Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026 prende ufficialmente forma la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, nota come rottamazione quinquies. Una misura che riaccende l’attenzione di contribuenti, imprese e professionisti, offrendo una nuova possibilità di regolarizzare vecchi debiti fiscali con condizioni più favorevoli rispetto alla riscossione ordinaria.

Il perimetro temporale è ampio e il piano di pagamento particolarmente esteso, ma le regole sono rigide e le scadenze non ammettono distrazioni. Chi può aderire davvero? Quali sono i termini da rispettare e quali rischi si corrono in caso di errore?

Avvio della rottamazione quinquies e ruolo dell’agenzia della riscossione

L’avvio operativo della rottamazione quinquies è affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che dovrà attivare il servizio per la presentazione delle domande entro 20 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026. Il termine individuato è il 21 gennaio, data dalla quale i contribuenti potranno iniziare a valutare concretamente l’adesione alla nuova pace fiscale.

La procedura sarà interamente telematica e rappresenterà il passaggio indispensabile per accedere ai benefici previsti, tra cui l’abbattimento di sanzioni e interessi di mora secondo le regole della definizione agevolata.

Le scadenze da rispettare: domanda e pagamenti

Il calendario della rottamazione quinquies è scandito da termini precisi. La domanda di adesione dovrà essere presentata entro il 30 aprile, esclusivamente online attraverso i canali messi a disposizione dall’Agenzia della Riscossione. In questa fase il contribuente dovrà anche scegliere la modalità di pagamento.

Le opzioni previste sono due:

  • pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026;
  • pagamento rateale fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, distribuite su un arco temporale di 9 anni.

In caso di rateizzazione, le prime tre scadenze sono fissate al 31 luglio 2026, 30 settembre 2026 e 30 novembre 2026.

Il piano rateale fino al 2035

Dal 2027 in poi, il calendario dei versamenti segue una cadenza regolare. Le rate dalla quarta alla cinquantunesima dovranno essere pagate il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno.

Le ultime tre rate chiuderanno definitivamente il piano:

  • 31 gennaio 2035;
  • 31 marzo 2035;
  • 31 maggio 2035.

Sulle somme rateizzate sono previsti interessi pari al 3 per cento annuo, calcolati a partire dal 1° agosto 2026. Un elemento da valutare attentamente, soprattutto in caso di piani di lunga durata.

Quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies

La rottamazione quinquies ha un perimetro ben definito. Possono essere inclusi esclusivamente i carichi affidati all’Agente della Riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Rientrano nella definizione agevolata i debiti derivanti dall’omesso versamento di:

  • imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai controlli automatici e formali dell’amministrazione finanziaria, come quelli previsti dagli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600 del 1973 e dagli articoli 54-bis e 54-ter del DPR n. 633 del 1972;
  • contributi previdenziali dovuti all’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Chi è ammesso e chi resta escluso

Possono accedere alla rottamazione quinquies anche i contribuenti che avevano aderito a precedenti definizioni agevolate ma che sono decaduti per mancato pagamento delle rate.

Restano invece esclusi i debiti già inseriti nella rottamazione quater per i quali, alla data del 30 settembre, risultano regolarmente versate tutte le rate scadute. In questi casi, il legislatore ha scelto di non consentire una nuova riammissione.

Decadenza senza tolleranza: attenzione alle scadenze

Uno degli aspetti più delicati della rottamazione quinquies riguarda la disciplina della decadenza. A differenza delle precedenti edizioni, non è previsto alcun margine di tolleranza: non sono ammessi i classici cinque giorni di ritardo.

La definizione agevolata diventa inefficace e le somme versate vengono considerate come semplici acconti nei seguenti casi:

  • pagamento in un’unica soluzione: omesso o insufficiente versamento dell’unica rata;
  • pagamento rateale: omesso o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell’ultima rata del piano.

In caso di decadenza, per i carichi già oggetto di precedenti rateazioni, non sarà più possibile ottenere una nuova dilazione ordinaria. Il debito residuo dovrà quindi essere saldato in un’unica soluzione.

Conviene aderire alla rottamazione quinquies?

La rottamazione quinquies rappresenta una possibilità concreta per chi ha pendenze fiscali risalenti nel tempo e difficilmente sostenibili con le regole ordinarie. Tuttavia, la rigidità delle scadenze e l’assenza di qualsiasi tolleranza impongono una valutazione attenta della propria capacità di pagamento nel lungo periodo. È uno strumento utile, ma solo per chi è davvero in grado di rispettarne le condizioni fino all’ultima rata.