L’ISEE è uno degli strumenti più importanti per l’accesso a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali, e ogni piccolo cambiamento può avere effetti concreti sulla vita di milioni di famiglie. Con la Legge di Bilancio approvata il 30 dicembre, il 2026 si apre infatti con novità rilevanti sul fronte dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, anche se non si parla di una riforma esplicita dell’ISEE.

Le modifiche introdotte dalla Manovra incidono sul patrimonio mobiliare, ampliando ciò che deve essere dichiarato e rendendo il calcolo dell’ISEE più rigoroso rispetto agli anni precedenti. Un intervento che rischia di far salire l’indicatore per molti nuclei familiari, con conseguenze dirette sull’accesso a bonus e agevolazioni economiche.

Cosa cambia davvero rispetto all’ISEE 2025? Chi rischia di perdere benefici importanti? E soprattutto, da quando entreranno in vigore le nuove regole e quali sono le scadenze da rispettare?

Cos’è l’ISEE e come funziona

L’ISEE, acronimo di Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è lo strumento utilizzato dallo Stato e dagli enti locali per valutare la condizione economica complessiva di un nucleo familiare. Non misura solo il reddito, ma tiene conto anche del patrimonio e della composizione della famiglia, restituendo un valore che serve a stabilire chi ha diritto a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali.

Il calcolo dell’ISEE si basa principalmente su tre elementi:

  • redditi di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • patrimonio mobiliare e immobiliare, come conti correnti, risparmi e immobili;
  • scala di equivalenza, che varia in base al numero dei componenti e alla presenza di minori, disabili o altre condizioni particolari.

Esistono diverse tipologie di ISEE, ognuna pensata per specifiche situazioni:

  • ISEE ordinario, utilizzato per la maggior parte delle agevolazioni;
  • ISEE corrente, che fotografa una situazione economica recente in caso di variazioni di reddito o lavoro;
  • ISEE minorenni, per prestazioni rivolte ai figli;
  • ISEE universitario, richiesto per tasse e benefici legati allo studio.

Proprio perché l’ISEE incide su così tanti ambiti della vita quotidiana, qualsiasi modifica ai criteri di calcolo può avere effetti immediati sull’accesso a bonus e aiuti economici.

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Cosa prevede la legge di bilancio 2026 sull’ISEE

Quando si parla di ISEE 2026 è importante chiarire subito un punto fondamentale: la Legge di Bilancio non introduce una nuova riforma organica dell’ISEE, né modifica direttamente il regolamento che disciplina l’indicatore. Le novità arrivano però in modo indiretto, attraverso disposizioni che incidono sugli elementi presi in considerazione nel calcolo.

La Manovra interviene infatti sul concetto di patrimonio mobiliare, ampliando l’elenco delle attività economiche che devono essere considerate nella determinazione dell’ISEE. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di rendere l’indicatore più aderente alla reale capacità economica delle famiglie, riducendo le aree di opacità che negli anni hanno consentito di escludere alcune forme di ricchezza.

In particolare, la Legge di Bilancio:

  • rafforza i criteri di tracciabilità del patrimonio;
  • prevede l’inclusione esplicita di strumenti finanziari e disponibilità economiche finora marginali o difficilmente intercettabili;
  • impone agli enti che erogano prestazioni sociali di adeguarsi alle nuove regole entro termini precisi, senza introdurre nuovi oneri per la finanza pubblica.

Si tratta quindi di un intervento che non cambia la struttura dell’ISEE, ma che può modificarne in modo significativo il risultato finale, soprattutto per quei nuclei familiari che dispongono di risparmi o attività economiche non tradizionali.

Le vere novità: cosa entra nel patrimonio mobiliare dell’ISEE 2026

Il cambiamento più rilevante introdotto dalla Legge di Bilancio riguarda l’ampliamento di ciò che viene considerato patrimonio mobiliare ai fini ISEE. È qui che si gioca la vera differenza rispetto al 2025, perché il legislatore ha deciso di includere in modo esplicito alcune forme di disponibilità economica che fino ad oggi erano spesso sottovalutate o non immediatamente visibili.

