Bollino Blu Caldaia: cos’è, chi deve farlo e costi

bollino blu caldaia

Il freddo inverno sta arrivando. Anzi, in alcune regioni dell’Italia sembra essersi già stabilito senza lasciare spazio ai mesi dell’autunno. In questo periodo sempre più persone iniziano ad informarsi sulle condizioni del proprio impianto di riscaldamento. Sarà a norma o potreste avere dei problemi?

Come funziona il famigerato Bollino Blu Caldaia, e chi è tenuto a farlo per legge? Oggi scopriremo tutto quello che c’è da sapere sulle regole e le manutenzioni da effettuare alla caldaia, in questo modo potrete affrontare i mesi più freddi in tutta tranquillità e senza preoccupazioni.

Bollino Blu Caldaia: cos’è e quando va fatto

Il Bollino Blu Caldaia è una certificazione obbligatoria da tanto tempo, istituita con la legge n.192 del 19 agosto 2005, pubblicata sulla Gazzetta il 23 settembre 2005. Si tratta di una documentazione che attesta gli avvenuti controlli all’impianto, ma non solo. Grazie al Bollino Blu, si accerta anche se i gas inquinanti emessi dalla caldaia rispettano i criteri ambientali permessi dalle norme.

Le scadenze di tempo secondo cui i controlli vanno eseguiti nuovamente dipendono dal tipo di caldaia che si possiede e dalla decisione del tecnico che ne effettua la revisione. Per cui, non esiste una data precisa secondo cui è obbligatorio effettuare il controllo, questo dipenderà da caso a caso.

Non ci sono quindi dei paletti tempistici precisi per tutti, esistono però delle regole generali descritte dalla legge che ogni cittadino responsabile di una caldaia è tenuto a seguire. I controlli Bollino Blu Caldaia 2019-2020 devono essere effettuati obbligatoriamente:

  • Ogni 4 anni per le caldaie domestiche alimentate a gas con potenza tra i 10 e i 100 kW/h;
  • Ogni 2 anni per le caldaie a combustibile liquido con potenza massima fino a 100 kW/h;
  • Una volta ogni anno per gli impianti alimentati con GPL, gas o metano, con potenza tra i 35 e i 350 kW/h;
  • Una volta all’anno per gli impianti con potenza maggiore di 350 kW/h, alimentati a gas, metano o GPL.

Queste le regole generali stabilite dalla norma, anche se comunque il Ministero dell’Ambiente esorta i cittadini a non aspettare mai più di due anni tra una revisione e l’altra, e a seguire sempre i consigli del tecnico che effettua il controllo.

Chi deve fare il Bollino Blu e quali sono i costi

È tenuto ad eseguire una periodica manutenzione chiunque possieda una caldaia, nessuno escluso. Il proprietario che ha registrato l’impianto a suo nome è il diretto responsabile dell’esecuzione dei controlli, ed è quindi obbligato a rispettare i tempi stabiliti per le verifiche.

La manutenzione della caldaia deve essere effettuata unicamente da un tecnico specializzato, che dovrà effettuare le seguenti operazioni:

  • Manutenzione generale dell’impianto;
  • Controllo dei fumi;
  • Pulizia del bruciatore.

Effettuati i controlli, l’esperto rilascerà il Bollino Blu Caldaia 2019-2020, che servirà ad attestare la sicurezza della caldaia, le sue prestazioni di efficientamento termico e il suo impatto inquinante sull’ambiente.

Per quanto riguarda i costi delle revisioni invece, dipenderanno ovviamente dal tipo di impianto e dal genere di lavoro che il tecnico si troverà ad eseguire. Generalmente però si aggirano tra i 90 e i 120 euro solo per la revisione e per il rilascio del Bollino Blu Caldaia. Il prezzo lieviterà di parecchio se invece l’impianto necessita di manutenzioni ordinarie o straordinarie.




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