CIGD: problema Regioni? Non c’è chiarezza dal Governo

sblocco pagamenti inps
Condividi!

Ne abbiamo sentito tante finora sulla Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD), il Governo promette da mesi il pagamento in favore dei lavoratori beneficiari. Tanti sono i ritardi, e ancor più le lamentele di chi non può più permettersi di aspettare.

Con l’ufficializzazione del Decreto Rilancio però, sembra che il Governo stia mettendo le carte in tavola. La decisione è quella di velocizzare le pratiche escludendo dal processo di pagamento le Regioni. E affidando quindi tutto all’INPS.

In tanti oggi si chiedono per quale motivo tutto ciò non sia stato fatto prima. Ma soprattutto, si discute sulla ragione per la quale Conte prometteva lo sblocco dei pagamenti entro il 15 aprile, quando sapeva bene che le procedure complicate della burocrazia non l’avrebbero permesso.

CIGD: sistema lento e macchinoso

Con il Decreto Rilancio quindi, sappiamo che le Regioni, reputate la causa dei ritardi nel pagamento della cassa integrazione in deroga, saranno escluse dalla procedura. Il nuovo sistema non si applicherà alle richieste già presentate, ma entrerà in vigore con le nuove domande.

La proposta che ha portato il Governo a rivedere il meccanismo in atto è stata di Francesco Boccia (Ministro per gli affari regionali e le autonomie) e Nunzia Catalfo (Ministro del lavoro e delle politiche sociali) durante un incontro con i maggiori esponenti regionali.

Qui Boccia ha spiegato che il sistema previsto fino ad oggi dalla burocrazia italiana prevede che per l’erogazione della cassa integrazione in deroga siano necessari dai 3 ai 5 mesi. La procedura “standard” infatti, consiste in varie fasi.

La prima è quella della richiesta da parte delle imprese, successivamente le domande devono essere decretate dalle Regioni. A quel punto, l’INPS avvia una fase di controllo con le aziende, per confermare se il dipendente stia lavorando o meno. Solo alla fine di tutto ciò, l’istituto provvede ad erogare le somme che spettano ai beneficiari, o tramite l’impresa, o direttamente sul conto del lavoratore. A confermarlo anche Tridico.

Durigon: “hanno ingannato gli italiani, errore imperdonabile”

Al momento, tutti i problemi dovuti ai ritardi sembrano ricadere sulle Regioni, che risultano essere lente o addirittura “bloccate” nei processi. La ministra Catalfo ha comunque spiegato che il Governo non intende attribuire colpe alle istituzioni regionali, ma che adesso è necessario collaborare per far arrivare al più presto il denaro ai cittadini.

Di conseguenza, con il nuovo Decreto Rilancio la decisione è stata presa. La cassa integrazione in deroga sarà gestita dall’INPS, e le Regioni saranno messe da parte per ora.

In molti adesso si interrogano sul perché il Governo non sia stato chiaro dall’inizio sul procedimento necessario per lo sblocco della cassa integrazione. Promettendo il rilascio degli assegni ai lavoratori, quando sapevano bene che non sarebbero partiti prima dello svolgimento di tutto il processo.

Furiosa la Lega, che si scaglia contro il Governo e contro Tridico. Claudio Durigon ha affermato:

Dopo oltre un mese di attesa e milioni di lavoratori ancora senza Cig, Tridico approda nel mondo reale e si accorge che la procedura per erogarla era questa. Lenta e macchinosa. Allora perché il ministro Catalfo e Conte hanno ingannato gli italiani promettendo gli assegni entro il 15 aprile? Un errore imperdonabile. E oggi che Tridico non poteva più scaricare la colpa su nessuno ha dovuto ammettere l’iter perverso che esisteva rendendo la vita difficile ad aziende e lavoratori. Catalfo e Conte sbagliano ma la triste realtà è che gli italiani sono senza soldi”.