La due diligence immobiliare è una verifica coordinata dell’immobile prima dell’acquisto: serve a capire se il venditore può trasferirlo, se lo stato reale coincide con i documenti, quali vincoli o debiti lo interessano e quanto costerà davvero usarlo, ristrutturarlo o metterlo a reddito. Non è una singola visura e non coincide con il sopralluogo fatto durante la visita.

Il momento migliore per iniziarla è prima di firmare una proposta irrevocabile. Una proposta accettata può già produrre gli effetti di un contratto preliminare; se i controlli non sono conclusi, occorre quindi far predisporre una condizione sospensiva precisa, con esito, documenti, termini e conseguenze chiaramente indicati.

Una due diligence ben fatta non promette l’assenza assoluta di problemi. Riduce il rischio entro un perimetro dichiarato, distingue i fatti dalle valutazioni e trasforma ogni criticità in una decisione: procedere, chiedere un approfondimento, far regolarizzare il bene, rinegoziare il prezzo oppure rinunciare.

Che cos’è la due diligence immobiliare e cosa deve verificare

L’espressione indica un processo di verifica preventiva, adattato al bene e all’obiettivo dell’acquirente. Per un appartamento destinato ad abitazione sono centrali proprietà, regolarità edilizia, Catasto, condominio, impianti e manutenzioni future. Per un locale commerciale contano anche destinazione d’uso, requisiti dell’attività, contratti in essere e possibilità concreta di ottenere le autorizzazioni. Per un terreno occorrono pianificazione urbanistica, vincoli, accesso, capacità edificatoria e condizioni geologiche.

Non esiste, a livello nazionale, un unico certificato denominato “due diligence immobiliare” obbligatorio per tutte le compravendite. L’incarico deve perciò indicare espressamente:

  • immobile, pertinenze, parti comuni e diritti compresi nella verifica;
  • uso previsto dall’acquirente e trasformazioni ipotizzate;
  • documenti da acquisire e sopralluoghi da eseguire;
  • professionisti coinvolti e limiti delle rispettive attività;
  • tempi, costi, verifiche escluse e forma del rapporto finale.

La domanda corretta non è quindi “l’immobile è a posto?” ma “è legittimo, trasferibile e adatto allo specifico uso che intendo farne, con quali rischi e costi residui?”.

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Quando fare i controlli: proposta, preliminare e rogito

La verifica dovrebbe iniziare appena il venditore mette a disposizione i documenti essenziali e prima che l’acquirente assuma obblighi difficili da sciogliere. Rinviare tutto al rogito è rischioso: il notaio compie controlli giuridici fondamentali, ma non effettua normalmente un rilievo metrico dell’alloggio, non ricostruisce da solo lo stato legittimo edilizio e non diagnostica impianti, umidità o strutture.

Prima della proposta

Si esegue uno screening iniziale sui punti che possono bloccare l’operazione: identità del bene, provenienza, occupazione, dati catastali, disponibilità delle pratiche edilizie, destinazione d’uso, difformità visibili e spese condominiali rilevanti. Se emerge un ostacolo decisivo, si evita di sostenere i costi delle indagini specialistiche.

Tra proposta e preliminare

Se il mercato o la trattativa impongono di formulare rapidamente una proposta, la tutela non può ridursi alla formula generica “salvo buon esito delle verifiche”. La clausola deve stabilire quali verifiche devono avere esito favorevole, chi lo attesta, entro quale data e cosa accade a proposta, caparra e somme versate in caso di esito negativo.

Prima del rogito

I controlli vanno aggiornati. Occorre verificare che le regolarizzazioni promesse siano concluse, che gli eventuali gravami siano cancellati secondo le modalità concordate, che non siano sorte nuove formalità pregiudizievoli e che la documentazione consegnata sia ancora coerente con lo stato del bene. Una due diligence svolta mesi prima non sostituisce le verifiche finali.

Chi esegue la due diligence e come si dividono le responsabilità

Un controllo completo è quasi sempre multidisciplinare. Affidare tutto indistintamente a una sola figura può lasciare scoperte aree che richiedono competenze e responsabilità diverse.

Tecnico abilitato

Geometra, architetto o ingegnere identifica il bene, acquisisce le pratiche edilizie, ricostruisce lo stato legittimo, effettua il rilievo e confronta stato reale, titoli e planimetria catastale. In base all’incarico valuta agibilità, destinazione d’uso, vincoli tecnici e condizioni manutentive. Per strutture, impianti complessi, acustica, contaminazioni o geologia può essere necessario uno specialista.

