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CNI, architetti, Inarcassa, Fondazione Inarcassa e OICE chiedono lo stralcio della proposta sulle quote 2027 dei crediti Superbonus. Che cosa cambierebbe.
I rappresentanti delle professioni tecniche chiedono a Governo e Parlamento di eliminare dalla Manovra la disposizione che allungherebbe l’utilizzo di alcune quote dei crediti Superbonus. La presa di posizione è contenuta nel comunicato congiunto del 6 novembre 2026 di Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale degli architetti PPC, Fondazione Inarcassa, Inarcassa e OICE.
Il confronto riguarda l’articolo 37 del disegno di legge di Bilancio 2027. La proposta ripartisce in dieci rate le quote utilizzabili in compensazione nel 2027 dei crediti da cessione o sconto relativi alle spese Superbonus del 2023, con un’esclusione espressa. La Manovra non è ancora legge: la novità di oggi è la richiesta di stralcio avanzata dalle organizzazioni.
Sommario
Le organizzazioni contestano il cambiamento delle condizioni economiche di attività già eseguite, fatturate e contabilizzate. Nel comunicato sostengono che il rinvio metterebbe sotto pressione la liquidità di imprese, società di ingegneria e professionisti e renderebbe meno affidabile la programmazione finanziaria.
Chiedono quindi lo stralcio dell’articolo 37 e un confronto urgente con il Ministero dell’Economia e con le commissioni parlamentari. Qualora restasse necessario intervenire sulle compensazioni per ragioni di finanza pubblica, sollecitano soluzioni alternative che tutelino i titolari dei crediti. Sono le valutazioni e le richieste dei firmatari, da distinguere dal contenuto della disposizione proposta.
Il primo comma dell’articolo 37 del testo all’esame della Camera seleziona una quota precisa: quella utilizzabile in compensazione nel 2027, derivante dalle comunicazioni di cessione o sconto in fattura relative a spese sostenute nel 2023 per gli interventi Superbonus richiamati dall’articolo 119 del decreto-legge 34/2020.
Quella quota annuale verrebbe a sua volta divisa in dieci rate uguali. Per individuare la posizione interessata occorre quindi tenere separati anno della spesa, origine del credito e anno di utilizzo: la sola data in cui un credito è stato acquistato non ricostruisce tutti i presupposti.
È il meccanismo già illustrato nella nostra notizia del 4 novembre. L’aggiornamento riguarda ora l’intervento delle rappresentanze professionali per modificarlo durante l’iter della Manovra.
Consideriamo un esempio ipotetico: un’impresa dispone di una quota di credito da 10.000 euro, utilizzabile nel 2027 e compresa nella proposta. Con la nuova ripartizione quella quota diventerebbe dieci rate annuali da 1.000 euro. Il valore nominale considerato rimarrebbe 10.000 euro; cambierebbe il tempo necessario per utilizzarlo.
La compensazione consente di impiegare un credito fiscale per ridurre i versamenti dovuti secondo le regole applicabili. Non coincide con un bonifico dello Stato sul conto dell’impresa. Per questo una variazione del calendario può incidere sulla cassa anche senza cancellare nominalmente una parte del credito.
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Descrivi il tuo caso: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a professionisti e imprese del settore.
Richiedi informazioni gratisSe l’operatore aveva inserito quella compensazione nel proprio piano dei pagamenti, dovrebbe confrontare le rate disponibili con le scadenze fiscali e le altre risorse. Per stimare un eventuale costo finanziario servirebbero però dati ulteriori, come fabbisogno di cassa, durata e condizioni di un finanziamento: dal semplice esempio non si può ricavare una perdita economica uguale per tutti.
Il testo esclude dalla nuova ripartizione le quote relative alle spese per le quali sia stata esercitata l’opzione dell’articolo 9, comma 4, del decreto-legge 176/2022. Questa disposizione disciplina la possibilità di utilizzare in dieci rate determinati crediti da cessione o sconto, su comunicazione del fornitore o del cessionario e alle condizioni previste.
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Nel controllo della posizione serve quindi individuare quale opzione sia stata effettivamente esercitata. La generica indicazione “credito in dieci anni” può riferirsi a percorsi differenti. Per ricostruire le distinzioni introdotte nel 2023 è disponibile l’approfondimento su cessione del credito, detrazione diretta e rateizzazione del Superbonus.
Il primo passaggio per il titolare del credito e il suo consulente è ricostruire le quote interessate, utilizzando posizione fiscale e documenti dell’operazione. Il prospetto dovrebbe distinguere:
Su questa base si possono confrontare lo scenario attuale e quello descritto dalla proposta. Il confronto aiuta a misurare l’esposizione del singolo operatore e a preparare le decisioni, mantenendo distinta una simulazione dalla disciplina che sarà definitivamente approvata. Chi utilizza direttamente una detrazione nella dichiarazione dei redditi segue un percorso diverso da quello dei crediti ceduti o ottenuti tramite sconto individuati dal comma.
La scheda ufficiale della Camera colloca il disegno di legge C. 3174-bis in prima lettura, assegnato alla Commissione Bilancio in sede referente. La richiesta delle organizzazioni entra in questa fase del confronto: per conoscere il risultato occorrerà seguire le eventuali modifiche e la formulazione che completerà l’iter parlamentare.
Al 6 novembre, dunque, la disposizione è ancora una proposta. Per chi possiede i crediti il dato da preparare è l’importo della quota effettivamente coinvolta; per la notizia da seguire, il punto è se e come il Parlamento risponderà alla richiesta di stralcio.
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