Il bonus ristrutturazioni 2026 resta al 50% con tetto di 96.000 euro. Confermate regole, beneficiari e modalità di detrazione per lavori edilizi su abitazioni e condomini.

Il bonus ristrutturazioni viene confermato anche per il 2026 alle stesse condizioni del 2025, una notizia che rassicura chi ha in programma lavori sulla propria abitazione. La nuova Legge di Bilancio non introduce tagli improvvisi né stravolgimenti, ma proprio questa continuità ha generato molta confusione tra annunci, bozze e interpretazioni circolate negli ultimi mesi.
Fare chiarezza è quindi fondamentale per capire cosa è realmente rimasto invariato, quali regole continuano ad applicarsi e quali aspetti, invece, vanno letti in prospettiva per gli anni successivi.
Il bonus ristrutturazioni è davvero identico a quello dello scorso anno? Ci sono limiti o condizioni da conoscere prima di avviare i lavori? E cosa deve aspettarsi chi guarda già al 2027?
Sommario
Per il 2026 il bonus ristrutturazioni resta confermato nella sua struttura principale, senza modifiche rispetto all’anno precedente. L’agevolazione consente di beneficiare di una detrazione Irpef pari al 50% delle spese sostenute, calcolata su un importo massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo, da portare in diminuzione dell’imposta dovuta nella dichiarazione dei redditi.
Si tratta quindi di una misura stabile, che continua a rappresentare il riferimento principale per chi effettua interventi di recupero del patrimonio edilizio. La conferma del 50% elimina l’incertezza che aveva accompagnato il dibattito pre-Manovra e consente ai contribuenti di pianificare i lavori senza il rischio di riduzioni improvvise dell’agevolazione.
Restano valide anche nel 2026 le regole generali già note: il bonus si applica alle spese effettivamente sostenute e documentate, pagate con strumenti tracciabili e correttamente indicate in dichiarazione.
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Advertisement - PubblicitàAnche nel 2026 il bonus ristrutturazioni si applica a una platea molto ampia di interventi edilizi, purché rientrino nelle categorie previste dalla normativa sul recupero del patrimonio edilizio. L’agevolazione riguarda innanzitutto i lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia eseguiti su singole unità immobiliari a uso abitativo e sulle loro pertinenze.
Sono ammessi, ad esempio, gli interventi che comportano modifiche strutturali o funzionali dell’immobile, come il rifacimento degli impianti, la realizzazione o l’eliminazione di tramezzi, il consolidamento delle strutture, la sostituzione degli infissi con modifica di materiale o tipologia, nonché la riorganizzazione degli spazi interni.
Restano escluse, invece, le opere di manutenzione ordinaria sulle singole abitazioni, come tinteggiature o riparazioni di lieve entità, che continuano a non beneficiare della detrazione se non eseguite su parti comuni condominiali.
| Tipologia di intervento | Descrizione | Ammesso su singole abitazioni | Ammesso su parti comuni condominiali |
|---|---|---|---|
| Manutenzione straordinaria | Opere e modifiche necessarie per rinnovare o sostituire parti anche strutturali dell’edificio | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Ristrutturazione edilizia | Interventi che trasformano l’immobile (modifica distribuzione spazi, volumetrie consentite) | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Restauro e risanamento conservativo | Opere per conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Manutenzione ordinaria | Tinteggiatura, sostituzione pavimenti, riparazioni | ❌ No | ✅ Sì |
| Rifacimento impianto elettrico | Adeguamento o rifacimento completo dell’impianto | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Rifacimento impianto idraulico | Sostituzione tubazioni, bagni, cucine | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Consolidamento strutturale | Interventi su fondazioni, solai, muri portanti | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Eliminazione barriere architettoniche | Ascensori, servoscala, rampe (anche per disabili) | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Sostituzione infissi con modifica | Cambio finestre con diversa tipologia o materiale | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Realizzazione o rifacimento bagni | Rifacimento completo con impianti | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Realizzazione scale interne | Scale fisse interne all’abitazione | ✅ Sì | ❌ No |
| Messa in sicurezza | Interventi antisismici non rientranti nel sismabonus | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Opere per prevenzione illeciti | Cancelli, grate, porte blindate, sistemi antifurto | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Cablaggio e reti | Realizzazione reti dati e cablaggi | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Bonifica amianto | Rimozione e smaltimento materiali contenenti amianto | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Opere post eventi calamitosi | Ripristino immobili danneggiati | ✅ Sì | ✅ Sì |
| Autorimesse e posti auto | Realizzazione o acquisto pertinenziale | ✅ Sì | ❌ No |
Per quanto riguarda i condomini, il bonus ristrutturazioni spetta anche per gli interventi di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni dell’edificio, come scale, facciate, tetti, cortili e impianti condivisi. In questi casi, la detrazione spetta al singolo condomino in proporzione alla quota millesimale e alle spese effettivamente versate, secondo quanto certificato dall’amministratore.
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Il bonus ristrutturazioni 2026 non è riservato esclusivamente ai proprietari di casa, ma spetta a una platea molto ampia di soggetti, purché sostengano effettivamente le spese e risultino intestatari dei relativi pagamenti. Possono accedere alla detrazione, infatti, i proprietari e i nudi proprietari, ma anche gli usufruttuari, i titolari di diritti di uso, abitazione o superficie, nonché i locatari e i comodatari, a condizione che abbiano il consenso del proprietario all’esecuzione dei lavori.
