La rimozione dell’amianto è agevolabile con il Bonus Ristrutturazioni 2026. La detrazione spetta anche in condominio, seguendo regole precise su pagamenti, documentazione e soggetti ammessi.

L’amianto è stato largamente impiegato in edilizia fino agli anni ’90, in particolare per tetti, tubature, canne fumarie e rivestimenti isolanti. Nonostante il suo divieto dal 1992 (Legge n. 257/1992), sono ancora moltissimi gli edifici – anche residenziali – che presentano materiali contenenti amianto, spesso degradati e pericolosi per la salute.
Oggi è possibile intervenire in sicurezza beneficiando di un’agevolazione fiscale importante: la detrazione del 50% delle spese sostenute per la bonifica amianto, prevista dal Bonus Ristrutturazioni, valido anche per il 2026 grazie alla sua proroga nella Legge di Bilancio.
Ma in quali casi si può davvero ottenere la detrazione? Serve un progetto specifico? E chi può richiederla: solo i proprietari o anche gli affittuari?
Sommario
La rimozione dell’amianto è uno degli interventi espressamente ammessi alla detrazione Irpef prevista dal Bonus Ristrutturazioni, come indicato dall’art. 16-bis del TUIR, lettera G. L’agevolazione è stata confermata anche per il 2026, con le stesse condizioni previste per il 2025.
L’Agenzia delle Entrate specifica che la detrazione è riconosciuta anche in assenza di altri lavori edilizi, a condizione che l’intervento sia finalizzato esclusivamente alla bonifica dell’amianto presente in un immobile a uso abitativo, comprese le sue pertinenze (garage, cantine, soffitte, ecc.).
Per le spese sostenute nel 2026, la detrazione è pari a:
In entrambi i casi, il limite massimo di spesa agevolabile è pari a 96.000 euro per unità immobiliare, con la detrazione suddivisa in 10 rate annuali di pari importo.
Le spese che si possono portare in detrazione sono molteplici e includono:
L’intervento deve essere effettuato da un’impresa abilitata e iscritta all’Albo nazionale gestori ambientali, e il materiale rimosso deve essere smaltito secondo le disposizioni vigenti, con tracciabilità documentale.
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Non si ha diritto alla detrazione nel caso in cui:
Va ricordato che per ottenere il bonus è obbligatorio effettuare il pagamento tramite bonifico parlante con indicazione della causale, codice fiscale del beneficiario della detrazione e partita IVA o codice fiscale dell’impresa che effettua i lavori.
Uno degli aspetti più interessanti del Bonus Ristrutturazioni è che non è riservato solo ai proprietari degli immobili. Infatti, secondo quanto previsto dall’Agenzia delle Entrate, possono beneficiare della detrazione anche altri soggetti, a patto che rispettino determinati requisiti e siano effettivamente coloro che sostengono le spese.
Ecco chi può accedere al bonus per la rimozione dell’amianto:
In tutti i casi, per ottenere la detrazione è indispensabile che la persona fisica:
Quando la rimozione dell’amianto interessa le parti comuni di un edificio condominiale – ad esempio tetti, canne fumarie, cortili o locali tecnici – è possibile accedere al Bonus Ristrutturazioni, con le stesse modalità previste per le singole abitazioni. La detrazione, pari al 50% o al 36% delle spese sostenute, spetta ai singoli condomini, non al condominio come soggetto.
Per ottenere l’agevolazione, è necessario che:
L’amministratore rilascia una certificazione riportante:
Anche i proprietari di sole pertinenze (come box o cantine) possono detrarre la quota, se partecipano alle spese condominiali. Inoltre, possono beneficiare del bonus anche:
In caso di spesa interamente sostenuta da un solo condomino, ad esempio per la bonifica del solaio o di una zona comune non utilizzata da altri, la detrazione spetta integralmente a lui, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate (Risoluzione n. 264/2008).
Nel caso di condomini minimi (fino a 8 proprietari), l’assenza dell’amministratore o del codice fiscale del condominio non impedisce l’accesso al bonus. Le fatture possono essere intestate al condomino che effettua i pagamenti e, ai fini della dichiarazione dei redditi, è sufficiente:
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Ottenere la detrazione per la rimozione dell’amianto è possibile solo se si rispettano scrupolosamente alcuni adempimenti formali previsti dalla normativa fiscale. Anche in presenza di spese realmente sostenute, la mancanza di documentazione può far perdere l’agevolazione.
Vediamo, punto per punto, cosa bisogna fare per non sbagliare.
Il pagamento dei lavori deve essere effettuato esclusivamente tramite bonifico bancario o postale “parlante”, cioè un bonifico che riporti le seguenti informazioni:
Il bonifico può essere effettuato anche online, ma deve comunque rispettare questi requisiti. In caso contrario, la banca o le Poste non applicheranno la ritenuta dell’8% prevista per legge e l’Agenzia delle Entrate potrà considerare nullo il beneficio.
Per essere in regola in caso di controllo fiscale, è necessario conservare con cura tutta la documentazione legata all’intervento:
Tutti questi documenti vanno conservati per almeno 10 anni, poiché l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli anche successivamente all’anno in cui si è fruito della detrazione.
La detrazione va inserita nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF) dell’anno in cui è stata sostenuta la spesa, indicando:









