ATH EXTRA WIFI – radiatore elettrico ad accumulo ed irraggiamento
EXTRA WIFI è il radiatore all’avanguardia realizzato con una doppia lastra Double...
Cause del colpo d’ariete, formula, diagnosi dei rumori, rischi e scelta e installazione dei dispositivi anti-colpo negli impianti domestici e condominiali.
Il colpo d’ariete è una variazione transitoria di pressione che nasce quando la velocità dell’acqua cambia bruscamente in una tubazione. Il caso domestico più comune è la chiusura rapida di un’elettrovalvola di lavatrice o lavastoviglie, di un miscelatore monocomando o di una valvola a sfera; negli impianti più estesi il fenomeno può seguire anche l’arresto di una pompa o il movimento di una valvola di ritegno.
Il rumore secco avvertito nel muro è soltanto un sintomo.
L’onda di pressione viaggia lungo il tubo, si riflette in curve, derivazioni e organi chiusi e può generare vibrazioni, allentare staffaggi e sollecitare raccordi, flessibili e apparecchi. Non ogni botto è però un colpo d’ariete: tubi liberi di muoversi, dilatazioni termiche, cavitazione, valvole usurate e pompe che attaccano o staccano possono produrre rumori simili.
La soluzione utile parte quindi dalla causa. Ridurre la pressione statica può aiutare in alcuni impianti, ma non sostituisce il controllo della velocità; aggiungere un ammortizzatore lontano dalla valvola responsabile può non funzionare; murare una semplice camera d’aria può creare un tratto stagnante e perdere efficacia.
La diagnosi deve collegare rumore, manovra che lo provoca, posizione e condizioni di esercizio.
Sommario
L’acqua e le tubazioni sono elastiche, anche se in misura ridotta. Quando una valvola interrompe il flusso in un tempo molto breve, la massa d’acqua non può arrestarsi istantaneamente senza trasformare parte della propria energia cinetica in una sovrappressione. L’onda procede verso monte, si riflette e oscilla finché attriti ed elasticità la smorzano.
Per una chiusura sufficientemente rapida, la relazione di Joukowsky esprime l’incremento ideale:
Δp = ρ × a × Δv
dove Δp è la variazione di pressione, ρ la densità del fluido, a la celerità dell’onda nel sistema tubo-acqua e Δv la variazione di velocità. La celerità non è una costante universale: dipende da materiale, diametro, spessore, vincoli ed elasticità. La formula mostra soprattutto che dimezzare la velocità riduce direttamente il picco teorico.
Il confronto tra tempo di chiusura e tempo di fase aiuta a capire la severità. Il tempo di fase è circa t* = 2L/a, con L lunghezza del tratto interessato. Se la chiusura avviene entro questo intervallo, la manovra è brusca; se è più lenta, la sovrappressione tende a diminuire. Un valore affidabile richiede dati reali e un modello transitorio: pressione statica e diametro nominale da soli non bastano.
Su schermi piccoli la tabella può essere fatta scorrere orizzontalmente.
| Fattore | Come incide | Verifica utile |
|---|---|---|
| Velocità dell’acqua | Una variazione più grande genera un picco maggiore | Portata, diametro interno e contemporaneità |
| Tempo di chiusura | Elettrovalvole e comandi rapidi favoriscono il transitorio | Associare il colpo a una specifica utenza |
| Lunghezza del tratto | Modifica tempo di fase e riflessioni | Ricostruire percorso e derivazioni |
| Materiale e vincoli | Determinano elasticità e celerità dell’onda | Tipo di tubo, guaina, incasso e staffaggi |
| Pressione iniziale | Si somma alla sovrappressione transitoria | Misura statica e dinamica a monte e valle |
Lavatrici, lavastoviglie, cassette WC e alcuni apparecchi con elettrovalvola interrompono il flusso rapidamente. Un colpo sincronizzato con la fine del caricamento restringe molto la ricerca. Anche chiudere con decisione un monocomando o una valvola a sfera può generare l’onda, soprattutto su una linea lunga e con velocità elevata.
Una pompa che si arresta improvvisamente può invertire o decelerare la colonna d’acqua; una valvola di ritegno che chiude in ritardo può sbattere. Nei gruppi di pressurizzazione contano logica di comando, vaso, portata minima, valvole e profilo della rete. Il riduttore di pressione limita il valore ordinario a valle, ma non è un ammortizzatore universale.
