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Sanatoria automatica di un abuso edilizio: cos’è, come si calcola e quando è possibile?

Sanatoria automatica di un abuso edilizio: cos’è, come si calcola e quando è possibile?Sanatoria automatica di un abuso edilizio: cos’è, come si calcola e quando è possibile?
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La sanatoria automatica di un abuso edilizio è una procedura che consente di regolarizzare la situazione di un edificio che presenta delle irregolarità senza dover seguire la procedura ordinaria di sanatoria.

La sanatoria automatica è possibile solo in alcuni casi specifici, che sono stati previsti dalla legge per agevolare la regolarizzazione di piccole irregolarità che non comportano un reale pericolo per l’incolumità pubblica o per l’ambiente.

Per poter beneficiare della sanatoria automatica, è necessario che l’abuso edilizio soddisfi determinati requisiti, come ad esempio che la superficie complessiva dell’ampliamento o dell’edificio realizzato abusivamente non superi una certa percentuale della superficie totale dell’edificio o del terreno su cui è stato realizzato, oppure che l’abuso sia stato realizzato prima di una determinata data.

La sanatoria automatica non è sempre possibile e dipende dalle leggi vigenti in ciascuna regione. In alcune regioni, ad esempio, la sanatoria automatica è prevista solo per gli abusi edilizi commessi prima di una certa data, mentre in altre regioni è possibile richiedere la sanatoria automatica anche per gli abusi edilizi realizzati in data successiva.

In ogni caso, è sempre necessario presentare una domanda di sanatoria e fornire tutta la documentazione necessaria per dimostrare che l’abuso edilizio soddisfa i requisiti previsti dalla legge per poter beneficiare della sanatoria automatica.

Leggi anche: Condono edilizio e sanatoria abusi 2022: Costi, sanzioni e norme

Come si calcola la tolleranza per la sanatoria automatica di un abuso edilizio?

La tolleranza per la sanatoria automatica di un abuso edilizio viene generalmente calcolata in base alla superficie dell’edificio o del terreno su cui è stato realizzato l’abuso. Solitamente, la tolleranza viene espresso come una percentuale della superficie totale dell’edificio o del terreno, entro la quale l’abuso è ammissibile per poter beneficiare della sanatoria automatica.

La tolleranza per la sanatoria automatica può variare a seconda della regione in cui l’abuso è stato realizzato, in quanto le leggi sugli abusi edilizi possono differire da regione a regione. In alcune regioni, ad esempio, la tolleranza può essere del 20% della superficie totale dell’edificio o del terreno, mentre in altre regioni può essere del 10% o anche meno.

Per calcolare la tolleranza per la sanatoria automatica di un abuso edilizio, è necessario conoscere la superficie dell’edificio o del terreno su cui è stato realizzato l’abuso e la percentuale di tolleranza prevista dalle leggi vigenti nella regione in cui l’abuso è stato commesso. Una volta che si ha questa informazione, è possibile utilizzare una semplice formula di calcolo per verificare se l’abuso è ammissibile per la sanatoria automatica.

Esempio: Supponiamo di avere un edificio di 100 mq su cui è stato realizzato un abuso di 20 mq e di avere una tolleranza del 10% per la sanatoria automatica. In questo caso, per calcolare la tolleranza massima ammissibile per la sanatoria automatica, dovremo moltiplicare la superficie totale dell’edificio (100 mq) per la percentuale di tolleranza (10%), ottenendo una tolleranza massima di 10 mq. Poiché l’abuso è di 20 mq, che supera la tolleranza massima di 10 mq, in questo caso non è possibile beneficiare della sanatoria automatica.

È importante sottolineare che la tolleranza per la sanatoria automatica è solo uno dei requisiti che è necessario soddisfare per poter beneficiare di questa procedura. Potrebbero esserci altri requisiti o limitazioni specifici che variano a seconda della regione e che è necessario verificare prima di presentare la domanda di sanatoria automatica.

Da quale legge è regolamentata la sanatoria automatica di un abuso edilizio?

La sanatoria automatica di un abuso edilizio è regolamentata dalle leggi sugli abusi edilizi, che possono differire da regione a regione. In Italia, le leggi sugli abusi edilizi sono contenute principalmente nel Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. n. 380/2001), che stabilisce le modalità di regolarizzazione degli abusi edilizi e le condizioni per poter beneficiare della sanatoria.

La sanatoria automatica è prevista dall’articolo 36 del Testo Unico dell’Edilizia, che stabilisce che per gli abusi edilizi di lieve entità è possibile richiedere la sanatoria senza dover seguire la procedura ordinaria di sanatoria.

L’articolo 36 del Testo Unico dell’Edilizia stabilisce anche i requisiti che l’abuso edilizio deve soddisfare per poter beneficiare della sanatoria automatica, come ad esempio la superficie complessiva dell’ampliamento o dell’edificio realizzato abusivamente e il periodo di tempo in cui è stato realizzato l’abuso.