Dal 2026, nel calcolo dell’ISEE dovranno essere considerati anche:

  • le giacenze in valuta detenute all’estero, cioè somme di denaro presenti su conti o strumenti finanziari fuori dall’Italia;
  • le criptovalute, indipendentemente dalla piattaforma su cui sono detenute;
  • le rimesse di denaro all’estero, comprese quelle effettuate tramite sistemi di money transfer o invio di contanti non accompagnato.

Si tratta di una precisazione normativa importante, perché rende esplicito l’obbligo di dichiarazione di queste risorse all’interno della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), base per il calcolo dell’ISEE.

Leggi anche: ISEE e immobili: tutte le novità previste dal Bilancio 2026

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Cosa cambia rispetto all’ISEE 2025

Negli anni precedenti, alcune di queste disponibilità economiche rientravano in zone grigie, con controlli non sempre automatici e un livello di tracciabilità variabile. Con l’ISEE 2026, invece, l’obiettivo è quello di allineare il valore dell’indicatore alla reale capacità economica del nucleo familiare, evitando che patrimoni non tradizionali restino esclusi dal calcolo.

In concreto, questo significa che:

  • famiglie con risparmi all’estero o criptovalute potrebbero vedere aumentare il proprio ISEE;
  • un indicatore più alto può tradursi in minore accesso a bonus e agevolazioni legate a soglie economiche.

Quando entrano in vigore le nuove regole ISEE 2026 e quali sono le scadenze

Uno degli aspetti più importanti da chiarire sull’ISEE 2026 riguarda i tempi di applicazione delle nuove regole, perché non tutte le novità avranno effetti immediati e automatici dal 1° gennaio.

Dal punto di vista normativo, le disposizioni contenute nella Legge di Bilancio entrano in vigore dal 1° gennaio 2026, ma la loro applicazione pratica è legata all’adozione di specifici decreti attuativi da parte del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia.

La Manovra stabilisce che:

  • i ministeri competenti debbano adottare un decreto per aggiornare il regolamento ISEE;
  • il decreto servirà a definire modalità operative e tecniche di inclusione dei nuovi elementi patrimoniali;
  • solo dopo questo passaggio le nuove regole potranno essere applicate in modo uniforme.

Una volta emanato il decreto attuativo:

  • enti, Comuni e amministrazioni che erogano prestazioni sociali agevolate avranno 90 giorni di tempo per adeguare i propri regolamenti;
  • durante questo periodo, le prestazioni già in corso continuano a essere erogate secondo le regole precedenti.

Un punto delicato riguarda le nuove richieste di bonus o agevolazioni:

  • le domande presentate dopo l’adeguamento normativo dovranno rispettare le nuove regole ISEE;
  • questo significa che, per alcune famiglie, l’ISEE 2026 potrebbe risultare più alto proprio al momento della presentazione della DSU.

In pratica, il 2026 sarà un anno di transizione, in cui vecchie e nuove regole potrebbero convivere per alcuni mesi, rendendo fondamentale conoscere tempistiche e scadenze per evitare brutte sorprese.+

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Quali bonus e agevolazioni possono cambiare con l’ISEE 2026

Le modifiche al calcolo dell’ISEE introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 non hanno effetti solo “tecnici”, ma possono incidere in modo diretto sull’accesso a numerose agevolazioni economiche. Un ISEE più alto, infatti, può determinare l’esclusione da bonus o una riduzione degli importi spettanti.

Tra le principali prestazioni che potrebbero risentire delle nuove regole rientrano:

  • Assegno unico e universale per i figli, il cui importo varia in base alle fasce ISEE;
  • Bonus sociali su luce, gas e acqua, riservati ai nuclei con ISEE sotto determinate soglie;
  • Bonus affitto e contributi per il sostegno alla locazione, spesso gestiti a livello comunale o regionale;
  • Agevolazioni per tasse universitarie, mense e alloggi per studenti, legate all’ISEE universitario;
  • Prestazioni sociali comunali, come riduzioni su servizi scolastici, trasporti e assistenza.

