Con la votazione definitiva, tenutasi in Aula al Senato nella giornata di ieri 20 settembre 2022 a partire dalle ore 14:00, il DL Aiuti BIS è stato convertito in Legge con 178 voti a favore, nessun contrario e 13 astenuti.

Il Decreto, che contiene misure e provvedimenti per un ammontare di risorse pari a 17 miliardi di euro, stabilisce disposizioni finalizzate in particolare al contrasto dei rincari nei settori dell’energia, del gas e dei carburanti, ma prevede anche diverse nuove norme e concessioni dedicate al mondo dell’edilizia e non solo.

Intanto il Presidente Draghi e il Parlamento in carica si preparano ad uscire di scena in vista delle elezioni attese per domenica 25 settembre 2022 con le quali sarà eletto un nuovo esecutivo, nonostante comunque quello attuale continuerà con il disbrigo degli affari correnti fino a quanto non sarà costituito stabilmente un nuovo Parlamento.

Approfondiamo di seguito.

DL Aiuti BIS è Legge: le misure principali

La conversione in Legge del DL Aiuti BIS dovrebbe essere difatti il provvedimento finale in seguito a cui il Governo attuale si prepara all’uscita di scena.

Il testo del DL n. 115/2022 è stato approvato quasi integralmente in seguito alle modifiche apportate nel corso delle precedenti votazioni, con solo la correzione di alcuni punti specifici e l’aggiunta di qualche significativo emendamento.

Il nuovo documento contiene in tutto 72 articoli con misure riguardanti i seguenti ambiti:

  • Rincari dei prezzi di energia elettrica, gas naturale e carburanti;
  • Emergenza idrica;
  • Regioni ed enti territoriali;
  • Politiche sociali, salute e accoglienza;
  • Agevolazioni alle imprese, investimenti nelle aree strategiche e nuove disposizioni in materia di contratti pubblici;
  • Risorse destinate all’ambito di istruzione e università;
  • Nuove disposizioni in materia di giustizia.
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Superbonus 110% e cessione crediti: pronti alla ripresa

Tra le tante novità contenute nella Legge Aiuti BIS, sono state previsti diversi cambiamenti per il settore dell’edilizia, in particolar modo per quanto riguarda il Superbonus 110%, i Bonus Casa e il sistema della cessione dei crediti, ma spuntano nuove concessioni anche in riferimento agli interventi di edilizia libera.

In tema di Superbonus 110%, bonus edilizi e cessione del credito, abbiamo visto che sono stati apportati cambiamenti in relazione alla responsabilità in solido dei soggetti coinvolti nelle pratiche.

In breve la nuova normativa prevede che, in caso di operazioni fraudolente legate ai crediti d’imposta in ambito edilizio, a rischiare di incorrere in multe e sanzioni non saranno più tutti i soggetti coinvolti nelle pratiche, ma solo chi effettivamente ha agito in mala fede con l’intenzione di compiere una truffa.

Le disposizioni prese consentono ad oggi lo sblocco di tutte quelle pratiche e quei lavori che sono rimasti sospesi in attesa che la normativa cambiasse. Le banche e gli enti abilitati infatti, al fine di non essere coinvolti in atti fraudolenti, avevano smesso di accettare crediti, causando inoltre un grande stop nei lavori in cantiere.

Ebbene, la riformulazione della normativa che prevedeva la responsabilità in solido per ogni soggetto coinvolto, dovrebbe consentire finalmente la ripresa di pratiche e lavori Superbonus in seguito all’ennesimo stallo.

Per saperne di più, leggi: “Superbonus 110%: sblocco crediti e più libertà, cosa cambia dopo DL Aiuti BIS

Edilizia libera: sarà possibile installare vetrate panoramiche

Grandi novità anche per quanto riguarda il settore dell’edilizia libera, che comprende tutti quei lavori che possono essere eseguite autonomamente nelle abitazioni senza dover chiedere alcun permesso o autorizzazione.

Con l’entrata in vigore della nuova legge, ci sarà difatti un nuovo intervento che potrà essere effettuato nel regime dell’edilizia libera, ovvero:

gli interventi di realizzazione e installazione di vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti, cosiddette VEPA, dirette ad assolvere funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, riduzione delle dispersioni termiche, di parziale impermeabilizzazione delle acque meteoriche, dei balconi aggettanti dal corpo dell’edificio o di logge rientranti all’interno dell’edificio, purché tali elementi non configurino spazi stabilmente chiusi con conseguente reazione di volumi e di superfici, come definiti dal Regolamento Edilizio Tipo, che possano generare nuova volumetria o comportare il mutamento della destinazione d’uso dell’immobile anche da superficie accessoria a superficie utile”.

