Condono e sanatoria: le differenze

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Il condono edilizio e la sanatoria edilizia sono due processi giuridici secondo cui sarebbe possibile alleviare o eliminare un’accusa di abuso edilizio. Parliamo di abuso edilizio quando ci troviamo di fronte ad un’opera costruita in maniera irregolare, senza i dovuti permessi o il rispetto degli stessi.

Di fronte ad una costruzione irregolare, c’è il rischio di andare incontro a pesanti sanzioni, in quanto si tratta di un reato di carattere sia amministrativo che penale. Come dicevamo pero, esiste la possibilità di sanare l’abuso tramite la sanatoria oppure il condono edilizio. Tra i due procedimenti però ci sono delle sostanziali differenze. Vediamo quali sono.

Condono e sanatoria: differenze legislative

La principale differenza tra sanatoria e condono è la valenza giuridica secondo cui è possibile procedere al ricorso. Se infatti la sanatoria (o accertamento di conformità), è regolata da una legge permanente e si può richiedere in qualsiasi momento, il condono è differente. Quest’ultimo infatti è stabilito da leggi temporanee, che vengono istituite in maniera straordinaria solo quando lo Stato ne ha la necessità. Queste leggi speciali oltretutto, hanno una data di scadenza, e in seguito a questa non sarà più possibile presentare la domanda di condono edilizio.

Durante la storia giuridica italiana infatti, i casi in cui è stata istituita la legge per il condono sono stati solamente 3. La prima nel 1985, con la Legge n.47 del 28 febbraio. La seconda nel 1994, con la Legge n.724 del 23 dicembre. E l’ultima nel 2003, con il decreto 269 del 30 settembre, e la seguente conversione in Legge n.326 del 24 novembre. Il governo decide di ricorre all’istituzione delle leggi sul condono, solo nel caso in cui siano presenti delle carenze nelle casse dello Stato, e quindi ci sia la necessità di integrare dei contributi ingenti. Dal 2003 non si è più verificato un episodio di condono edilizio. La sanatoria edilizia invece, come già detto, è una pratica sempre valente, ed è regolata dagli articoli n.36 e n.45 del D.P.R. 380 del 6 giugno 2001.

I parametri di concessione

L’ultima sostanziale differenza tra sanatoria e condono la troviamo nei criteri secondo cui vengono concessi. La sanatoria infatti, è uno strumento che serve a sanare le irregolarità edilizie di entità minore, diciamo abbastanza procedurali. Si concede solo quando la costruzione risulta abusiva, ma rispetta la doppia conformità agli strumenti urbanistici, ovvero non risultano contrasti tra la costruzione e il progetto iniziale, né siano state fatte modifiche alla struttura una volta decretato l’abuso.

La concessione dell’abuso edilizio invece, avviene senza delle condizioni specifiche da valutare. Si fa domanda di condono solamente nei casi di grave abusivismo, che non potrebbe essere sanato con l’accertamento di conformità. In questo caso quindi, i casi si valutano uno ad uno, senza precisi parametri, e si concedono degli speciali permessi che consentono all’accusato di regolarizzare la sua posizione in maniera totale, tramite il rilascio di una grossa somma di denaro.

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