Un tubo mal fissato può muoversi ogni volta che cambia la portata e urtare muratura o altri impianti. Il rumore può accompagnare il transitorio, ma aggiungere un dispositivo anti-colpo non corregge staffe mancanti o attraversamenti rigidi. Un ticchettio lento durante il riscaldamento è più compatibile con dilatazioni; un sibilo continuo può dipendere da una strozzatura o da velocità elevata.
La cavitazione si forma quando la pressione locale scende fino a creare bolle di vapore, spesso presso pompe o valvole con cadute elevate. La dilatazione termica, invece, fa salire lentamente la pressione in un volume sanitario chiuso. Sono fenomeni differenti e richiedono soluzioni differenti.
La sequenza del rumore è spesso più indicativa della sua intensità percepita.
| Segnale | Ipotesi principale | Come distinguerla |
|---|---|---|
| Botto esatto alla chiusura di lavatrice | Colpo d’ariete da elettrovalvola | Ripetere il ciclo e localizzare la linea |
| Urto con più rubinetti | Velocità alta o tubo non staffato | Ispezione fissaggi e prova a portata ridotta |
| Ticchettio con acqua calda | Dilatazione del tubo | Segue temperatura, non chiusura rapida |
| Pressione che sale lentamente | Dilatazione in circuito chiuso | Monitoraggio durante riscaldamento ACS |
| Rumore presso pompa | Transitorio, ritegno o cavitazione | Misure e controllo della sequenza pompa |
Un singolo colpo lieve non implica automaticamente un guasto imminente, ma sollecitazioni ripetute accelerano l’usura. Possono risentirne giunti, saldature, raccordi, flessibili, valvole di intercettazione e regolazione, serbatoi e apparecchi. Le vibrazioni possono propagarsi alla struttura e diventare un problema acustico anche in altre unità.
Perdite, rigonfiamenti dei flessibili, movimenti visibili delle tubazioni, scarichi delle valvole di sicurezza o colpi molto violenti richiedono un controllo rapido. Non si cerca la perdita aprendo pareti a caso: si intercetta il ramo, si verifica l’evento scatenante e si misura.
Registrare audio o video può aiutare a correlare l’evento, ma non misura la pressione. In condominio bisogna confrontare più unità e orari: un transitorio sulla montante può essere generato lontano dal punto in cui si sente.
Ridurre la velocità di progetto, eliminare strozzature, scegliere valvole a chiusura controllata, correggere il comando della pompa e ripristinare gli staffaggi sono interventi di base. Se la pressione ordinaria è eccessiva, un riduttore correttamente dimensionato riduce il carico iniziale, senza sostituire l’analisi del transitorio.
Gli ammortizzatori assorbono parte dell’onda offrendo un volume comprimibile o un elemento mobile. I modelli meccanici a pistone e molla separano acqua e camera elastica; quelli a membrana o a cuscino d’aria usano la comprimibilità del gas. Prestazioni, precarica, orientamento e manutenzione dipendono dal modello.
Una semplice colonna d’aria ricavata con un tubo cieco può riempirsi d’acqua e diventare inefficace. Inoltre un ramo stagnante è critico per l’igiene: la soluzione deve evitare zone morte e rispettare le indicazioni per acqua potabile e prevenzione della Legionella. Non è corretto copiare lo schema tradizionale in sommità alla colonna senza questa verifica.
La scheda tecnica Caleffi sull’ammortizzatore mostra che il dispositivo va collocato il più vicino possibile all’organo che arresta rapidamente il flusso. Un apparecchio locale può servire una singola elettrovalvola o un piccolo gruppo; reti estese, pompe e montanti richiedono un calcolo specifico e talvolta vasi o dispositivi di maggiore capacità.
La posizione efficace è normalmente sul ramo dell’utenza responsabile, vicino alla valvola rapida e senza un lungo tratto interposto. Deve restare accessibile, protetto dal gelo e compatibile con pressione, temperatura e acqua potabile. L’orientamento non è universale: alcuni modelli ammettono posizione verticale, orizzontale o capovolta, altri no.
Il dimensionamento considera portata, diametro interno, lunghezza, materiale, pressione, tipo e numero di valvole, profilo della pompa e intensità misurata. Montare molti dispositivi piccoli in punti casuali non equivale a progettare la protezione.
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Richiedi informazioni gratisLa UNI 9182:2014, indicata da UNI come in vigore e coordinata con la serie UNI EN 806, comprende una sezione sugli ammortizzatori e un’appendice dedicata. Si applica anche a modifiche e riparazioni degli impianti esistenti.