Art. 36
Accertamento di conformita’
(legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 13)

1. In caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire, o in difformità da esso, fino alla scadenza dei termini di cui agli articoli 31, comma 3, 33, comma 1, 34, comma 1, e comunque fino all’irrogazione delle sanzioni amministrative, il responsabile dell’abuso, o l’attuale proprietario dell’immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda.

2. Il rilascio del permesso in sanatoria è subordinato al pagamento, a titolo di oblazione, del contributo di costruzione in misura doppia, ovvero, in caso di gratuità a norma di legge, in misura pari a quella prevista dall’articolo 16. Nell’ipotesi di intervento realizzato in parziale difformità, l’oblazione è calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dal permesso.

3. Sulla richiesta di permesso in sanatoria il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale si pronuncia con adeguata motivazione, entro sessanta giorni decorsi i quali la richiesta si intende rifiutata.

È importante sottolineare che la sanatoria automatica è possibile solo in alcuni casi specifici e dipende dalle leggi vigenti in ciascuna regione.

In alcune regioni, ad esempio, la sanatoria automatica è prevista solo per gli abusi edilizi commessi prima di una certa data, mentre in altre regioni è possibile richiedere la sanatoria automatica anche per gli abusi edilizi realizzati in data successiva.

In ogni caso, è sempre necessario presentare una domanda di sanatoria e fornire tutta la documentazione necessaria per dimostrare che l’abuso edilizio soddisfa i requisiti previsti dalla legge per poter beneficiare della sanatoria automatica.

Quando va in prescrizione un abuso edilizio?

La prescrizione di un abuso edilizio è il termine entro il quale l’autorità competente può agire per far rispettare le leggi sull’edilizia e per sanare un abuso edilizio. Una volta che il termine di prescrizione è scaduto, l’autorità competente non può più agire per far rispettare le leggi sull’edilizia e l’abuso edilizio diventa legittimo.

Il termine di prescrizione per un abuso edilizio dipende dalle leggi vigenti in ciascuna regione e può variare a seconda della natura dell’abuso e delle circostanze in cui è stato commesso. In generale, il termine di prescrizione per un abuso edilizio può essere di 10 anni dalla data in cui l’abuso è stato commesso o dalla data in cui è stato scoperto.

Tuttavia, in alcuni casi specifici il termine di prescrizione può essere più breve o più lungo. Ad esempio, il termine di prescrizione può essere più breve per gli abusi edilizi che comportano un reale pericolo per l’incolumità pubblica o per l’ambiente, mentre può essere più lungo per gli abusi edilizi che non presentano queste caratteristiche.

È importante sottolineare che il termine di prescrizione non si applica alle opere realizzate in assenza di titolo abilitativo o in difformità da esso. In questi casi, l’autorità competente può agire in qualsiasi momento per far rispettare le leggi sull’edilizia e per sanare l’abuso edilizio.

Cosa succede se non si può sanare un abuso edilizio?

Se non è possibile sanare un abuso edilizio, l’autorità competente può ordinare la demolizione dell’opera o delle opere realizzate in assenza di titolo abilitativo o in difformità da esso. In questo caso, il proprietario dell’edificio o del terreno su cui è stato realizzato l’abuso edilizio è tenuto a rimuovere l’opera o le opere realizzate in modo irregolare entro un termine stabilito dall’autorità competente.

Se il proprietario non adempie all’ordine di demolizione entro il termine stabilito, l’autorità competente può procedere alla demolizione a proprie spese e addebitare i costi all’intestatario dell’immobile. Inoltre, il proprietario potrebbe essere soggetto a sanzioni amministrative o penali, a seconda della gravità dell’abuso edilizio e della normativa vigente nella regione in cui è stato commesso.

È importante sottolineare che, prima di ordinare la demolizione di un’opera o di un edificio realizzato in modo irregolare, l’autorità competente valuterà se siano possibili alternative alla demolizione, come ad esempio la regolarizzazione dell’abuso attraverso la procedura ordinaria di sanatoria o la sanatoria automatica, se prevista dalle leggi vigenti nella regione. Tuttavia, se l’abuso edilizio è grave o presenta un reale pericolo per l’incolumità pubblica o per l’ambiente, la demolizione potrebbe essere l’unica soluzione possibile.

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TAGS: abuso edilizio, sanatoria, Sanatoria automatica, sanatoria edilizia

Autore: Andrea Dicanto

Autore Andrea Dicanto
Appassionato Progettista esperto nel settore dell'Edilizia, delle Costruzioni e dell'Arredamento. Fin da giovane ho sempre studiato ed analizzato problematiche che vanno dalle questioni statiche di edifici e costruzioni fino al miglior modo di progettare ed arredare gli spazi interni, strizzando l'occhio alle nuove tecnologie soprattutto in ambito sismico.

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