Rientrano tra i beneficiari anche i familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile, come coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado, purché la convivenza risulti già in essere al momento dell’inizio dei lavori. In questi casi, la detrazione spetta a chi ha sostenuto la spesa, anche se non intestatario dell’immobile, a patto che i bonifici e le fatture siano correttamente riferibili al soggetto che richiede l’agevolazione.
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Il bonus è riconosciuto anche ai condomini, con riferimento agli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, e ai soggetti che producono reddito imponibile in Italia, dal momento che la detrazione opera esclusivamente in diminuzione dell’Irpef.
Restano invece esclusi coloro che non hanno imposta da compensare, salvo i casi in cui la norma
Advertisement - PubblicitàPer non perdere il diritto alla detrazione, il rispetto delle modalità di pagamento e degli adempimenti documentali è fondamentale. Anche nel 2026, le spese agevolate con il bonus ristrutturazioni devono essere pagate tramite bonifico parlante, ovvero un bonifico bancario o postale specificamente predisposto per le detrazioni fiscali.
Nel bonifico devono essere indicati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita IVA del soggetto che esegue i lavori.
Oltre al pagamento tracciabile, è necessario conservare tutta la documentazione relativa agli interventi. In particolare, devono essere conservate le fatture o ricevute fiscali che attestano le spese sostenute, le ricevute dei bonifici, le eventuali abilitazioni amministrative richieste per i lavori (come CILA, SCIA o permesso di costruire) oppure, nei casi in cui non siano previste autorizzazioni, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che indichi la data di inizio dei lavori e la tipologia di intervento.
Per gli interventi effettuati su parti comuni condominiali è inoltre indispensabile la certificazione rilasciata dall’amministratore, che attesti l’ammontare delle spese imputabili a ciascun condomino e la conformità dei lavori eseguiti.
Tutti i documenti devono essere conservati per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate e indicati correttamente in dichiarazione dei redditi, poiché errori formali o pagamenti non conformi possono comportare la perdita dell’agevolazione.
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Il bonus ristrutturazioni 2026 viene recuperato dal contribuente sotto forma di detrazione Irpef ripartita in dieci rate annuali di pari importo. La prima quota può essere portata in detrazione a partire dalla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese. Questo significa che i lavori pagati nel 2026 daranno diritto alla prima rata nella dichiarazione presentata nel 2027.
La detrazione deve essere indicata correttamente nel modello 730 o nel modello Redditi Persone Fisiche, riportando i dati catastali dell’immobile, l’anno di sostenimento della spesa e l’importo complessivo. In caso di più interventi sullo stesso immobile, è necessario prestare attenzione al tetto massimo di spesa, che resta unico per unità immobiliare, anche se i lavori sono eseguiti in momenti diversi.
Esistono inoltre alcune situazioni che possono comportare la perdita del beneficio fiscale. La detrazione decade, ad esempio, in caso di pagamenti effettuati con modalità diverse dal bonifico parlante, di mancata conservazione della documentazione o di lavori non conformi ai titoli edilizi richiesti. Ulteriori criticità possono emergere se l’immobile viene venduto prima del completamento delle rate: in assenza di un accordo diverso tra le parti, le quote residue della detrazione si trasferiscono automaticamente all’acquirente dell’immobile.
Advertisement - PubblicitàNel 2026 il bonus ristrutturazioni continua a rappresentare l’agevolazione edilizia più stabile e “sicura”, soprattutto se confrontata con altri bonus che hanno subito riduzioni o rimodulazioni. A differenza di ecobonus e sismabonus, che prevedono percentuali variabili e requisiti tecnici più stringenti, il bonus ristrutturazioni mantiene una disciplina semplice, applicabile a una vasta gamma di interventi senza necessità di certificazioni energetiche o miglioramenti di classe.
È importante chiarire che non è possibile detrarre due volte la stessa spesa utilizzando bonus diversi. Tuttavia, sullo stesso immobile è possibile usufruire di agevolazioni differenti per interventi diversi, purché le spese siano chiaramente distinte e ciascuna rispetti i requisiti del bonus utilizzato. Ad esempio, una ristrutturazione interna può rientrare nel bonus ristrutturazioni, mentre un intervento di efficientamento energetico potrà accedere all’ecobonus, se in possesso dei requisiti previsti.
Il bonus ristrutturazioni resta quindi la scelta più indicata per chi deve eseguire lavori edilizi “tradizionali”, come il rifacimento degli impianti o la redistribuzione degli spazi interni, mentre gli altri bonus risultano più convenienti solo in presenza di interventi specifici e tecnicamente qualificati. Questa distinzione diventa fondamentale per pianificare correttamente i lavori e massimizzare il beneficio fiscale senza rischiare contestazioni.
Alla luce delle conferme introdotte dalla Legge di Bilancio, il bonus ristrutturazioni 2026 si conferma come l’agevolazione edilizia più affidabile e facilmente accessibile per chi intende intervenire sulla propria abitazione. La stabilità della detrazione al 50%, unita a regole ormai consolidate, consente di programmare i lavori con maggiore serenità rispetto ad altri bonus più complessi o soggetti a continue modifiche.
Il bonus ristrutturazioni continua a essere particolarmente vantaggioso per interventi di recupero edilizio tradizionale, sia su singole abitazioni sia su parti comuni condominiali, senza l’obbligo di rispettare requisiti tecnici stringenti. Proprio questa semplicità rende fondamentale una corretta informazione: conoscere limiti, modalità di pagamento e documentazione richiesta è essenziale per evitare errori che potrebbero compromettere il diritto alla detrazione. Nel 2026, quindi, più che inseguire nuove agevolazioni, conviene sfruttare al meglio uno strumento già collaudato e pienamente operativo.




