Bonus Verde 2018 – la guida

10 Ott 09:00 2018

La Legge di Bilancio 2018 si è caratterizzata per l’introduzione di una serie di nuove agevolazioni fiscali con cui il legislatore ha voluto incentivare i proprietari dei singoli immobili e i condomini a porre in essere lavori di ristrutturazione che interessano esterni, balconi, giardini e terrazzi. Tutte queste agevolazioni rientrano nel novero di quelle più generali riguardanti i lavori di ristrutturazione degli immobili, ma considerando la loro specificità sono stati definiti, dal legislatore stesso, con la onnicomprensiva definizione di “Bonus Verde 2018“.

Anticipato per sommi capi quali sono gli interventi che possono rientrare in tale definizione e che il legislatore ha deciso di agevolare, ora vorrai sicuramente capire meglio come funziona il “Bonus Verde 2018”.

La novità del “Bonus Verde” tra le detrazioni previste dal legislatore

Il legislatore anche in questo 2018 ha deciso di continuare nella politica volta ad incentivare gli interventi di ristrutturazione e rinnovamento degli immobili, sia per quanto concerne gli interni, sia per quanto riguarda le cosiddette “parti comuni” quando le abitazioni sono inserite in realtà condominiali.

Tuttavia il legislatore, oltre a confermare ed ampliare la gamma di interventi di questo tenore che possono essere soggetti a detrazione e quelli volti ad agevolare l’acquisto della cosiddetta “prima casa” e l’affitto dei beni immobili ad uso abitativo, ha introdotto una novità decisamente interessante, denominata dai mezzi di informazione come “Bonus Verde”.

Dentro tale definizione sono compresi tutta una serie di interventi volti a ristrutturare esterni quali balconi, giardini, terrazzi e simili inseriti in condomini e non solo.

Come funziona il Bonus Verde 2018

Andando ad analizzare nello specifico le agevolazioni previste dal Bonus Verde 2018, una delle più interessanti risulta essere quella relativa alla detrazione IRPEF lorda pari al 36% dei costi sostenuti per tutta una serie di opere che però devono essere state iniziate e terminate nell’arco del 2018.

Un aspetto che devi tenere presente è che il tetto massimo di spesa su cui si può applicare tale detrazione è di 5000 euro. il che significa, calcolatrice alla mano, che potrai andare a recuperare, in sede di dichiarazione dei redditi, una cifra pari a 1800 euro per singolo immobile di tua proprietà. La domanda a cui sicuramente cerchi risposta è ora quella relativa a quali siano gli interventi per cui è possibile ottenere tale detrazione in sede di dichiarazione dei redditi.

L’elenco è decisamente lungo e in via esaustiva si possono citare, tra gli interventi che sono soggetti a tale detrazione: quelli con cui si provvede alla sistemazione a verde di aree non coperte private di edifici preesistenti, unità immobiliari o relative recinzioni e pertinenze. Anche interventi di questo tipo con cui si vadano a creare pozzi o impianti di irrigazione potranno essere detratti nella percentuale e per il massimale di spesa indicato precedentemente.

Un’altra tipologia di interventi rientrante in tale agevolazione fiscale prevista dal cosiddetto Bonus Verde 2018 è quella con cui si concretizza la creazione di copertura a verde o di giardini che da un punto di vista prettamente tecnico si possono definire come pensili. Un aspetto molto importante che devi considerare e quindi tenere ben presente è quello consistente nel fatto che ai fini della detrazione vengono considerati anche i costi sostenuti per la progettazione dei lavori.

Una domanda molto importante a cui sicuramente vorrai una risposta è come si possa avere diritto al Bonus Verde 2018. La prima cosa che devi sapere è che i pagamenti di tutti i costi degli interventi effettuati dovranno essere ovviamente tracciabili: il pagamento quindi dovrà avvenire tramite strumenti quali bonifico bancario, bancomat o carta di credito. Altro aspetto molto importante è quello concernente il rimborso, che come da consuetudine ormai consolidata non verrà corrisposto in una unica rata, ma spalmato su 10 rate annuali di eguale importo.

Chi ha diritto a richiedere il Bonus Verde 2018?

Un’altra domanda a cui probabilmente cerchi risposta è quella relativa alla platea a cui sono indirizzate le misure rientranti nel cosiddetto Bonus Verde 2018.

La risposta in realtà non è troppo complessa, perché a richiedere le agevolazioni fiscali in questione possono essere i proprietari dell’immobile interessato dai lavori. Un aspetto interessante che devi tenere in considerazione è il fatto che se sei proprietario di più immobili interessati da lavori con cui puoi usufruire del Bonus Verde 2018, avrai la possibilità di richiedere ed ottenere l’accorpamento del rimborso.

Molto importante è la norma che consente anche ai condomini di usufruire delle detrazioni: in questo caso si parla di una cifra massima di spesa totale pari a 5000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo ed una detrazione pari al 36%. Riguardo ai lavori per cui i condomini possono ottenere l’agevolazione fiscale in oggetto, devi sapere che rispetto a quelli elencati in precedenza vanno aggiunto quegli interventi volti a riqualificare giardini di interesse storico nonché la riqualificazione dei prati circostanti al condominio stesso.

Bonus Verde 2018: casistiche speciali

Per essere informato in modo davvero esaustivo sul Bonus Verde 2018, devi sapere che vi sono alcuni casi in cui il legislatore ha previsto una tassazione o una modalità di ottenimento del rimborso diversa da quanto esposto fino ad ora.

Ad esempio, se lavori rientranti tra quelli su cui si può usufruire delle agevolazioni fiscali previste dal Bonus Verde 2018 vengono eseguiti su immobili adibiti anche per lo svolgimento di attività di natura commerciale, devi sapere che la cifra ottenibile attraverso le detrazioni dovrà essere ridotta della metà.

Dovrai tenere conto di una riduzione di entità analoga nel momento in cui andrai a richiedere sia il Bonus Verde 2018, sia le detrazioni ottenibili per quanto concerne i beni immobili che si trovano sottoposti a vincolo dei Beni Cuturali del paesaggio. Infine, regole speciali valgono anche in caso di vendita dell’immobile o di decesso del proprietario dello stesso. Nel primo caso, in mancanza di uno specifico accordo a livello contrattuale tra venditore ed acquirente, i proventi concretizzatisi grazie alle detrazioni andranno in capo a chi ha comprato l’immobile.

Nel secondo caso, ovvero quello di decesso del proprietario dell’immobile, i proventi delle detrazioni andranno a confluire nell’asse ereditario e quindi dovranno essere suddivisi tra gli eredi o finire in capo all’unico erede.