Con la denominazione “Denuncia di inizio attività” o "Dichiarazione inizio attività", conosciuta anche con la sigla “DIA”, si intende indicare oggi solo un documento che serve per richiedere alcuni permessi utili per svolgere lavori come ad esempio manutenzione straordinaria. Prima del 2010 però, la DIA bastava per poter svolgere direttamente tali lavori, senza che si dovesse richiedere la SCIA, documento invece oggi obbligatorio, pena l’impossibilità di svolgere ristrutturazioni persino nel proprio appartamento. È bene quindi sottolineare che la DIA non è una certificazione, ma un documento che funge da auto-dichiarazione redatta dal committente dei lavori ed anche da un tecnico specializzato.
Dichiarazione di inizio attività
differenza tra ieri e oggi
La “Denuncia di inizio attività”, nota anche con la sigla “DIA”, è stata ideata nel 2001, ma nel 2010 lo Stato italiano ha modificato completamente lo scopo per cui viene utilizzata. Inizialmente infatti, prima del 2010, tale denuncia serviva come vera e propria autocertificazione, per dichiarare l’inizio di lavori di ristrutturazione nel proprio appartamento, oppure lavori di manutenzione straordinaria. In alcuni casi poteva anche servire per demolire edifici o alcune loro parti, oppure anche costruirli. Oggi tali scopi appartengono alla documentazione chiamata “SCIA”, mentre la DIA serve solo come autodichiarazione. Di conseguenza, si potrebbe dire che abbia perso il suo antico ruolo, e ad oggi rimane un documento che serve solo per richiedere la SCIA. Dopo il 2010, ci sono state numerose modifiche legislative, riguardanti questo argomento. Oggi è stata creata la “Super DIA”, con la quale è possibile iniziare interventi urbanistici mirati a costruire nuovi edifici. La DIA invece può essere presentata solo per richiedere interventi che non vadano a modificare volumetrie, destinazione d’uso dell’edificio, categoria edilizia.
Denuncia di inizio attività: come presentarla
Certamente, non basta preparare una DIA per poi iniziare i lavori che si intende svolgere. Prima infatti, occorre ottenere l’approvazione di questa denuncia. Per poter presentare la documentazione, occorre recarsi agli sportelli del Comune di appartenenza, o quello dove è ubicato l’edificio, e attendere circa 30 giorni. Dopo aver ottenuto il permesso, sarà possibile svolgere i lavori che ci si era predisposti di fare. Si deve ricordare però che la DIA, per essere convalidata, deve mostrare in modo molto chiaro la situazione attuale dell’edificio, e quella futura. Per questo motivo, è obbligatorio che la DIA sia redatta sia dal committente dei lavori, sia da un tecnico specializzato. Se vuoi rimanere sempre aggiornato riguardo tutti i dettagli della DIA oppure avere tutte le informazioni necessarie per richiederne, continua la navigazione su questo sito e controlla le news nell'apposita categoria.
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La DIA in passato aveva maggiore considerazione. Ma ancora oggi è valido per alcuni interventi edilizi non particolarmente rilevanti. Ma ora, in che modo va sottoscritta la DIA? E con quali condizioni si concede l’approvazione? Vediamolo di seguito.
La DIA (Denuncia di Inizio Attività) è un atto amministrativo tutt'oggi valido in Italia. Dal 2010, le sue funzioni sono state in gran parte sostituite con la nascita della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
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