Circolare esplicativa NTC 2019

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La Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 7, del 21 gennaio 2019, mette la parola “fine” ad un lungo procedimento finalizzato all’aggiornamento della normativa inerente le costruzioni.

Detta Circolare, infatti, interviene a portare chiarezza sul precedente provvedimento del Governo, il Decreto Ministeriale del 17 gennaio 2018, riportante le NTCNorme Tecniche per le Costruzioni, regolanti il medesimo settore.

Il Decreto Ministeriale del 17 gennaio 2018 e le NTC – Norme Tecniche per le Costruzioni

Le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, approvate con il DM del 17.01.2018, sono diventate efficaci il 22 marzo 2018, decorsi i trenta giorni dalla loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2018.

Nonostante l’ampio lasso di tempo impiegato per l’elaborazione delle nuove norme di calcolo, non si è riusciti a pubblicarle insieme alle Appendici agli Eurocodici né alla Circolare applicativa riportante le necessarie istruzioni, per le quali gli operatori del settore sono rimasti in paziente attesa.

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, infatti, a suo tempo interpellato nel merito, aveva espresso la propria opinione secondo la quale le NTC 2018 possono essere correttamente applicate anche in mancanza dei dovuti chiarimenti della Circolare applicativa.

Ciononostante, i dubbi sollevati da tecnici e professionisti circa l’applicabilità delle nuove Norme Tecniche, soprattutto in relazione al Capitolo 8, inerente alle costruzioni esistenti, sono rimasti numerosi.

Il periodo transitorio per le opere pubbliche e private

Il Decreto Ministeriale del 17 gennaio 2018, nell’introdurre le nuove NTC, che di fatto sostituiscono le precedenti del 2008, prevede periodi transitori di diversa entità, a seconda che si tratti di opere pubbliche o private.

Nel primo caso, quando si tratti di opere pubbliche in corso di realizzazione oppure di contratti pubblici che risultano già affidati alla data di entrata in vigore delle NTC (cioè al 22 marzo 2018), ma anche per i progetti definitivi ed esecutivi affidati precedentemente alla medesima data, è consentito proseguire con l’applicazione delle Norme Tecniche previgenti, fino al termine dei lavori e all’avvenuto collaudo statico delle opere.

Tale prerogativa, nel caso di contratti e progetti affidati ma non ancora avviati, è esercitabile solo nel caso in cui i lavori vengano consegnati entro e non oltre cinque anni dall’entrata in vigore delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2018.

Nel caso, invece, si tratti di opere private, è consentito procedere con l’applicazione delle NTC previgenti, fino all’atto del collaudo statico, solo nel caso in cui il progetto esecutivo, alla data del 22 marzo 2018, sia stato già depositato presso i competenti Uffici del Genio Civile.

La Circolare esplicativa delle Norme Tecniche per le Costruzioni

Il bisogno di indicazioni che potessero consentire, a progettisti ed operatori nel campo delle costruzioni, una corretta e consapevole applicazione delle prescrizioni contenute nel citato D.M., ha indotto il Ministero ad affrettare i tempi per la redazione della Circolare esplicativa, finalmente pubblicata nel gennaio 2019. 

La comprensione del documento, nonché del campo di applicabilità delle disposizioni contenute nelle NTC, è reso più agevole dal fatto che la Circolare riporta fedelmente gli articoli del DM di cui intende fornire una più ampia spiegazione, seguendone la stessa numerazione, con la differenza che il numero identificativo dell’articolo è preceduto dalla lettera C. 

Nel caso dei diagrammi e degli schemi , anche questi risultano pedissequamente riportati dalle NTC, ed in tal caso non sono individuati dalla lettera C aggiuntiva, che compare solo nel caso in cui lo schema o il diagramma in questione abbia funzioni puramente esplicative, ma non sia riportato nelle originarie Norme Tecniche.




