Come funziona il Conto Termico

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Il conto termico è un fondo statale creato per incentivare l’efficienza energetica degli edifici e per promuovere lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili. Gli incentivi messi a disposizione dal governo ammontano a 900 milioni di euro, di cui 700 riservati alle pubbliche amministrazioni e ben 200 milioni di euro destinati ai privati. 

Cos’è e come funziona il conto termico?

Gli incentivi del conto termico vengono gestiti dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici. 

In accordo con la normativa vigente, il GSE stabilisce quali sono gli interventi incentivabili, chi può accedere ai contributi, come accedervi e la percentuale riservata agli incentivi a seconda dell’intervento. 

Il rimborso per produrre energia termica da fonti rinnovabili o per installare impianti più efficienti può arrivare fino al 65% delle spese sostenute. Il GSE indica quali sono le spese ammissibili e quali no. 

Per chi desidera effettuare nella propria abitazione o in un edificio pubblico una ristrutturazione di questo tipo, il conto termico è particolarmente interessante. Il fondo non ha scadenza e i tempi di rimborso sono veloci. I contributi fino a 5.000 euro vengono erogati in un unica rata in soli 2 mesi dopo l’intervento, importi superiori sono rimborsati con regolari rate annuali. 

Chi può usufruire del conto termico?

I bonus previsti dal conto termico possono essere richiesti da amministrazioni pubbliche, incluse le cooperative sociali iscritte agli albi regionali e da soggetti privati. Tra i privati le legge include i singoli cittadini, i condomini, le imprese commerciali e i titolari di reddito d’impresa.
Privati e enti pubblici possono accedere agli incentivi in modo diretto oppure farne domanda tramite una ESCo, le Energy Service Company con la quali devono avere un contratto di prestazione di servizi energetici.

Per avere un’idea dell’andamento dei rimborsi, nel 2018 secondo fonti ufficiali, sono stati utilizzati circa il 17% circa dei contributi stanziati. Allo stato attuale quindi gli incentivi sono ancora molto superiori alle richieste. Oltre al risparmio ottenuto tramite il bonus conto termico, un edificio o un’abitazione più efficiente dal punto di vista energetico consente un notevole risparmio sulla bolletta elettrica e sui consumi.

Il nuovo conto termico: cosa dice la normativa

Il nuovo conto termico o conto termico 2.0 è regolato dal Decreto Ministeriale del 16 febbraio 2016 che migliora e amplia quanto previsto dal Decreto Ministeriale del 2012. 

La normativa del 2016 introduce alcune novità interessanti, vediamole nel dettaglio.

Tra i soggetti che hanno diritto a questo bonus energia, la normativa include le cooperative di abitanti e le cooperative di edilizia popolare. L’unica condizione posta è quella di essere proprietari dell’immobile su cui si desidera effettuare l’intervento o averne la disponibilità. 

Tra le nuove tipologie di interventi incentivabili troviamo la trasformazione delle abitazioni in Edifici ad Energia Zero i cosiddetto nZEB dall’inglese nearly Zero Energy Building. Questa nuova e innovativa tipologia di immobile è costruita in modo da consumare pochissima energia per la produzione di acqua calda, riscaldamento, raffreddamento degli ambienti e illuminazione. Per avere un’idea dell’abbattimento dei costi e del risparmio che se ne ricava, basti pensare che attualmente un edificio consuma in media tra i 200 e i 400KWh/mq per anno per il riscaldamento e per produrre acqua calda sanitaria. Per le abitazioni ad energia quasi zero gli nZEB, i consumi dovrebbero aggirarsi intorno ai 30KiloWatt per metro quadrato all’anno!

Un’altra importante novità riguarda gli interventi per l’installazione di impianti di gestione automatizzata per il controllo della temperatura, del riscaldamento e dell’illuminazione della casa. Il legislatore ha deciso di incentivare chi decide di dotare la propria abitazione di impianti di building automation e domotica. La regolazione smart degli edifici abbandona il vecchio concetto di on/off, accensione e spegnimento degli impianti elettrici e termici per andare incontro ad una nuova termoregolazione più efficiente. La temperatura all’interno della casa viene mantenuta costante facendo variare il termostato a seconda della temperatura esterna. In questo modo si ha una gestione più efficiente, pulita ed economica, si evita di sovra riscaldare la casa e si può godere di un’atmosfera sempre confortevole.

La normativa mira a promuovere tutte le fonti di energia rinnovabili per gli edifici, nell’elenco degli interventi vengono inclusi dunque anche gli impianti solari termici per produrre acqua calda e per integrare gli impianti di riscaldamento e raffreddamento. Sono compresi i sistemi di solar cooling e la partecipazione alle reti di teleriscaldamento o teleraffreddamento in cui più abitazioni sono connesse tra di loro e si scambiano energia con sistemi completamente automatizzati. 

La normativa del 2016 rivede inoltre la procedura di accesso agli incentivi, semplificandola e introducendo la possibilità di trasmettere tutta la documentazione e gestire la pratica di rimborso per via telematica. 