Notaio e, quando serve, avvocato

Il notaio controlla identità e capacità delle parti, provenienza, continuità delle trascrizioni, iscrizioni e formalità nei Registri immobiliari, oltre agli elementi richiesti per l’atto. Può valutare successioni, donazioni, servitù, prelazioni e modalità di cancellazione delle ipoteche. L’avvocato interviene quando vi sono contenziosi, clausole complesse, occupazioni, contratti da interpretare o rischi che richiedono una valutazione legale specifica.

Consulenti economici e fiscali

Commercialista, valutatore o consulente finanziario verificano imposte, struttura dell’operazione, redditività e sostenibilità dei costi. La stima commerciale dell’agente immobiliare è utile per la trattativa, ma non sostituisce una valutazione indipendente quando il prezzo o il rendimento sono determinanti.

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Documenti da chiedere al venditore: checklist ragionata

L’elenco cambia in base al bene, ma la raccolta dovrebbe partire da un fascicolo ordinato. Un documento mancante non dimostra automaticamente un’irregolarità; segnala però una verifica incompleta che deve essere risolta o dichiarata nel rapporto.

Area Documenti principali Cosa controllare
Proprietà Atto di provenienza, successione, eventuale donazione, procure e documenti delle parti Titolarità, poteri di firma, quote, diritti di terzi e continuità delle trascrizioni
Registri immobiliari Ispezioni e note ipotecarie Ipoteca, pignoramento, sequestro, domanda giudiziale, servitù e altre formalità
Urbanistica Titolo originario, varianti, condoni, sanatorie, pratiche successive e agibilità Stato legittimo, destinazione d’uso, opere autorizzate e difformità
Catasto Visura attuale e storica, planimetria, elaborato planimetrico ed eventuale tipo mappale Identificativi, intestazione, pertinenze, rappresentazione e rendita
Impianti ed energia Dichiarazioni di conformità o rispondenza, libretti, manutenzioni e APE Sicurezza, documentazione disponibile, scadenze e prestazione convenzionale
Condominio Regolamento, verbali, rendiconti, preventivo, attestazione pagamenti e liti Debiti, lavori deliberati, limitazioni d’uso, contenziosi e manutenzioni future
Uso e reddito Contratti di locazione, registrazioni, depositi, licenze e autorizzazioni Disponibilità del bene, canone effettivo, morosità e compatibilità dell’attività

Vanno identificati anche box, cantine, soffitte, posti auto, corti, lastrici e quote di parti comuni. Un accessorio mostrato durante la visita può non essere compreso nel titolo, appartenere a un altro subalterno oppure essere utilizzato senza un diritto formalizzato.

Controlli giuridici: proprietà, provenienza, ipoteche e occupazione

Il primo obiettivo è stabilire chi può vendere e cosa verrà trasferito. L’atto di provenienza va letto insieme alle successive formalità: la visura catastale ha finalità fiscali e identificative, ma non costituisce da sola prova della proprietà. L’ispezione ipotecaria consente invece di consultare trascrizioni, iscrizioni e annotazioni nei Registri immobiliari.

Provenienza e continuità

Compravendite precedenti, successioni, divisioni e donazioni richiedono verifiche differenti. In presenza di eredità occorre controllare la corretta pubblicità degli acquisti e i soggetti aventi diritto. Una provenienza donativa non rende automaticamente invendibile l’immobile, ma deve essere valutata dal notaio alla luce della situazione concreta e delle regole vigenti al momento dell’operazione.

Gravami e diritti di terzi

Ipoteca e mutuo non sono la stessa cosa: il debito può essere estinto mentre l’iscrizione deve ancora essere cancellata, oppure può essere prevista una cancellazione contestuale alla vendita. Pignoramenti, sequestri e domande giudiziali richiedono una gestione più delicata. Devono inoltre essere esaminate servitù di passaggio o di impianti, usufrutto, uso, abitazione, vincoli convenzionali e possibili prelazioni.

Immobile occupato

Se il bene è locato, concesso in comodato o occupato da terzi, bisogna verificare titolo, registrazione, durata, disdetta, morosità, deposito cauzionale e data di effettiva liberazione. La frase “sarà libero al rogito” va trasformata in un’obbligazione contrattuale verificabile, con conseguenze definite se la consegna non avviene.

