
Piscina privata in area vincolata, qualificazione urbanistica dell’intervento, SCIA in sanatoria e limiti del legittimo affidamento: una sentenza affronta i nodi centrali della disciplina edilizia e paesaggistica.

Il TAR Lazio ha chiarito un principio fondamentale: se il Comune chiede un’integrazione documentale, il mancato deposito entro 90 giorni può portare al diniego automatico della sanatoria.

Il Consiglio di Stato annulla diniego di sanatoria e demolizione per carenze istruttorie. In presenza di opere stratificate e vincoli, il Comune deve individuare con precisione abusi e insanabilità.

Muffa e infissi vetusti in casa in affitto non danno automaticamente diritto alla riduzione del canone: il locatore deve intervenire se si tratta di difetti manutentivi eliminabili.

Installare un condizionatore che aggetta sul lastrico altrui può violare spazio aereo e decoro architettonico. Il singolo condomino può agire per ottenerne la rimozione, anche considerando utilizzi futuri del bene.

Il Tribunale annulla una delibera di supercondominio per vizio di convocazione, chiarendo che la rappresentanza ex art. 67 disp. att. c.c. è inderogabile e prevale sul regolamento contrattuale.

Il cambio di destinazione d’uso senza opere è legittimo se conforme alla legge statale: le regole comunali più restrittive, se non aggiornate, devono essere disapplicate dal giudice.

Il TAR annulla un’ordinanza di demolizione perché il Comune non ha verificato lo stato legittimo dell’immobile, ribadendo l’obbligo di un’istruttoria completa prima di adottare provvedimenti repressivi.

Alla fine dell’affitto, quali lavori devono essere ripristinati? Una sentenza chiarisce cosa può togliere il conduttore, cosa deve restare e quando scatta il risarcimento.

Il conto corrente condominiale può essere pignorato direttamente dal creditore senza preventiva escussione dei morosi, poiché l’art. 63 tutela solo i singoli condomini in regola.

La canna fumaria su facciata condominiale è ammessa solo se non lede il decoro architettonico. Il diritto del singolo trova limite nell’interesse collettivo e nella tutela estetica dell’edificio.

Durante la pendenza di un condono edilizio non è consentito eseguire nuove opere. Anche interventi interni o pertinenziali diventano abusivi e legittimano l’ordine di demolizione.

La sentenza del TAR Lazio conferma la demolizione di opere edilizie abusive, ribadendo il principio della responsabilità reale, indipendentemente da chi abbia realizzato l’abuso e dalla buona fede.

La sentenza chiarisce quando un comportamento in condominio diventa illegittimo, evidenziando il valore vincolante del regolamento condominiale anche in presenza di un uso legittimo della proprietà privata.

Infiltrazioni emerse dopo il rogito legittimano la riduzione del prezzo anche con clausola “visto e piaciuto”, se i vizi sono occulti, provati e denunciati tempestivamente.