Addetto Antincendio: definizione, formazione e mansioni

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L’Addetto Antincendio è una figura fondamentale all’interno di un cantiere. La sua nomina è inoltre prevista per legge, con il D. Lgs. n. 81 del 8 aprile 2008, recante “Testo Unico Sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro”.

L’addetto incaricato è una figura professionale che ha il compito di occuparsi di tutto ciò che concerne la prevenzione e la gestione delle emergenze. Vediamo come funziona la nomina dell’addetto antincendio e quali sono le sue mansioni.

Addetto Antincendio: la valutazione del rischio

Il cosiddetto Addetto alla Lotta Antincendio è colui che, all’interno di un luogo di lavoro, deve essere a conoscenza di tutte le misure da adottare nel caso in cui dovesse scoppiare un incendio.

La sua nomina è obbligatoria e, a seconda della grandezza del luogo di lavoro e del numero dei dipendenti, sarà necessario designare più di una figura allo svolgimento di tale ruolo.

Per quanto riguarda i cantieri edili, la formazione della figura professionale viene condotta in base al livello di rischio presente nel luogo di lavoro.

Il rischio è elevato quando:

  • Gli operai lavorano in luoghi sotterranei come gallerie, pozzi o caverne, ad una profondità che supera i 50 metri;
  • Si utilizzano materiali esplosivi.

È medio invece quando si impiegano sostanze infiammabili e fiamme libere all’interno di un cantiere chiuso. Mentre il rischio è basso se gli operai lavorano con materiali scarsamente infiammabili e la possibilità di propagazione delle fiamme è quasi inesistente.

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Formazione in base al possibile rischio di incendio

La formazione che dovrà seguire un addetto antincendio all’interno di un cantiere con rischio elevato dura 16 ore, e comprende:

  • 4 ore di conoscenza generale sulle possibili cause di incendio in relazione al proprio luogo di lavoro specifico. Inclusi i principi primari della combustione, i possibili rischi per le persone e i luoghi, e la prevenzione antincendio;
  • Ulteriori 4 ore per la materia di protezione antincendio. Che comprende le misure di protezione passiva, la conoscenza delle attrezzature e dei sistemi d’allarme per la lotta antincendio, nonché la segnaletica di sicurezza, gli impianti elettrici e le illuminazioni di sicurezza;
  • 4 ore per le procedure da adottare in caso scoppi un incendio. Dunque, modalità e tempi di evacuazione dello stabile, chiamata ai servizi di soccorso, eventuale collaborazione con i vigili del fuoco, e generale gestione della situazione d’emergenza;
  • Ultime 4 ore riguardano invece le esercitazioni pratiche in merito alle attrezzature di protezione da indossare (tute, maschere, ecc.) e agli strumenti necessari per lo spegnimento dell’incendio, come gli estintori;
  • Verifica finale.

Per i cantieri con rischio antincendio medio, il corso di formazione dura invece 8 ore e non prevede la verifica finale. In questo caso, l’addetto seguirà 2 ore di corso in materia di prevenzione e 3 ore invece per le procedure da adottare in caso di incendio. Infine, seguiranno 3 ore di esercitazioni pratiche.

I luoghi di lavoro con rischio basso prevedono che il professionista segua solamente 4 ore di corso di formazione. Di queste, 1 ora sarà legata alla prevenzione antincendio, 1 ora alle procedure da adottare dopo l’eventuale innesco, e 2 ore di esercitazioni pratiche. Anche in questo caso, non è prevista una verifica finale.

Mansioni del professionista in seguito allo scoppio dell’incendio

Durante il normale svolgimento del lavoro, la mansione di un addetto alla lotta antincendio all’interno di un cantiere è principalmente una sola. Ovvero, quella di verificare che tutte le attrezzature necessarie in caso di emergenza siano integre e pronte all’uso. Dovrà mettere in pratica quindi ciò che ha imparato in materia di prevenzione.

Nel momento in cui scoppia l’emergenza invece, vediamo di seguito i compiti operativi che il professionista sarà tenuto a svolgere passo per passo. Egli dovrà:

  1. Recarsi tempestivamente presso il luogo in cui si è verificata l’emergenza per valutarne la gravità;
  2. Nel caso l’incendio sia di lieve entità e possa essere gestito con gli estintori, egli dovrà farne uso per tentare di spegnere le fiamme;
  3. Se non fosse possibile gestire autonomamente l’incendio, egli dovrà immediatamente far evacuare la struttura, e attivare le segnalazioni d’allarme;
  4. Ordinare al centralino di chiamare i soccorsi esterni. O, nel caso non sia presente un centralino, provvedere a chiamare i soccorsi da sé;
  5. Mettere in sicurezza valvole e interruttori per evitare perdite di gas e di corrente elettrica;
  6. Tentare di isolare il focolaio, assicurandosi che le porte tagliafuoco siano chiuse;
  7. Assicurarsi che tutti lascino l’edificio e si rechino presso il punto esterno di ritrovo;
  8. Nel caso non tutti siano presenti all’appello, il professionista dovrà iniziare le operazioni di ricerca e avvisare i soccorsi esterni;
  9. Supportare l’intervento dei soccorsi dando tutte le informazioni necessarie per la riuscita dell’operazione;
  10. Segnalare la fine dell’emergenza, quando il pericolo sarà cessato;
  11. Occuparsi di eseguire gli appositi accertamenti sulla sicurezza del fabbricato e degli impianti, per permettere al cantiere di riaprire in sicurezza. E chiedere infine la ripresa delle attività.