Cappotto termico esterno ed interno: in cosa consiste

cappotto termico

Il cappotto termico, in sostanza, è il sistema di isolamento che si applica all’esterno o all’interno dell’edificio. In questo modo, è possibile proteggere la struttura da eventuali fenomeni climatici estremi. Ma non è finita qui, perché i vantaggi sono davvero innumerevoli.

La tipologia di cappotto termico più utilizzata è quella esterna. A livello europeo, l’associazione EAE (European Association for Etics) ha certificato un sistema isolante chiamato appunto ETICS (External Thermal Insulation Composite System).

Si tratta di un kit prefabbricato composto da più strati che si applica alla facciata dell’edificio. È stata la Commissione UE a richiedere la realizzazione di tale struttura, alla quale hanno collaborato i migliori esponenti a livello europeo. Per l’Italia, ha contribuito il Consorzio Cortexa, che racchiude le aziende più riconosciute del settore.

Cappotto termico esterno: composizione e benefici

Il cappotto termico esterno, come abbiamo già accennato, non è un blocco unico, ma è composto da più strati. La struttura è formata in ordine da:

  1. Malta collante;
  2. Pannello isolante;
  3. Tasselli di fissaggio;
  4. Uno strato di intonaco di base;
  5. La rete di armatura;
  6. Un secondo strato di intonaco di base;
  7. Uno strato di primer;
  8. Intonaco di finitura;
  9. Eventuali accessori aggiuntivi a seconda della struttura.

I benefici che il cappotto termico esterno porta sono davvero numerosi. Uno tra questi, è sicuramente il risparmio energetico e il taglio dei consumi.

La presenza di una protezione esterna all’abitazione infatti, migliora e adatta le temperature interne. Il cappotto termico infatti permette di ottenere un ambiente confortevole, che protegge la casa dal caldo o dal freddo esterno. Lo stesso Consorzio Cortexa ha decretato che con l’applicazione di un adeguato cappotto, la necessità di refrigerio durante i mesi estivi si riduce del 50%.

Questo sistema si sviluppa poi come una reazione a catena. Una maggiore efficienza energetica infatti, vuol dire anche ridurre il bisogno di materiali fossili provenienti dai Paesi non europei. Ciò porta quindi a garantire una più sicura indipendenza energetica, e a favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili. Senza contare che le emissioni di Co2 prodotte dall’edificio si ridurrebbero a 0.

Il cappotto termico esterno rappresenta dunque sempre la prima scelta per assicurare una totale protezione della struttura. Esistono però dei casi in cui non è possibile intervenire esternamente, e quindi si sceglie di applicare il cappotto termico interno.

Cappotto interno: quando si applica?

Generalmente, quando non è possibile intervenire esternamente, la causa è data da vincoli architettonici o condominiali. Scegliendo l’applicazione interna infatti, è possibile isolare anche delle singole unità presenti all’interno di un condominio. Senza per forza dover coinvolgere l’intero edificio.

Il cappotto interno viene realizzato solitamente con pannelli isolanti in polistirene, ricoperti di cartongesso e supportati da una struttura metallica. Ci sono però anche delle soluzioni naturali, per le quali di sceglie di utilizzare materiali come la canapa o il sughero.

Rispetto a quello esterno, il cappotto termico interno comporta sicuramente una posa più rapida e anche dei costi ridotti. Seppur, ovviamente, anche i benefici saranno minori.

Uno dei vantaggi nell’applicare la tipologia di cappotto interna, si trova nell’innalzamento delle temperature superficiali. Ciò significa che si otterrà un miglioramento del livello di umidità presente in casa, e una totale eliminazione della creazione di condensa.

Anche qui certamente si avrà un grande risparmio di consumi, perché l’edificio risulterà maggiormente protetto dal cambio di temperatura esterno. Attenzione però, perché scegliendo questa tipologia di cappotto, la superficie interna dell’abitazione si ridurrà. Ed è necessario quindi valutare prima lo spessore della struttura a seconda delle dimensioni dell’edificio.




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