Leggi anche: Carta Acquisti 2026: requisiti, importi e novità dalla Legge di Bilancio

L’effetto concreto di un ISEE più alto

L’inclusione di nuove voci nel patrimonio mobiliare può comportare:

  • il superamento delle soglie ISEE previste per l’accesso a un bonus;
  • una riduzione dell’importo riconosciuto, anche senza perdere del tutto il beneficio;
  • l’esclusione da prestazioni locali che applicano criteri più rigidi.

È proprio su questo punto che l’ISEE 2026 rischia di avere l’impatto maggiore: famiglie che negli anni precedenti rientravano nei parametri potrebbero trovarsi fuori, pur senza un aumento reale del reddito.

Come fare l’ISEE: procedura, documenti e modalità

Per ottenere l’ISEE è necessario presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), il documento che contiene tutte le informazioni su redditi, patrimoni e composizione del nucleo familiare. La DSU è la base su cui viene calcolato l’indicatore e deve essere compilata con attenzione, perché eventuali omissioni o errori possono comportare sanzioni o la perdita delle agevolazioni.

Dove e come presentare la DSU

La DSU può essere presentata in tre modi:

  • online, attraverso il portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS;
  • tramite un CAF, che assiste gratuitamente nella compilazione;
  • presso il Comune, se previsto dal servizio locale.

Una volta inviata la DSU, l’ISEE viene normalmente rilasciato entro pochi giorni, salvo richieste di verifica o controlli aggiuntivi.

Documenti necessari

Per compilare correttamente l’ISEE servono:

  • documenti di identità e codici fiscali di tutti i componenti del nucleo;
  • dati sui redditi (di norma quelli di due anni prima);
  • dati sul patrimonio mobiliare e immobiliare, come conti correnti, risparmi, investimenti e immobili;
  • eventuale documentazione aggiuntiva per situazioni particolari (disabilità, separazioni, mutui).

Con l’ISEE 2026, sarà ancora più importante dichiarare correttamente tutto il patrimonio mobiliare, compresi eventuali rapporti finanziari detenuti all’estero.

Validità dell’ISEE

L’ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentato. Questo significa che:

  • va rinnovato ogni anno;
  • per accedere a bonus e agevolazioni nel 2026 sarà necessario presentare un ISEE aggiornato.

In caso di variazioni significative della situazione economica (perdita del lavoro, riduzione del reddito), è possibile richiedere l’ISEE corrente, che fotografa una situazione più recente.

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Domande frequenti sull’ISEE 2026 (faq)

Le criptovalute incidono sul calcolo dell’ISEE 2026?

Sì. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio, le criptovalute rientrano nel patrimonio mobiliare e devono essere dichiarate nella DSU. Il loro valore può quindi contribuire ad aumentare l’ISEE.

I conti e i risparmi all’estero vanno sempre dichiarati?

Sì. Le giacenze in valuta detenute all’estero devono essere considerate nel calcolo dell’ISEE 2026, indipendentemente dal Paese in cui si trovano o dall’importo depositato.

Le rimesse di denaro all’estero fanno aumentare l’ISEE?

Possono incidere sull’ISEE se rappresentano una disponibilità economica del nucleo familiare. La normativa include anche money transfer e invio di contanti all’estero tra gli elementi da considerare.

Cosa succede se non dichiaro tutto nella DSU?

Omissioni o dichiarazioni non corrette possono portare a:

  • perdita delle agevolazioni ottenute;
  • richiesta di restituzione delle somme;
  • sanzioni amministrative nei casi più gravi.

L’ISEE 2025 resta valido nel 2026?

No. Ogni ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione. Per accedere a bonus e prestazioni nel 2026 sarà necessario presentare un ISEE aggiornato.

È possibile correggere un ISEE già presentato?

Sì. In caso di errore è possibile presentare una nuova DSU, che sostituisce quella precedente e genera un ISEE aggiornato.