Le installazioni dovranno obbligatoriamente garantire “una naturale micro-areazione che consente la circolazione di un costante flusso di arieggiamento a garanzia della salubrità dei vani interni domestici” e dovranno essere realizzate con “caratteristiche tecnicocostruttive e profilo estetico tali da ridurre al minimo l’impatto visivo e l’ingombro apparente e da non modificare le preesistenti linee architettoniche”.

Per saperne di più, leggi: Superbonus, c’è il mini-condono per le vetrate panoramiche

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DL Aiuti BIS: prezzi materie energia e taglio 30 centesimi

Le ulteriori nuove misure che sono state disposte con la conversione in Legge del DL Aiuti BIS riguardano differenti ambiti.

Riguardo alle disposizioni volte a contrastare il rincaro dei prezzi dei prodotti energetici, rimane valida l’estensione fino al 20 settembre per la riduzione delle aliquote di accisa a:

  • 478,40 euro per mille litri, per la benzina;
  • 367, 40 euro per mille litri, per oli da gas e gasolio usato come carburante;
  • 182, 61 euro per mille kg, per gas di petrolio liquefatti usati come carburanti;
  • 0 euro per metro cubo, per il gas naturale usato per autotrazione;
  • 5% di IVA, per il gas naturale usato per autotrazione.

Tuttavia ricordiamo che, nel corso dell’iter di conversione del decreto, è stato emanato il Comunicato Stampa n. 162 del 13 settembre 2022 del MEF e del MITE, con cui si è disposta la proroga fino al 17 ottobre 2022 del taglio di 30 centesimi al litro per benzina, diesel, gpl e metano per autotrazione.

Viene eliminato dal nuovo testo inoltre il provvedimento col quale si stabiliva l’abolizione del tetto degli stipendi per diverse figure dei vertici governativi e delle forze dell’ordine.

Per conoscere tutte le nuove disposizioni, leggi: “DL Aiuti BIS, Senato approva: Superbonus, cessione crediti e le altre novità

Governo Draghi agli sgoccioli: cosa accade dopo il 25 settembre

Con l’approvazione definitiva del DL Aiuti BIS, intanto, i vari membri del Parlamento in vigore col Governo Draghi dovrebbero aver concluso gli affari più importanti che c’erano da sbrigare in vista delle nuove elezioni del 25 Settembre.

Viene esclusa intanto in maniera categorica la possibilità di un Governo Draghi-BIS, se non altro per le ferme dichiarazioni rilasciate dal Presidente, che ha negato tra l’altro ad alcuni partiti la possibilità di utilizzare il suo nome per la candidatura.

La data del 25 settembre in ogni caso non dev’essere intesa come la “notte finale”. L’esecutivo attuale infatti continuerà ad occuparsi del disbrigo degli affari correnti anche dopo le votazioni di domenica, così come previsto dalla nostra Costituzione.

Con l’elezione del nuovo Governo infatti, quello attuale non si fermerà in automatico, ma dovrà proseguire il suo lavoro nel corso di tutta la fase che seguirà dopo, ovvero quella della formazione del nuovo esecutivo.

Questa prevede, nei giorni seguenti le elezioni: la convocazione degli eletti, l’istituzione del nuovo Parlamento, quella dei gruppi parlamentari, quella dei nuovi presidenti di Camera e Senato e, in seguito, le consultazioni di fronte al Presidente della Repubblica.

Nel corso delle consultazioni (detta anche “fase preparatoria”), Mattarella procederà con la convocazione degli organi di tutte le nuove forze politiche fino alla formazione di una maggioranza che, qualora non dovesse riuscire ad istituirsi, sarà costituita mediante un mandato esplorativo del Capo dello Stato.

L’iter prosegue con l’assegnazione dell’incarico al nuovo Presidente del Consiglio, che dovrà decidere se accettare il mandato immediatamente oppure “con riserva”. Qualora accettasse, potrà procedere con la formazione del Governo e la presentazione dei nuovi ministri. Si concluderà con il giuramento ufficiale e la votazione delle Camere, dove il nuovo esecutivo dovrà ottenere la fiducia per poter entrare in carica.

L’intero procedimento, nel corso delle ultime elezioni del 2018, è durato quasi 3 mesi.