La Circolare esplicativa e le novità più significative – gli interventi sulle strutture esistenti

Com’era da prevedersi, le novità più rilevanti riportate nella Circolare riguardano il citato Capitolo 8 delle NTC 2018, relativo agli interventi effettuati sulle strutture esistenti, con particolare riferimento al paragrafo 8.4 sulla “Classificazione degli interventi”, classificazione che, nel corso del tempo, si è andata leggermente modificando.

Il documento esplicativo, infatti, stabilisce prioritariamente che gli interventi progettati debbano essere finalizzati alla eliminazione di tutte le concause individuate quali elementi critici in grado di ridurre, o comunque incidere negativamente, sulle proprietà statiche della costruzione.

Solo in una seconda fase, si potrà prevedere il rafforzamento della struttura, mediante interventi la cui entità sarà sicuramente ridotta, grazie alla preventiva operazione di riduzione delle criticità locali, operazione che già da sola è in grado di incrementare sensibilmente la sicurezza della costruzione.

Gli interventi sul costruito vengono suddivisi in tre grosse categorie:

· Locali o di riparazione: interventi relativi a singole componenti della struttura che non incidono negativamente sul precedente livello di sicurezza statica;

· Di miglioramento: interventi che mirano ad incrementare la sicurezza delle strutture, pur senza raggiungere gli standard fissati dalla vigente normativa;

· Di adeguamento: interventi che, invece, aumentano i preesistenti livelli di sicurezza strutturale, raggiungendo gli standard di cui alla normativa in vigore. 

Le tipologie di intervento come chiarite dalla Circolare: la riparazione

In base ai chiarimenti forniti dalla Circolare esplicativa delle NTC, l’intervento locale, o la riparazione, è definito come un’attività che non incide sul comportamento statico complessivo del manufatto. In pratica, l’intervento è realizzato per aumentare il grado di sicurezza di una sola parte della costruzione che, se danneggiata, vedrà assicurato il mantenimento della propria iniziale efficienza statica.

All’interno di questa macrocategoria trovano spazio gli interventi di ripristino, di sostituzione o rinforzo di componenti con funzione strutturale o di singole parti di essi, come architravi, travi o pilastri. Gli interventi tesi al rinforzo strutturale, devono consentire l’incremento della duttilità dell’intero sistema.

In questa categoria rientrano anche i lavori di ripristino dei collegamenti tra diversi elementi strutturali, come quelli tra le pareti murarie, o tra solai e pareti, anche mediante l’introduzione di tiranti e chiodature, o tramite la realizzazione di coperture.

Le piccole modifiche strutturali, come l’apertura di un vano in una parete portante, con l’inserimento dei dovuti rinforzi, può rientrare in questa categoria a condizione che il progettista dimostri che l’intervento non incide negativamente sulla rigidezza e sulla duttilità della struttura.

Le carenze strutturali oggetto dell’intervento di riparazione devono essere ampiamente illustrate e descritte nella relazione tecnica che accompagna il progetto, in uno alla dimostrazione che le opere da eseguirsi non arrecano alcun pregiudizio alla costruzione nel suo complesso, né alle singole parti che la compongono. 

Per gli interventi ricadenti in questa categoria, è richiesta un’attenta valutazione circa la variazione del grado di sicurezza locale.

La Circolare esplicativa e l’intervento di miglioramento 

Questo tipo di intervento mira all’incremento dei livelli di sicurezza della struttura e comprende tutti quei lavori che incidono significativamente sul comportamento statico della costruzione nel suo complesso, o nelle sue singole componenti.

Interventi che determinano una modifica nella rigidità della struttura, nella sua resistenza o nella sua capacità di deformarsi, rientrano nella categoria dei miglioramenti. Questi possono essere realizzati anche nei confronti delle singole azioni meccaniche disturbanti, come il vento, l’azione della gravità o le sollecitazioni dovute ad attività sismica.

Gli interventi ricadenti in questa categoria necessitano obbligatoriamente di una valutazione che determini la massima entità delle azioni alle quali la struttura è in grado di resistere, in base al livello di sicurezza imposto.

