Il Conto Termico 3.0 incentiva la sostituzione di infissi in edifici pubblici e terziari, coprendo fino al 100% delle spese. Domanda online tramite il Portaltermico del GSE.

Dal 25 dicembre 2025 entra in vigore il nuovo Conto Termico 3.0, l’incentivo statale che aiuta a migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Tra gli interventi ammessi c’è anche la sostituzione di infissi e finestre, un lavoro spesso sottovalutato ma fondamentale per ridurre la dispersione di calore e risparmiare sulle bollette.
In questo articolo vedremo in modo chiaro chi può richiedere l’incentivo, quali tipologie di infissi sono ammesse, quali spese vengono rimborsate, quanto si può ottenere e soprattutto come si presenta la domanda al GSE attraverso il portale ufficiale.
Se stai pensando di cambiare gli infissi, o lavori in un ente pubblico o nel settore terziario, questo è il momento giusto per informarti.
Vediamo insieme tutti i dettagli.
Sommario
Il Conto Termico 3.0 apre l’accesso agli incentivi per la sostituzione di infissi e finestre a due categorie principali di beneficiari:
È escluso invece l’ambito residenziale privato, almeno per quanto riguarda gli interventi di efficienza energetica (come appunto gli infissi), che nel Conto Termico 3.0 rimane fuori dal perimetro d’applicazione per i cittadini non riconducibili ad attività economiche o terziarie.
Approfondisci: Categorie Catastali: la mini guida per capirle al meglio
Il Conto Termico 3.0 incentiva la sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi che delimitano il volume climatizzato di un edificio esistente. Questo significa che rientrano nell’incentivo:
Non sono invece incentivabili gli infissi interni, quelli non rivolti verso l’esterno (es. verso vani non riscaldati) o elementi decorativi privi di funzione isolante.
Per essere ammessi, i nuovi infissi devono migliorare le prestazioni energetiche rispetto a quelli esistenti, in particolare riducendo la trasmittanza termica (valore U), secondo i limiti fissati negli allegati tecnici del decreto.
Inoltre, sono ammesse sia sostituzioni integrali che interventi di miglioramento (es. sostituzione solo del vetro o del telaio), a condizione che portino a un beneficio energetico concreto e misurabile.
Leggi anche: Serve il permesso di costruire per chiudere il balcone con vetrate panoramiche?
Il Conto Termico 3.0 riconosce il rimborso, parziale o totale (fino al 100% in alcuni casi), di tutte le spese sostenute per la sostituzione degli infissi, comprensive di IVA se rappresenta un costo effettivo per il beneficiario. Ecco le voci ammesse:
Tutte le spese devono essere documentate in modo chiaro e riferite esclusivamente a interventi su edifici esistenti e climatizzati. Sono escluse le sostituzioni effettuate in edifici in costruzione (cat. F) o su vani non riscaldati.
Leggi anche: Bonus sicurezza casa 2026: porte, infissi, grate e allarmi rientrano nel bonus?
L’incentivo previsto dal Conto Termico 3.0 per la sostituzione degli infissi può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili, con una durata dell’erogazione pari a 5 anni, in rate annuali costanti erogate dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici).
Tuttavia, per i Comuni con meno di 15.000 abitanti, è prevista una copertura del 100% delle spese, a patto che gli edifici oggetto dell’intervento siano utilizzati direttamente dall’ente comunale. Questa misura mira a sostenere la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico nei piccoli centri, spesso penalizzati da carenza di fondi e risorse tecniche.
L’incentivo può essere erogato:
È importante sottolineare che gli infissi sostituiti devono mantenere i requisiti tecnici per almeno 5 anni dopo la fine del periodo di incentivazione, pena la decadenza dal beneficio e il recupero delle somme già erogate.
La richiesta di incentivo per la sostituzione di infissi e finestre deve essere presentata attraverso il Portaltermico, la piattaforma online gestita dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici).
La procedura è interamente digitale e si compone di questi passaggi principali:
Importante: la domanda deve essere presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori. È fondamentale conservare tutta la documentazione tecnica e fiscale fin dall’inizio dell’intervento.