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Verifica urbanistica e catastale: il nucleo tecnico dell’indagine

Il tecnico non dovrebbe limitarsi a confrontare la casa con la planimetria catastale. La verifica parte dall’archivio comunale e ricostruisce lo stato legittimo secondo l’articolo 9-bis del D.P.R. 380/2001: titolo che ha previsto o legittimato la costruzione, eventuale ultimo titolo relativo all’intero immobile, pratiche successive, sanatorie, sanzioni e tolleranze applicabili.

Accesso agli atti e rilievo

Occorre acquisire gli elaborati realmente depositati, non affidarsi soltanto a copie informali consegnate dal venditore. Il sopralluogo deve misurare distribuzione, superfici, altezze, aperture, sagoma e pertinenze nella misura necessaria all’incarico. Il confronto evidenzia opere interne, ampliamenti, verande, soppalchi, frazionamenti o cambi d’uso non rappresentati nei titoli.

Difformità: sanabile non significa già sanata

Il rapporto deve distinguere tolleranze, errori grafici, opere da regolarizzare, interventi eventualmente sanabili e difformità non regolarizzabili. La possibilità di sanatoria non può essere data per certa senza verificare norma nazionale, disciplina regionale, strumento urbanistico, vincoli e procedura comunale. Vanno stimati anche tempi, sanzioni, opere di ripristino e aggiornamenti successivi.

Conformità catastale

Per gli atti riguardanti unità immobiliari urbane, l’articolo 29 della Legge 52/1985 richiede identificazione catastale, riferimento alle planimetrie e dichiarazione di conformità allo stato di fatto dei dati e delle planimetrie, sostituibile dall’attestazione di un tecnico. Questo controllo non sana e non dimostra la regolarità edilizia: una planimetria catastale aggiornata può rappresentare opere mai autorizzate dal Comune.

Agibilità e destinazione d’uso

La segnalazione certificata di agibilità riguarda condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e conformità dell’opera nei termini previsti dall’articolo 24 del D.P.R. 380/2001. La sua presenza non sostituisce la ricostruzione urbanistica; la sua assenza non dimostra, da sola, che il fabbricato sia abusivo. Bisogna chiarire perché manca, se può essere presentata e quali lavori o documenti servono.

Due diligence, relazione tecnica, notaio e perizia bancaria: le differenze

I servizi possono condividere alcuni documenti ma rispondono a domande diverse. Confonderli è uno degli errori più frequenti dell’acquirente.

Attività Scopo principale Cosa non sostituisce
Due diligence immobiliare Valutare complessivamente trasferibilità, regolarità, condizioni, costi e adeguatezza all’uso Le attestazioni e responsabilità dei singoli specialisti
Relazione tecnica di compravendita Documentare soprattutto coerenza urbanistica e catastale secondo incarico e prassi locali Indagini legali, fiscali, strutturali e ambientali non comprese
Controlli notarili Garantire legalità dell’atto e verificare titolarità, formalità e requisiti giuridici Rilievo tecnico, diagnosi del fabbricato e business plan
Perizia della banca Stimare il bene ai fini della garanzia del finanziamento Un’indagine commissionata e progettata per tutelare ogni obiettivo dell’acquirente

La relazione tecnica può diventare una componente molto importante della due diligence, ma il suo contenuto dipende dall’incarico e dalle prassi territoriali. Non è corretto presumere che sia obbligatoria in modo uniforme in tutta Italia.

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Condizioni dell’edificio: strutture, impianti, energia e difetti

La regolarità documentale non dice quanto si spenderà dopo l’acquisto. Un sopralluogo tecnico deve registrare manutenzioni urgenti, infiltrazioni, condensa, fessure, deformazioni, degrado delle facciate e del tetto, serramenti, scarichi e stato degli impianti. Per fabbricati datati possono essere rilevanti amianto e altri materiali pericolosi, caratteristiche sismiche, vulnerabilità locali e interventi eseguiti senza documentazione strutturale.

Impianti

Si raccolgono dichiarazioni di conformità o, quando ne ricorrono i presupposti, dichiarazioni di rispondenza, libretti e rapporti di manutenzione. La mancanza della dichiarazione non equivale automaticamente a impossibilità di vendere, ma impone di valutare sicurezza, adeguamenti e accordi contrattuali. Una prova funzionale ordinaria non certifica ciò che è nascosto nelle murature.

Prestazione energetica

Il proprietario deve rendere disponibile l’APE al potenziale acquirente all’avvio delle trattative e consegnarlo al termine. L’attestato descrive una prestazione calcolata con metodo convenzionale: è utile per confrontare gli immobili, ma non garantisce l’importo delle future bollette. Esposizione, uso, tariffe, manutenzione e comportamento degli occupanti restano determinanti.