Gli impianti idrici e sanitari negli edifici rientrano nel D.M. 37/2008. Trasformazioni e ampliamenti devono essere eseguiti da imprese abilitate, con progetto e dichiarazione di conformità quando previsti. Una riparazione ordinaria non estende la conformità a parti non verificate.
Gli importi dipendono da accessibilità, città e complessità della rete.
| Intervento | Ordine di grandezza | Comprende |
|---|---|---|
| Ammortizzatore locale | 30-120 euro | Solo componente, secondo tipo e attacco |
| Installazione semplice | 100-300 euro oltre al componente | Intercettazione, raccordi e prova |
| Diagnosi con misure | 100-350 euro | Sopralluogo, pressioni e localizzazione |
| Correzione pompa o rete comune | Da alcune centinaia a diverse migliaia | Calcolo, valvole, vasi, comandi e opere |
Un preventivo utile separa diagnosi, dispositivo, raccordi, modifica delle tubazioni, ripristini e documentazione. Il beneficio fiscale non deriva automaticamente dall’acquisto dell’ammortizzatore, ma dalla natura e dal contesto dell’intervento complessivo.
Se il botto coincide sempre con la fine del carico, si controllano pressione, portata del ramo, rubinetto di alimentazione, flessibile e fissaggi. Un ammortizzatore compatibile installato vicino all’elettrovalvola può essere efficace, ma prima va escluso che la pressione sia eccessiva o che il tubo libero amplifichi il rumore. Spostare il dispositivo all’ingresso dell’appartamento lo allontanerebbe dalla sorgente e potrebbe ridurne l’efficacia.
Si prova una chiusura più lenta e si confrontano acqua fredda e calda. Se il fenomeno cambia con la portata, il tecnico verifica diametro interno, aeratore, valvole, pressione e percorso. La sostituzione del miscelatore con un comando dalla chiusura meno brusca può essere parte della soluzione; non corregge però una rete dimensionata con velocità troppo alta.
Il problema non è locale all’appartamento. Occorre analizzare curva della pompa, rampa di arresto, vaso, pressostati o inverter, valvola di ritegno, quote e profilo della montante. La chiusura ritardata del ritegno può consentire un’inversione del flusso seguita da uno sbattimento. In questo scenario un piccolo ammortizzatore sottolavello non protegge la rete comune.
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I dispositivi a pistone e molla possono essere dichiarati esenti da manutenzione dal produttore, mentre i modelli idropneumatici o a membrana possono richiedere controllo della precarica. “Senza manutenzione” non significa senza ispezione: durante gli interventi sull’impianto si verificano perdite, corrosione esterna, fissaggio, accessibilità e ritorno del sintomo.
Dopo l’installazione va ripetuto lo stesso evento che generava il colpo, nelle condizioni più gravose realistiche. Si confrontano rumore, movimento dei tubi e, nei casi importanti, registrazione della pressione. Se il fenomeno resta, non si sommano dispositivi alla cieca: si rivedono posizione, capacità e causa primaria.
Può accelerare l’usura e, se intenso o ripetuto, danneggiare giunti, flessibili, valvole e apparecchi. La gravità non si valuta dal rumore soltanto.
L’elettrovalvola interrompe rapidamente il flusso. Se il ramo è lungo, la velocità alta o i tubi sono poco fissati, il transitorio diventa più evidente.
Può ridurre il carico iniziale se la pressione è eccessiva, ma non corregge automaticamente velocità, chiusura rapida, ritegni o staffaggi.
In genere vicino alla valvola che genera l’arresto, sul ramo interessato. Posizione e orientamento seguono calcolo e istruzioni del produttore.
Un modello locale è pensato per una singola utenza o un piccolo gruppo. Una montante o un impianto con pompe richiedono una soluzione dimensionata.
No. Un vaso può contribuire in schemi calcolati, ma il vaso sanitario per dilatazione termica e l’ammortizzatore di transitori hanno funzioni e dimensionamenti diversi.
Sì. Il transitorio può farli muovere, ma anche normali variazioni di portata possono far sbattere una tubazione priva di staffaggi adeguati.
Con un trasduttore di pressione e acquisizione abbastanza rapida. Un manometro ordinario spesso mostra solo la pressione media o statica.
Può perdere efficacia riempiendosi d’acqua e creare ristagno. Sono preferibili dispositivi certificati e installazioni igienicamente corrette.
Se il fenomeno interessa montanti, pompe o organi comuni, l’amministratore deve coordinare diagnosi e impresa abilitata; il singolo non deve alterare la rete comune.
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