Bonus Prima Casa, Cassazione e Agenzia delle Entrate nuovamente in contrasto

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Corte di Cassazione e Agenzia delle Entrate nuovamente in disaccordo. Questa volta il caso riguarda le case in affitto e il Bonus sulla Prima Casa. La questione è: nel caso in cui si possieda una casa e la si affitti, è possibile richiedere il Bonus Prima Casa per l’acquisto di una seconda proprietà?

La Corte di Cassazione ha aperto il grande dubbio lo scorso 27 luglio 2018 tramite un’ordinanza. Un anno dopo arriva la risposta dell’Agenzia delle Entrate, che nega in ogni caso questa possibilità. La risposta all’interpello n.378 del 10 settembre 2019 infatti, esclude chi è già proprietario di una casa, di acquistarne una seconda tramite il Bonus.

Il caso messo in discussione dalla Suprema Corte

L’Agenzia delle Entrate afferma che non sarà possibile ottenere agevolazioni fiscali per l’acquisto di una seconda casa situata nello stesso Comune della prima di appartenenza. Chi infatti risulta già proprietario di un immobile, non potrà richiedere degli sgravi fiscali su un nuovo acquisto, anche nel caso in cui la prima casa sia stata data in affitto.

La Cassazione sembra pensarla in maniera totalmente differente. Essa infatti, con l’ordinazione n. 19989 del 2018, aveva ammesso la possibilità a chi è proprietario di una casa e la affitta con contratto regolare, di beneficiare del Bonus Prima Casa per comprare un secondo immobile. Con la sola clausola che il rapporto locativo venisse eseguito secondo le normative italiane, e non per trarre profitto dalle agevolazioni in maniera maliziosa. Il concetto principale su cui si basa l’opinione della Corte, è l’ovvia conclusione secondo cui se si possiede una casa concessa in affitto con contratto, quello stesso immobile non sarà idoneo alla vivibilità del proprietario, per cui, in teoria, è come se non fosse di sua proprietà.

La risposta secca dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate risponde alla Cassazione proprio sul concetto di idoneità dell’immobile. Sostiene che quando si possiede una proprietà, il fatto di concederla in affitto è una scelta, e non un obbligo. Il solo caso secondo cui le Entrate potrebbero approvare la concessione del Bonus per l’acquisto di una seconda casa, è che la prima risulti inagibile e non sicura per legge, secondo dei criteri oggettivi. Se invece la casa è in buone condizioni, la concessione in affitto dipende solo dalla volontà del proprietario. Se questo lo desiderasse infatti, nella sua casa potrebbe viverci personalmente.

Insomma, l’Agenzia delle Entrate non ammette sconti sulle tasse quando i requisiti non risultano validi all’approvazione. Le regole per ricevere il Bonus Prima Casa infatti impongono al richiedente di non essere titolare esclusivo o in comunione di alcun immobile nel momento in cui si fa domanda.

Staremo a vedere come proseguirà la vicenda.

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