Indagini di secondo livello

Crepe significative, umidità persistente, cedimenti, odori anomali o precedenti interventi strutturali giustificano approfondimenti mirati: saggi, termografia, misure igrometriche, videoispezioni, prove sui materiali o valutazioni strutturali. Il rapporto deve dire quali parti non erano accessibili e quali difetti non possono essere esclusi con un esame visivo.

Condominio, spese straordinarie e limiti d’uso

Per un appartamento la due diligence riguarda anche l’edificio. Al venditore vanno richiesti regolamento, tabelle millesimali, ultimi verbali, rendiconti approvati, preventivo corrente, situazione dei pagamenti, fondo speciale per lavori straordinari, contenziosi e contratti rilevanti. È utile verificare assicurazione, manutenzione di tetto e facciate, ascensore, impianto termico comune e lavori già discussi ma non ancora deliberati.

L’amministratore rilascia al condomino che ne faccia richiesta l’attestazione relativa allo stato dei pagamenti e alle eventuali liti in corso. L’acquirente è solidalmente obbligato con il venditore per i contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente, secondo l’articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile. Per lavori straordinari, riparto interno tra venditore e compratore e data delle delibere devono essere esaminati e regolati espressamente nel contratto.

Il regolamento contrattuale può porre limiti ad attività, modifiche o particolari utilizzi. Anche quando una locazione breve o un’attività è astrattamente consentita dalla legge, bisogna verificare regolamento, disciplina regionale e comunale, requisiti dell’unità e impatto sulle parti comuni.

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Controlli aggiuntivi per investimento, locale, terreno e nuova costruzione

Immobile da mettere a reddito

Il rendimento va calcolato sul costo complessivo, non sul solo prezzo. Al canone potenziale si sottraggono periodi di sfitto, imposte, spese non recuperabili, gestione, manutenzione e lavori iniziali. Se il bene è già locato, vanno controllati contratto, registrazione, canone effettivamente incassato, morosità, deposito e diritti del conduttore. Una redditività fondata su posti letto, frazionamenti o usi non autorizzati non è sostenibile.

Locale commerciale o produttivo

Categoria catastale e destinazione urbanistica non sono equivalenti. Prima di considerare possibile un’attività occorre verificare uso legittimo, regolamento condominiale, requisiti igienico-sanitari, accessibilità, sicurezza antincendio, impatto acustico e autorizzazioni specifiche. La due diligence deve riferirsi all’attività concreta, non alla generica definizione di “locale commerciale”.

Terreno

Servono certificato di destinazione urbanistica quando richiesto, norme di piano, capacità edificatoria, eventuali piani attuativi, vincoli paesaggistici, idrogeologici o ambientali, fasce di rispetto, accesso giuridicamente garantito, urbanizzazioni e sottoservizi. Una previsione edificatoria non assicura che il progetto desiderato sia immediatamente realizzabile.

Immobile da costruire

Quando ricorrono i presupposti del D.Lgs. 122/2005, l’acquirente persona fisica beneficia di tutele specifiche: forma notarile del preliminare per i casi soggetti alla disciplina aggiornata, fideiussione sulle somme riscosse prima del trasferimento e polizza decennale postuma. Vanno verificati titolo edilizio, capitolato, elaborati, tempi, pagamenti, garanzie, frazionamento dell’ipoteca e solidità dell’operazione.

Come deve essere scritto il rapporto finale

Un buon rapporto non è un raccoglitore di PDF. Deve permettere a chi acquista di capire cosa è stato verificato, con quali prove e quali decisioni restano aperte. Ogni rilievo dovrebbe riportare documento di riferimento, conseguenza concreta, approfondimento necessario, soggetto competente, tempo e costo ragionevolmente stimabile.

Una classificazione semplice può usare quattro livelli:

  • regolare: documenti e stato rilevato risultano coerenti nel perimetro esaminato;
  • da chiarire: manca un documento o serve una conferma dell’ente o dello specialista;
  • risolvibile: esiste un percorso plausibile, da verificare e completare prima dell’acquisto oppure da disciplinare nel contratto;
  • bloccante: il problema impedisce il trasferimento, l’uso previsto o rende il rischio non accettabile.

