverno ma non ottimale per il clima e l’uso reale dell’edificio.

Come conoscere la U di una parete esistente

Il percorso più affidabile parte da documenti e rilievo: relazione energetica, elaborati di progetto, schede dei materiali, spessori misurati e informazioni sull’epoca costruttiva. Se la stratigrafia non è nota, il tecnico può integrare il rilievo con ispezioni localizzate, endoscopia o altre indagini compatibili con l’edificio.

La termografia aiuta a individuare anomalie, discontinuità e possibili ponti termici, ma non misura da sola la trasmittanza. La misura in opera può essere eseguita con termoflussimetro secondo la UNI ISO 9869-1, registrando flusso e temperature per un periodo adeguato e scegliendo una zona rappresentativa priva di discontinuità. Condizioni meteorologiche instabili, sole diretto, impianti spenti o sensori posizionati male possono rendere il dato poco significativo.

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Errori frequenti nel calcolo

Un errore comune è usare lo spessore in centimetri nella formula R = s/λ invece di convertirlo in metri. Altrettanto rischioso è prendere la conducibilità migliore riportata in pubblicità senza verificare se si tratta di valore dichiarato o di progetto e se il prodotto corrisponde a quello realmente posato.

Vanno poi evitate semplificazioni come sommare in modo improprio le resistenze delle intercapedini, ignorare malta e strutture portanti, trascurare i fissaggi metallici, confondere Ug e Uw, oppure applicare il limite di un incentivo a una verifica edilizia diversa. Anche arrotondare troppo presto i singoli passaggi può spostare un valore vicino alla soglia.

Quando il calcolo deve essere eseguito da un tecnico

Un calcolo semplificato è utile per capire l’ordine di grandezza e confrontare ipotesi preliminari. Quando il valore entra in una relazione ex Legge 10, in un progetto di riqualificazione, in un’asseverazione per incentivi o nell’Attestato di Prestazione Energetica, servono invece dati documentati, norme nella versione applicabile e responsabilità professionale.

Nel confronto tra preventivi è utile chiedere la stratigrafia completa, la λ di progetto dell’isolante, la U finale, il metodo usato per i ponti termici e la verifica igrotermica. Un’offerta che promette genericamente “alta coibentazione” senza indicare questi elementi non permette di valutare davvero la prestazione prevista.

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Domande frequenti

Una trasmittanza più bassa è sempre migliore?

Dal punto di vista delle dispersioni stazionarie sì, ma la soluzione deve essere verificata anche per umidità, ponti termici, comportamento estivo, posa e rapporto costi-benefici. Ridurre ulteriormente una U già bassa può produrre benefici marginali se restano irrisolte altre dispersioni.

Qual è un buon valore U per una parete?

Non esiste un unico valore valido in ogni caso. Dipende da zona climatica, tipo di intervento, destinazione d’uso e norma applicabile. Per gli interventi regolati dal decreto Requisiti Minimi si usano i limiti pertinenti, mentre per una valutazione volontaria il tecnico considera l’intero edificio.

Lambda e trasmittanza sono confrontabili?

No. Lambda descrive un materiale e si misura in W/mK; U descrive un componente completo e si misura in W/m²K. Lo spessore trasforma la conducibilità del materiale nella resistenza dello strato.

La termocamera calcola la trasmittanza?

Non direttamente. Mostra differenze di temperatura superficiale utili per localizzare anomalie, ma il calcolo o la misura della U richiedono dati e condizioni ulteriori. Per misure in opera si utilizza normalmente un termoflussimetro con una procedura tecnica dedicata.

Per gli infissi devo guardare Ug o Uw?

Per la finestra completa bisogna guardare Uw. Ug riguarda soltanto la vetrata e non include telaio e bordo vetro. Nel preventivo devono essere chiari dimensioni del campione e campo di applicazione del valore dichiarato.

Un calcolatore online può sostituire la relazione tecnica?

No. Può essere utile per una prima simulazione se la stratigrafia è nota, ma non verifica automaticamente qualità dei dati, disomogeneità, ponti termici, condensa e specifico inquadramento normativo.

Fonti principali

Riferimenti consultati: decreto 28 ottobre 2025 sui requisiti minimi degli edifici; UNI EN ISO 6946:2018 per resistenza e trasmittanza dei componenti opachi; UNI EN ISO 10077-1:2018 per finestre e porte; UNI ISO 9869-1:2015 per la misura in opera con termoflussimetro; vademecum ENEA sull’efficienza energetica.