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Barbeque in condominio: ecco regole e normative da rispettare

Barbeque in condominio: ecco regole e normative da rispettareBarbeque in condominio: ecco regole e normative da rispettare
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Con l’arrivo della primavera, barbeque e grigliate in terrazza o in giardino diventano momenti di convivialità quasi inevitabili. Tuttavia, mentre si gode del piacere della cucina all’aperto, è fondamentale assicurarsi che l’utilizzo del barbecue non sia sgradito o dannoso per gli altri condomini.

I fumi e gli odori possono facilmente invadere le abitazioni vicine, causando disagio e possibili tensioni.

Quali sono le normative da seguire per evitare spiacevoli controversie condominiali? Come si può rispettare il diritto alla tranquillità e alla salubrità degli spazi comuni?

Scopriamo insieme le regole e i consigli pratici per gestire al meglio queste situazioni.

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Fumi e immissioni: cosa dice la legge

Il proprietario di un’unità immobiliare in un condominio che utilizza il barbecue causando emissioni di fumo ha il dovere di rispettare i limiti di tollerabilità stabiliti dall’art. 844 del Codice Civile.

Articolo n° 844
Immissioni

Il proprietario di un fondo non puo’ impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilita’, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.
Nell’applicare questa norma l’autorita’ giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprieta’. Puo’ tener conto della priorita’ di un determinato uso.

Se il fumo supera questo limite, il vicino può richiederne la cessazione, come stabilito dal Tribunale di Nocera Inferiore il 17 luglio 2000.

Le emissioni di fumo e odori devono essere tali da non provocare un disturbo significativo, rendendo la qualità della vita dei vicini insostenibile. Non è necessario che il fumo provochi un danno concreto, poiché basta che sia idoneo a disturbare.

In ambito giudiziale, il giudice può fondare il proprio convincimento su prove di varia natura, inclusi testimoni che descrivano gli effetti delle emissioni. Inoltre, l’azione legale può essere intrapresa sia dal condomino che dall’inquilino.

Se le immissioni risultano insopportabili e frequenti, il giudice può obbligare il proprietario del barbecue a prendere misure adeguate per ridurre le immissioni e, in alcuni casi, a risarcire i danni non patrimoniali subiti dai vicini.

Leggi anche: Barbecue in condominio: conoscere i regolamenti e rispettare il vicinato

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Il regolamento condominiale

Prima di organizzare una grigliata, è essenziale consultare il regolamento condominiale. Questo documento può contenere clausole che vietano esplicitamente l’uso del barbecue o limitano la cottura di cibi negli spazi privati.

Le restrizioni di natura contrattuale sono legittime se formulate in modo chiaro e accettate da tutti i condomini. Tali norme possono imporre limiti più stringenti rispetto all’art. 844 del Codice Civile, rendendo quindi irrilevante il fatto che le immissioni di fumo siano tollerabili.

In presenza di tali disposizioni, ogni condomino può richiedere il rispetto del regolamento anche attraverso vie legali, basandosi non sulla lesione del diritto alla salute, ma sulla violazione del regolamento stesso, che tutela la tranquillità e la salubrità dell’intero condominio.

Approfondisci l’argomento: Regolamento condominiale: quali sanzioni per chi lo infrange?

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Le distanze legali da rispettare

Se il barbecue utilizzato è costituito da un manufatto in muratura con annesso comignolo, deve essere qualificato come forno e, conseguentemente, risulta applicabile l’art. 890 del Codice Civile.

Articolo n° 890
Distanze per fabbriche e depositi nocivi o pericolosi

Chi presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, vuole fabbricare forni, camini, magazzini di sale, stalle e simili, o vuol collocare materie umide o esplodenti o in altro modo nocive, ovvero impiantare macchinari, per i quali puo’ sorgere pericolo di danni, deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidita’, salubrita’ e sicurezza.

Questo articolo prevede che, per la costruzione di forni o camini vicino ai confini, si devono osservare le distanze stabilite dai regolamenti comunali o, in mancanza, adottare distanze sufficienti ad evitare pericoli alla solidità, salubrità e sicurezza.

Ciò implica una presunzione assoluta di nocività o pericolosità dei camini, superabile solo con l’adozione di opportuni accorgimenti, variabili in base alle situazioni concrete.

In caso di barbecue mobili, è comunque necessario rispettare la normativa sulle immissioni, le distanze legali e le eventuali prescrizioni contenute nei regolamenti comunali e condominiali, per evitare conflitti e garantire un utilizzo responsabile.

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Cosa può fare l’amministratore di condominio

L’art. 1131 del Codice Civile stabilisce che l’amministratore di condominio, nei limiti delle attribuzioni stabilite dall’articolo 1130 o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio o dall’assemblea, ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi.

Articolo n° 1131
Rappresentanza

Nei limiti delle attribuzioni stabilite ((dall’articolo 1130)) o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio o dall’assemblea, l’amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti e puo’ agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi.
Puo’ essere convenuto in giudizio per qualunque azione concernente le parti comuni dell’edificio; a lui sono notificati i provvedimenti dell’autorita’ amministrativa che si riferiscono allo stesso oggetto.
Qualora la citazione o il provvedimento abbia un contenuto che esorbita dalle attribuzioni dell’amministratore, questi e’ tenuto a darne senza indugio notizia all’assemblea dei condomini.
L’amministratore che non adempie a quest’obbligo puo’ essere revocato ed e’ tenuto al risarcimento dei danni.

In presenza di immissioni intollerabili, l’amministratore può intervenire legalmente qualora i disagi si ripercuotano nelle parti comuni dell’edificio o qualora venga violata una clausola del regolamento condominiale relativa alle immissioni.

Uno dei compiti principali dell’amministratore è quello di garantire l’osservanza del regolamento di condominio, proteggendo così la tranquillità e la salubrità dell’intero condominio.

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Conclusioni

Per evitare spiacevoli controversie legate all’uso del barbecue in condominio, è fondamentale conoscere e rispettare le normative vigenti, sia a livello legislativo che regolamentare.

L’art. 844 del Codice Civile stabilisce i limiti di tollerabilità delle immissioni di fumo e odori, e in caso di superamento di tali limiti, i vicini possono richiedere la cessazione delle attività moleste e, se necessario, ottenere risarcimenti.

Inoltre, è importante consultare il regolamento condominiale, che può contenere restrizioni specifiche sull’uso del barbecue. Infine, l’amministratore di condominio gioca un ruolo cruciale nel garantire il rispetto delle norme e nel risolvere eventuali conflitti.

Seguendo questi consigli, si può godere del piacere delle grigliate in modo responsabile e rispettoso nei confronti degli altri condomini.



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TAGS: amministratore di condominio, barbeque, barbeque condominio, conflitti condominiali, distanze legali barbecue, grigliate in condominio, immissioni intollerabili, normativa barbecue, regolamento condominiale

Autore: Andrea Dicanto

Autore Andrea Dicanto
Appassionato Progettista esperto nel settore dell'Edilizia, delle Costruzioni e dell'Arredamento. Fin da giovane ho sempre studiato ed analizzato problematiche che vanno dalle questioni statiche di edifici e costruzioni fino al miglior modo di progettare ed arredare gli spazi interni, strizzando l'occhio alle nuove tecnologie soprattutto in ambito sismico.

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