Fatti e giudizi devono restare distinti. “La planimetria non rappresenta la veranda” è un fatto; “la veranda può essere sanata” è una valutazione che richiede norme, titoli, vincoli e istruttoria. Nel report vanno inoltre elencati accessi negati, documenti non reperiti, verifiche escluse e validità temporale dei risultati.

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Quanto costa e quanto tempo richiede una due diligence

Non esiste una tariffa unica. Per un appartamento semplice, una verifica tecnica documentale con accesso agli atti, rilievo e rapporto può collocarsi indicativamente tra 700 e 1.800 euro; situazioni con molte pratiche, difformità, pertinenze o archivi complessi possono superare 2.500 euro. Sono stime di mercato orientative, normalmente da verificare al netto o al lordo di IVA, contributi, diritti di accesso e aggiornamenti catastali.

Controlli notarili o legali specifici, ispezioni, valutazioni fiscali e indagini impiantistiche, strutturali o ambientali hanno compensi separati. Una due diligence su edificio, portafoglio immobiliare, struttura ricettiva o operazione di sviluppo può costare diverse migliaia di euro e richiede un preventivo costruito sul perimetro, non una percentuale applicata automaticamente al prezzo.

Con documenti ordinati, un appartamento può essere esaminato in circa due o tre settimane. L’accesso agli atti comunale, pratiche cartacee, richieste di integrazione, condoni pendenti o accertamenti specialistici possono portare il lavoro a quattro-sei settimane o più. Il termine contrattuale deve lasciare spazio sia all’acquisizione dei documenti sia alla loro valutazione: fissare cinque giorni per una verifica urbanistica completa spesso rende la tutela soltanto apparente.

Esempio pratico: dal prezzo annunciato al costo reale

Un appartamento è proposto a 240.000 euro. La planimetria catastale coincide con lo stato attuale, ma l’accesso agli atti mostra che una veranda e lo spostamento della cucina non compaiono nei titoli edilizi. Il tecnico non si limita a definirli “sanabili”: verifica disciplina comunale, vincolo paesaggistico, requisiti igienico-sanitari e possibile ripristino.

Dai verbali condominiali emerge inoltre un rifacimento del tetto già deliberato, con quota prevista di 6.500 euro, mentre la caldaia ha manutenzioni irregolari e richiede interventi stimati in 1.200 euro. L’ispezione ipotecaria rileva un mutuo, per il quale il notaio definisce estinzione e cancellazione dell’ipoteca.

Il risultato non è un generico “sì” o “no”. L’acquirente può subordinare l’operazione alla regolarizzazione urbanistica, attribuire contrattualmente al venditore la spesa condominiale, considerare caldaia e lavori nel budget e chiedere al notaio la corretta gestione dell’ipoteca. Se la veranda non è regolarizzabile e il ripristino rende l’alloggio inadatto, anche uno sconto potrebbe non risolvere il problema.

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Come usare l’esito nella trattativa e nelle clausole

Le criticità possono essere gestite con rinuncia, riduzione del prezzo, obbligo del venditore di completare una pratica, deposito di somme o condizione sospensiva. La scelta dipende dalla natura del problema: uno sconto compensa un costo determinabile, ma non rende possibile un uso vietato né elimina un rischio giuridico non quantificabile.

Condizione sospensiva

Una clausola efficace identifica almeno il bene, la verifica richiesta, il professionista o documento che ne determina l’esito, i criteri considerati favorevoli, il termine e la sorte delle somme versate. La formulazione deve essere predisposta o verificata dal notaio o dal legale: un esempio informativo non può sostituire il testo adatto al contratto concreto.

Trascrizione del preliminare e deposito del prezzo

Quando tra preliminare e rogito passa molto tempo, vengono versate somme importanti o esiste un rischio legato al venditore, la trascrizione notarile del preliminare offre una tutela specifica contro successive trascrizioni o iscrizioni pregiudizievoli. Al rogito una parte può inoltre richiedere il deposito del saldo prezzo presso il notaio fino alla trascrizione della vendita, secondo le condizioni previste dalla legge.

Regolarizzazione a carico del venditore

Non basta scrivere che il venditore “sistemerà tutto”. Bisogna indicare pratica, risultato atteso, termine, documenti da consegnare, soggetto incaricato e conseguenze dell’inadempimento. Il pagamento di una sanzione, una variazione catastale o la presentazione di una domanda non provano da soli che l’intero problema sia concluso.