I tempi di erogazione dei rimborsi si fanno più rapidi e più semplici. Il conto termico 2.0 infatti non è una detrazione fiscale ma un vero e proprio rimborso, una volta ottenuta l’approvazione delle richiesta, l’utente riceverà il rimborso per la quota stabilita direttamente con bonifico sul suo conto corrente.




Quali sono le principali tipologie di intervento per cui si potrà accedere al nuovo conto termico?

Il sito del GSE pubblica un elenco aggiornato di tutti gli interventi incentivabili. 

Tra questi troviamo la sostituzione di nuovi impianti di illuminazione, l’isolamento termico della casa, la coibentazione di pareti e superfici, inclusa la sostituzione e l’installazione di nuovi infissi, la sostituzione di impianti termici ed elettrici tradizionali con impianti che funzionano a condensazione o a pompa di calore. 

La condensazione in particolare, è una forma di riscaldamento particolarmente vantaggiosa perché utilizza i fumi di scarico della caldaia per trasformarli in vapore acqueo e nuova energia. 

Nel catalogo degli interventi troviamo anche la sostituzione o installazione di apparecchi per la produzione di energia di piccola taglia in grado di generare fino a 35 kW

Qual è la quota dell’intervento per cui si può richiedere l’incentivo secondo il nuovo conto termico?

Il decreto ministeriale del 2016 aumenta la quota di rimborso per alcuni interventi, vediamo quali sono le percentuali più interessanti.

Per i palazzi nZEB ad Energia Quasi Zero, è possibile richiedere fino al 65% del rimborso delle spese ammesse. La stessa percentuale può essere richiesta anche da chi decide di installare un impianto con pompe di calore, un sistema solare termico o a biomassa. 

Per gli interventi di isolamento, building automation, impianti di condensazione o per sostituire infissi che trattengono il calore e mantengono la temperatura interna, si può chiedere un bonus fino al 40%.
L’incentivo arriva fino al 55% nel caso di interventi combinati, ad esempio unendo il rifacimento degli infissi con la sostituzione di un impianto termico più moderno e efficiente. 

Qual è la modulistica del conto termico da presentare per richiedere il bonus?

La procedura per accedere agli incentivi disponibili è semplice e immediata. Esistono due tipi di accesso: un accesso diretto per imprese e privati e un accesso su prenotazione. 

Per effettuare l’accesso diretto occorre registrarsi sul sito del GSE e utilizzare il portale che è stato creato ad hoc per i rimborsi: il Portaltermico. La persona che richiede il rimborso deve essere la stesso che ha sostenuto realmente la spesa. Si inseriscono nell’applicativo i dati dell’immobile e del soggetto richiedente e i dettagli relativi alla tipologia di intervento.

E’ importante presentare domanda entro 60 giorni dalla conclusione dell’intervento. Nel caso in cui si eseguano su uno stesso immobile più interventi di efficienza energetica, va presentata una domanda unica, farà fede la data di termine lavori dell’ultimo intervento eseguito. Una volta caricati correttamente i dati la richiesta è inoltrata al GSE. A questo punto il GSE valuta le spese ammissibili e se l’intervento è conforme ai requisiti di legge, decide l’approvazione dei fondi.

Tutte le comunicazioni avvengono per via telematica, l’utente riceverà una lettera di conferma erogazione incentivi e il GSE distribuirà i fondi secondo la tempistica stabilita dalla legge.

Ricordiamo che il bonus erogato non è soggetto ad IVA né a ritenuta d’acconto, non occorre dunque emettere fattura quando lo si riceve. Le spese di gestione della pratica corrispondono all’1% e verranno trattenute automaticamente dal GSE quando di presenta la domanda di richiesta incentivi. 

Quale documentazione allegare alla richiesta incentivi conto termico?

Quando si presenta la domanda di bonus energetico occorre prestare particolare attenzione alla documentazione da allegare. Vanno allegate tutte le fatture e i bonifici che dimostrino il pagamento dell’intervento, l’asseverazione dell’edificio da parte di un tecnico abilitato per dimostrare l’efficacia dei lavori eseguiti, la relazione tecnica dettagliata sull’impianto installato e infine la documentazione fotografica prima e dopo l’intervento, le schede tecniche di tutti gli apparecchi installati. 
I documenti vanno conservati anche in formato cartaceo con cura in caso di controlli e verifiche da parte del GSE.

Il nuovo conto termico 2.0 presenta numerosi vantaggi per chi decide di dotarsi di impianti termici all’avanguardia utilizzando le tecnologie disponibili per risparmiare sui consumi. Questo contributo statale non ha scadenza, si ha quindi tutto il tempo a disposizione per eseguire gli interventi, il recupero dell’investimento è rapido e i rimborsi sono puntuali e veloci. Per chi deve ristrutturare casa o un immobile, vale sicuramente la pensa non lasciarsi sfuggire una di queste interessanti agevolazioni.