Obblighi elettronici per il settore edilizia: cos’è il Decreto BIM

decreto bim
Condividi!

Dal 1 gennaio 2019, è diventato obbligatorio l’utilizzo della nuova metodologia di progettazione edilizia BIM (Building Information Modeling), in italiano “Modellizzazione delle Informazioni di Costruzione”.

Il Decreto BIM è stato istituito con il DM 560 del 1/12/2017, la sua attuazione effettiva in Italia però è entrata in vigore solo all’inizio di quest’anno.

BIM: di cosa si tratta

Il BIM nasce come nuovo metodo di lavorazione per quanto riguarda progettazioni, pianificazioni, modellazioni e costruzioni. Tutto ciò avverrà, d’ora in poi, tramite l’ausilio di un software specifico, al fine di facilitare le procedure necessarie per la realizzazione di opere edilizie. Grazie a questo, sarà possibile oltretutto raccogliere ogni dato relativo alla lavorazione nei settori di architettura, ingegneria e impianti tecnici.

Con il nuovo Decreto, si è stabilito in quali modalità e tempistiche, le stazioni appaltanti dovranno obbligatoriamente servirsi dell’aiuto elettronico per poter lavorare. Il tutto è stato istituito e regolato con il nuovo Codice Appalti DLGS 50/2016, in cui sono stati interamente rivisitati e riformulati tutti i dettagli delle procedure contrattuali in vigore.

Lo scopo dell’introduzione del BIM obbligatorio è quello di snellire maggiormente le tempistiche e le modalità di partecipazione ai contratti d’appalto. In questo modo, sarà possibile razionalizzare ogni attività inerente alla progettazione e alla costruzione dell’ambito edilizio.

Come funziona la gestione del BIM

Il BIM è un nuovo processo innovativo e rivoluzionario, che mostra come sia utile e possibile l’integrazione della tecnologia anche nei settori che sembrano meno adatti alle risorse che offre. L’utilizzo del BIM sarà obbligatorio a partire dal:

  • 2019 per le costruzione di valore eguale o maggiore a 100 milioni di euro;
  • 2020 per i lavori complessi dell’importo uguale o superiore ai 50 milioni di euro;
  • 2021 per i lavori complessi dai 15 milioni di euro in su;
  • 2022 per i progetti del valore di 5,2 milioni di euro in su;
  • 2023 per le opere che vanno da 1 milione di euro a salire;
  • 2025 per tutte le nuove costruzioni.

Secondo le regole del Decreto BIM, gli ausili elettronici saranno delle piattaforme interoperabili. Saranno in grado quindi di scambiare informazioni e cooperare con altri sistemi, ottimizzando le risorse e facilitando i procedimenti.

Le stazioni appaltanti però, prima di usufruire dei benefici del BIM, dovranno necessariamente provvedere a formare adeguatamente il personale. In più, dovranno avere dimestichezza con l’utilizzo e la manutenzione di software e hardware per la gestione dei processi. Infine, dovranno aver adottato un piano organizzativo che dichiari le procedure di gestione dei dati e dei conflitti.