Le famiglie con redditi più bassi potranno contare su un nuovo sostegno economico per l’acquisto di beni alimentari. Il Governo ha infatti reso operativo il Fondo Alimentare 2026-2027, stanziando complessivamente un miliardo di euro destinato ai nuclei familiari con un ISEE non superiore a 15.000 euro.

La misura, prevista dall’ultima Legge di Bilancio, conferma e rafforza la Carta Dedicata a Te, la carta prepagata utilizzata già negli anni precedenti per aiutare le famiglie ad affrontare il costo della spesa alimentare.

Ma chi potrà beneficiarne? Quali sono i requisiti da rispettare? Quando verranno accreditati i 500 euro previsti per ciascun nucleo familiare e quali prodotti sarà possibile acquistare?

Vediamo nel dettaglio tutte le novità introdotte per il biennio 2026-2027.

Chi può ottenere la carta dedicata a te nel 2026

La Carta Dedicata a Te continuerà a essere destinata alle famiglie che si trovano in una situazione economica più fragile. Per poter rientrare tra i beneficiari sarà necessario avere un ISEE ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro e tutti i componenti del nucleo familiare dovranno risultare regolarmente iscritti nell’anagrafe del Comune di residenza.

Non tutte le famiglie che rispettano il requisito ISEE, però, potranno accedere automaticamente al contributo. La normativa prevede infatti alcune incompatibilità con altri strumenti di sostegno economico. Restano esclusi, ad esempio, i nuclei in cui anche un solo componente percepisce l’Assegno di inclusione, la Carta Acquisti o altre misure assistenziali nazionali, regionali o comunali destinate al contrasto della povertà.

L’esclusione riguarda anche chi beneficia di strumenti di sostegno al reddito legati alla perdita del lavoro o alla sospensione dell’attività lavorativa, come NASpI, DIS-COLL, trattamenti di integrazione salariale e altri ammortizzatori sociali previsti dalla normativa vigente.

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A quanto ammonta il contributo e quando verrà erogato

Per il biennio 2026-2027 il Fondo Alimentare mette a disposizione un miliardo di euro complessivo, con uno stanziamento di 500 milioni di euro per ciascuna annualità. Le risorse saranno distribuite attraverso la Carta Dedicata a Te, una carta prepagata che consentirà alle famiglie beneficiarie di effettuare acquisti presso gli esercizi commerciali convenzionati.

L’importo previsto è pari a 500 euro per ogni nucleo familiare e sarà accreditato in due momenti distinti. La prima ricarica è programmata per ottobre 2026, mentre la seconda arriverà ad aprile 2027. Per quest’ultima, tuttavia, la cifra potrà essere eventualmente aggiornata in base alle risorse che rimarranno disponibili al termine della prima annualità.

Chi riceverà il contributo dovrà inoltre rispettare le scadenze fissate dal decreto. Le somme dovranno infatti essere utilizzate entro il 10 ottobre 2027. È previsto anche un termine per l’attivazione della carta: se il beneficio relativo al 2026 non verrà utilizzato entro il 16 dicembre dello stesso anno, si perderà il diritto alla prima ricarica. Rimarrà comunque possibile ottenere quella prevista per il 2027, a condizione di attivare la carta nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 agosto 2027.

Come richiedere la Carta dedicata a te

Per ottenere il contributo non è necessario presentare una domanda. L’individuazione dei beneficiari avviene infatti attraverso una procedura automatizzata che coinvolge diversi enti pubblici.

In una prima fase l’INPS elabora gli elenchi delle famiglie che risultano in possesso dei requisiti previsti dalla normativa. Gli elenchi vengono poi trasmessi ai Comuni, che effettuano le verifiche sulla residenza dei componenti del nucleo familiare e sull’eventuale presenza di cause di esclusione.

Una volta conclusi i controlli, le liste definitive tornano all’INPS e vengono successivamente inviate a Poste Italiane, che provvede all’emissione e alla distribuzione delle carte prepagate.

Il decreto stabilisce anche una tempistica ben definita per ciascun passaggio amministrativo, così da rendere più rapido il completamento delle operazioni e consentire l’accredito delle somme nei tempi previsti. Per i cittadini, quindi, il passaggio fondamentale resta quello di mantenere aggiornato il proprio ISEE e verificare che i dati anagrafici del nucleo familiare siano corretti, senza dover presentare ulteriori richieste o compilare specifiche domande.

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Cosa si può acquistare con il contributo

La Carta Dedicata a Te potrà essere utilizzata esclusivamente per acquistare prodotti inseriti nell’elenco previsto dal decreto attuativo. Il contributo è pensato per sostenere le spese alimentari essenziali delle famiglie e comprende numerose categorie di beni di largo consumo, tra cui carne, pesce, prodotti da forno, latte e derivati, frutta, verdura, pasta, riso, legumi e alimenti destinati alla prima infanzia.

Restano invece esclusi gli acquisti di bevande alcoliche, che non potranno essere pagati con la carta in nessun caso.

Anche per il biennio 2026-2027 sarà inoltre possibile ottenere ulteriori vantaggi presso i punti vendita aderenti all’iniziativa. I negozi e le catene della grande distribuzione che sottoscriveranno le apposite convenzioni con il Ministero dell’Agricoltura potranno applicare sconti aggiuntivi ai titolari della carta, consentendo alle famiglie di aumentare ulteriormente il valore del contributo ricevuto e di contenere la spesa per i beni di prima necessità.

Come vengono individuati i beneficiari in caso di risorse limitate

Poiché il numero delle famiglie in possesso dei requisiti potrebbe essere superiore alle carte disponibili, la normativa prevede specifici criteri di priorità per l’assegnazione del beneficio.

Una particolare attenzione viene riservata ai nuclei familiari più numerosi e con figli a carico. Hanno infatti precedenza le famiglie composte da almeno tre persone con un figlio nato entro il 31 dicembre 2012. Successivamente vengono considerate quelle con figli minori nati entro il 31 dicembre 2008 e, infine, gli altri nuclei familiari numerosi che rispettano tutti i requisiti richiesti.

Le risorse saranno inoltre distribuite tra i Comuni seguendo criteri che tengono conto sia della popolazione residente sia delle condizioni economiche del territorio. Questo sistema punta a garantire una ripartizione più equilibrata dei fondi, destinando una maggiore attenzione alle aree caratterizzate da redditi medi più bassi.