Firenze nel caos: edilizia bloccata

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Solo un gesto di responsabilità verso Firenze. Questa è la richiesta del presidente dell’Ordine degli Architetti della città, Serena Biancalani. Dopo che il “caso Querce” è stato rimandato al 6 novembre e nessuna decisione è stata presa, si ribadisce la necessità di non poter attendere i decreti giudiziari, e di agire nel minor tempo possibile.

L’incontro tenutosi il 9 luglio alla Palazzina Reale non è servito a scuotere le coscienze sul caso ormai molto grave di Firenze, che si trova sempre più immersa nel caos.

Le proteste dell’Ordine degli Architetti

Era stata richiesta l’istituzione di un Forum permanente, finalizzato a semplificare i rapporti tra il Comune di Firenze e l’associazione Italia Nostra, ma sembra che qualsiasi decisione sia stata rimandata nuovamente, lasciando Firenze tra cantieri bloccati e indignazione generale.

La Biancalani non ha esitato nell’esortare l’amministrazione a velocizzare i procedimenti, e richiede un intervento nazionale, in cui l’Italia possa muoversi unita per Firenze, così da evitare che errori del genere capitino di nuovo.

La città d’arte italiana per eccellenza non può essere lasciata da sola, fosse anche solo per preservare i tesori che conserva da secoli, e che portano i turisti a visitare il nostro Paese in ogni stagione dell’anno. Firenze è bloccata, e i membri del Movimento 5 Stelle appoggiano la protesta, ritenendo vergognosa la negligenza delle istituzioni verso il patrimonio artistico-culturale della città, che rappresenta una ricchezza per l’Italia intera, e quindi interessa tutti.

L’importanza dello sblocco edilizio di Firenze

Il progetto è senza dubbio quello di non arrendersi al silenzio e ai continui rinvii delle amministrazioni decisionali, infatti De Biasi e Masi del M5S chiedono che i responsabili del disastro edilizio che sta travolgendo Firenze si facciano carico dei danni causati agli immobili che dovevano essere tutelati.

Dopo il varo del RU nel 2015, ciò che è emerso dagli ultimi anni di governo è una totale incertezza della gestione di Firenze, che ha portato alla perdita di Piazza Vittorio Veneto e della via d’accesso alle Cascine, in favore alla costruzione della linea tramviaria voluta dai magnati speculatori edilizi.

Questo è il pensiero del Movimento 5 Stelle, che afferma il proprio appoggio ai piccoli cantieri che necessitano di ripartire, e che non potranno farlo almeno fino al 9 ottobre con la nuova sentenza. Bisogna evitare, secondo i 5 Stelle, che anche Piazza della Stazione venga distrutta dal crescente disastro edilizio che vede vittima Firenze, piegata di fronte ad un Paese in cui la legge del più forte sembra avere sempre la meglio.

Si richiede quindi che la città possa avere al più presto il supporto di professionisti capaci e, soprattutto, disinteressati, che riescano a far ripartire l’attività edilizia, e che allo stesso tempo si preoccupino di preservare il patrimonio culturale e artistico di Firenze.




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