Errori frequenti e segnali da non ignorare

  • firmare la proposta confidando di poter recedere liberamente dopo i controlli;
  • considerare la planimetria catastale come prova della regolarità urbanistica;
  • pensare che perizia della banca e rogito coprano ogni rischio tecnico;
  • accettare dichiarazioni verbali su sanabilità, spese condominiali o liberazione dell’immobile;
  • controllare soltanto l’appartamento e ignorare pertinenze, parti comuni e servitù;
  • valutare il rendimento lordo senza imposte, sfitto, manutenzione e lavori iniziali;
  • non aggiornare ispezioni e documenti prima del rogito;
  • commissionare un “controllo completo” senza incarico, esclusioni e rapporto scritto.

Alcuni segnali richiedono una pausa: il venditore non autorizza l’accesso agli atti, le superfici dell’annuncio non coincidono con i documenti, una pertinenza non ha identificazione chiara, esistono lavori recenti senza pratiche, il condominio non produce verbali o si promette una sanatoria senza verifica tecnica. Non dimostrano necessariamente una frode, ma impediscono di considerare conclusa l’indagine.

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Domande frequenti sulla due diligence immobiliare

La due diligence immobiliare è obbligatoria?

Non esiste un obbligo nazionale generale di commissionare un unico rapporto con questo nome per ogni acquisto. Esistono però dichiarazioni, documenti e verifiche richiesti dalla legge per l’atto, oltre a controlli prudenziali che possono essere decisivi. Protocolli e prassi locali possono prevedere o favorire una relazione tecnica.

Chi paga la due diligence?

Di regola paga chi conferisce l’incarico. L’acquirente ha interesse a scegliere professionisti che rispondano al suo obiettivo; venditore e parti possono comunque accordarsi diversamente. Il preventivo deve chiarire diritti, spese, IVA, contributi e attività aggiuntive.

Il notaio controlla anche gli abusi edilizi?

Il notaio verifica legalità dell’atto, provenienza, formalità e dichiarazioni richieste, ma normalmente non effettua rilievo e confronto tecnico tra stato reale e pratiche comunali. Per ricostruire lo stato legittimo occorre l’attività di un tecnico abilitato.

La perizia del mutuo sostituisce la due diligence?

No. La perizia è svolta principalmente per valutare la garanzia della banca e segue il suo incarico. Può rilevare criticità, ma non garantisce che siano stati controllati tutti gli aspetti utili all’acquirente, come condominio, contratti, vincoli d’uso o costi futuri.

Cosa fare se il Comune non trova il titolo edilizio?

Il tecnico deve documentare la ricerca e valutare le prove disponibili secondo l’articolo 9-bis del D.P.R. 380/2001, l’epoca di costruzione e le pratiche successive. L’assenza della copia non autorizza a presumere né la regolarità né l’abuso; può richiedere ulteriori archivi e documenti probanti.

Si può acquistare un immobile con una difformità?

Dipende da natura della difformità, validità dell’atto, possibilità di regolarizzazione, finanziamento e uso previsto. Prima di firmare servono valutazione tecnica e notarile. La promessa del venditore o la sola variazione catastale non sono sufficienti.

Cosa succede se il venditore non consegna i documenti?

L’acquirente non dovrebbe considerare favorevole una verifica rimasta incompleta. Può chiedere consegna entro un termine, limitare l’offerta o subordinare l’efficacia del contratto all’acquisizione e all’esito dei documenti. Il rimedio concreto va definito prima della firma.

Quanto dura una due diligence?

Il rapporto descrive una situazione riferita alla data dei controlli. Ispezioni ipotecarie, situazione condominiale, occupazione e pratiche possono cambiare; alcuni elementi devono quindi essere aggiornati prima del preliminare o del rogito. Non esiste una validità universale espressa in mesi.

La due diligence garantisce che non esistano difetti nascosti?

No. Riduce il rischio nei limiti dell’incarico e delle indagini eseguite. Un sopralluogo visivo non può escludere difetti coperti, problemi intermittenti o condizioni di parti non accessibili. Se compaiono indizi specifici, il perimetro deve essere esteso con prove appropriate.

Conviene farla anche per un immobile nuovo?

Sì. Cambiano i controlli: titolo edilizio, affidabilità dell’operazione, capitolato, varianti, pagamenti, fideiussione, polizza decennale, conformità finale e parti comuni. “Nuovo” non significa automaticamente privo di rischi documentali o costruttivi.

Fonti principali

Contenuto informativo verificato a luglio 2026. Per una compravendita concreta, incarico tecnico e clausole devono essere adattati all’immobile e alla disciplina territoriale applicabile.