Il Superbonus 110% rappresenta una delle misure più significative introdotte in Italia per promuovere la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici. Tuttavia, la sua evoluzione e potenziale proroga sono attualmente al centro di un ampio dibattito, poiché la legge di Bilancio ne dovrà discutere nei dettagli.

Analizziamo la situazione attuale, le prossime scadenze e i possibili cambiamenti in vista.

La situazione attuale e le prossime scadenze del Superbonus

Sono numerose le ragioni che hanno spinto a chiedere un’ulteriore proroga del Superbonus, tra cui la persistente difficoltà nell’ottenere la cessione del credito e i ritardi causati dal maltempo. Per comprendere meglio il quadro attuale, elenchiamo le scadenze così come si presentano:

  • Villette e case unifamiliari: Il Superbonus è ancora valido per gli immobili che, entro il 30 settembre 2022, hanno completato almeno il 30% dei lavori. Questi dovranno però essere ultimati entro il 30 settembre successivo.
  • Condomini: Possono usufruire del Superbonus al 110% se hanno inviato la Cilas entro il 31 dicembre 2022 e l’assemblea condominiale ha deliberato prima del 25 novembre 2022. Il bonus diminuirà progressivamente, passando al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.
  • Case plurifamiliari fino a 4 unità residenziali: Le regole sono le stesse dei condomini, con l’unica differenza che la Cilas deve essere antecedente al 25 novembre 2022.
  • Edifici demoliti e ricostruiti: Anche per questi valgono le regole dei condomini, purché la richiesta di autorizzazione edilizia sia stata presentata entro il 31 dicembre scorso.

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Il futuro del Superbonus: possibili cambiamenti

In base alle anticipazioni, si prevede una modifica del Superbonus, con un’agevolazione fino al 100% ma limitata ai redditi bassi. L’idea è di finanziare l’incentivo attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Tuttavia, ci sono ancora molte questioni da affrontare.

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Innanzitutto, nei condomini, ottenere l’approvazione dell’assemblea per i lavori potrebbe risultare difficile a causa dell’opposizione di chi dovrebbe pagare di tasca propria. Inoltre, ridurre il bonus solo alle opere interne potrebbe limitare l’impatto complessivo del Superbonus sull’ambiente.

La Cessione con Remissione in Bonis

Un altro punto da considerare è la cosiddetta cessione con remissione in bonis. Questa rappresenta un’opzione per coloro che hanno effettuato i lavori nel 2022 ma non sono riusciti a cedere il credito.

La scadenza per questa opzione è il 30 novembre del prossimo anno, e comporta il pagamento di una somma di 250 euro.

Conclusione

Le sorti del Superbonus sono tuttora incerte e, per ora, si attendono novità dalla prossima legge di Bilancio. Quello che è certo è l’impatto significativo che questa misura ha avuto, e potrebbe continuare ad avere, sulla riqualificazione energetica e antisismica degli immobili italiani.

L’auspicio è che venga trovata una soluzione equilibrata, in grado di rispondere alle esigenze della cassa statale e allo stesso tempo di incentivare l’efficienza energetica.