Chiaramente, anche in caso di interventi parziali, la valutazione sulla sicurezza dovrà tenere conto dell’intera costruzione. 

La tipologia degli interventi di adeguamento

I livelli di sicurezza che si richiede debbano essere raggiunti, nel caso degli interventi di adeguamento, devono rispettare gli standard previsti per le nuove costruzioni. Per gli interventi cosiddetti di adeguamento, pertanto, la valutazione della sicurezza è sempre obbligatoria. Essa deve necessariamente essere diretta a stabilire se, una volta eseguiti i lavori, la costruzione acquista la capacità di resistere alle azioni esterne con il livello di sicurezza imposto dalle Norme Tecniche per le Costruzioni in vigore.

Le prescrizioni strutturali relative ai particolari costruttivi che le NTC riservano alle strutture di nuova realizzazione, come il passo della staffatura oppure le dimensioni minime di pilastri e travi, non dovranno essere soddisfatte.

Quando le strutture preesistenti sulle quali si opera sono costituite da fabbricati storici in muratura portante, dove l’attuale conformazione statica rappresenta l’equilibrata sommatoria di interventi che si sono susseguiti nel tempo, la previsione del comportamento della struttura, a seguito di azioni esterne, può risultare particolarmente difficile.

Per questo motivo si consiglia di evitare interventi significativi, limitando quanto più possibile qualsiasi modifica dello stato di fatto.

Le difficoltà nella determinazione di un modello di riferimento 

La procedura di analisi che si pone alla base degli interventi di cui al Capitolo 8 delle Norme Tecniche, e che mira alla definizione del comportamento statico del manufatto sul quale si interviene, rappresenta una fase estremamente complessa.

La maggiore difficoltà deriva dall’impossibilità di definire un modello standard cui riferirsi, a causa della notevole quantità di costruzioni esistenti e dalla loro differente morfologia. Per gli edifici in muratura portante, poi, il problema è ancora più sentito, poiché risulta decisamente complicato conoscere alla perfezione le sollecitazioni in atto, le connessioni tra le diverse componenti, i materiali utilizzati e le relative risposte alle sollecitazioni di carattere statico.

Appare evidente che solo l’ottima conoscenza della costruzione consente di valutare con ragionevole precisione le criticità cui la struttura è esposta ed il conseguente comportamento alle eventuali sollecitazioni. Il piano delle indagini, fondato su un’ampia raccolta di dati preliminari, diviene elemento imprescindibile per la corretta esecuzione di tutti gli interventi, variamente classificati, di cui al Capitolo 8 delle NTC 2018.

Proprio in rapporto al livello di approfondimento cui si giunge nella conoscenza del manufatto, le Norme Tecniche introducono dei “fattori di confidenza”, attraverso i quali è possibile addivenire ad una riduzione dei valori assegnati ai parametri di tipo meccanico dei diversi materiali da costruzione.

Le conclusioni di un iter normativo tanto atteso

Le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni del gennaio 2018, come ampiamente previsto, sono state integrate dalla Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 7, del 21 gennaio 2019, a distanza di circa un anno dalla loro pubblicazione.

Ad oggi, pertanto, le NTC trovano le dovute spiegazioni in merito al relativo campo di applicabilità che, in alcuni passaggi del DM, lasciava alcuni, fondati dubbi. In particolare, le difficoltà evidenziate dai professionisti del settore, soprattutto ingegneri strutturali e tecnici progettisti, riguardavano le modalità di intervento sul patrimonio edilizio esistente, di cui al Capitolo 8 delle Norme Tecniche per le Costruzioni.

La Circolare Ministeriale del gennaio scorso fuga gran parte di tali dubbi, chiarendo le precise definizioni e le varie tipologie di intervento sul costruito, pur lasciando parzialmente irrisolto il grosso problema rappresentato dalle notevoli difficoltà puramente operative che continuano a minare l’applicazione delle NTC 2018 sulle strutture storiche.