TAR Lecce: sì a costruzioni in territorio costiero

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Il TAR Lecce ha inaspettatamente deciso con una recente sentenza di permettere la realizzazione di costruzioni in territorio costiero. Fino a tale decisione, era stata stabilita dal PPTR l’impossibilità di costruire entro 300 metri dal mare.

Tutto ciò negli anni ha destato proteste e indignazione da parte di professionisti del settore, degli Ordini professionali e degli stessi Comuni siti sulla costa. Da adesso però tutto cambia. Il TAR ha deciso che questa posizione andava rivista, e ha esposto la necessità di valutare ogni caso singolarmente.

Approfondiamo di seguito.

TAR Lecce: il PPTR del 2015 e il nuovo caso

Nel 2015, la Regione Puglia aveva disposto il PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale). Qui si determinava l’impossibilità di costruire all’interno dei luoghi considerati “beni paesaggistici”, che comprendono:

  • Territori costieri, nella fascia di profondità di 300 metri a partire dalla linea della costa;
  • Territori contermini ai laghi, sempre all’interno di 300 metri dal perimetro esterno dei laghi;
  • Fiumi, torrenti e corsi d’acqua iscritti negli elenchi delle acque pubbliche.

Il divieto era valido anche nei siti facenti parte del tessuto urbano, e per questo motivo aveva provocato parecchie proteste da parte dei professionisti del settore e dei locali.

Tutto ciò fino a quest’anno, quando una residente nella marina a Mancaversa di Taviano, in Provincia di Lecce, ha presentato un ricorso tramite i suoi legali. La donna ha appunto presentato la volontà di poter costruire la propria abitazione a pochi passi dal mare.

La sentenza: niente automatismi, ogni caso sarà valutato

A tal proposito il TAR Lecce, con la sentenza n. 638 del 16 giugno 2020, ha deciso che il caso si dovesse determinare tenendo conto delle normative nazionali, e non del piano regionale pugliese.

Si è stabilito così che da quest’anno sarà possibile costruire anche all’interno dei territori costieri pugliesi, e che questo varrà per tutte le zone tipizzate come A e B dagli strumenti urbanistici comunali.

Attenzione però, perché tale sentenza non significa un “via libera” all’edificazione nelle coste. Rappresenta però una nuova interpretazione del Piano Paesaggistico Regionale, che da quest’anno in poi non potrà vietare a prescindere l’avvio delle costruzioni in territorio costiero.

È stato decretato infatti che ogni caso dovrà essere studiato e valutato singolarmente. In questo modo si potrà stabilire se il fabbricato che si intende realizzare possa integrarsi al territorio senza danneggiarlo. Se questo è il caso, come lo era quello di Mancaversa di Taviano, la costruzione potrà essere approvata.

In merito alla nuova sentenza ha espresso la sua contentezza il Presidente del Collegio Geometri Lecce, Luigi Ratano, da sempre in prima linea nella protesta contro il divieto all’edificazione.

Queste le sue parole:

Esprimo viva soddisfazione per il risultato raggiunto. Abbiamo bisogno di completare il tessuto urbano dei comuni costieri e delle marine, consentendo a chi ha voglia di investire di costruire nelle porzioni di territorio edificabile non ancora utilizzate. E’ un’occasione straordinariamente importante, che può rappresentare davvero il volano per la ripresa del settore edile”.




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