Subappalto: niente più limiti o percentuali, ecco come funziona

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Come ormai sappiamo, a partire dal 1° giugno è entrato in vigore il DL Semplificazioni/Recovery, che tra le numerose novità ha portato grandi cambiamenti in merito alle procedure di concessione dei subappalti.

Con il Decreto Sblocca Cantieri, la soglia massima di affidamento del subappalto era stata elevata fino al 40%, ma stando alle ultime decisioni del Governo, da qui a poco cambierà tutto.

Ecco quali sono le novità.

Subappalto: fino al 31 ottobre, 50% con specifiche garanzie

Se lo Sblocca Cantieri aveva elevato la soglia di concessione del subappalto al 40%, il DL Semplificazioni/Recovery approvato il 28 maggio 2021 prevede una totale revisione delle procedure.

La percentuale concessa infatti è salita al 50% fino al 31 ottobre 2021, ma sarà necessario dimostrare delle precise garanzie.

In sostanza, il subappaltatore dovrà essere in grado di assicurare la massima affidabilità e qualità nella presa in carica e nello svolgimento dei lavori. Esattamente come avrebbe fatto se avesse firmato il contratto d’appalto in maniera diretta in qualità di appaltatore e non di subappaltatore.

Lo stesso dovrà inoltre garantire ai propri lavoratori un trattamento economico e normativo che rispetti le regole del contratto collettivo nazionale di interesse. Anche qui, si precisa che il subappaltatore sarà tenuto a considerare il contratto di subappalto come avrebbe fatto in qualità di contraente principale.

Le stazioni appaltanti dovranno garantire un’intensa tutela del lavoro e della sicurezza dei lavoratori, tentando anche di “prevenire il rischio di infiltrazioni” criminali. Ancora non è chiaro in che modo gli appaltatori e i subappaltatori potranno dimostrare tali garanzie, supponiamo quindi che saranno disposte ulteriori direttive più avanti.

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Dal 1° novembre, niente più tetto massimo per subappalto

Ma non è finita qui, perché a partire dal 1° novembre 2021 tutto cambierà di nuovo. Infatti non ci sarà più alcuna soglia massima da rispettare per l’affidamento in subappalto.

Le stazioni appaltanti però, dovranno obbligatoriamente indicare in maniera specifica quali sono le prestazioni e le lavorazioni affidate in subappalto.

Oltretutto, lo stesso appaltante dovrà essere in grado di comprendere e indicare quali sono le prestazioni e le opere per le quali sarà necessario intensificare i controlli e rafforzare a tutela del lavoro e dei lavoratori.

In conclusione, se i subappaltatori non sono iscritti all’anagrafe antimafia, le stazioni appaltanti dovranno anche qui specificare per quali prestazioni si dovranno rafforzare le verifiche al fine di prevenire le infiltrazioni criminali.

Attendiamo quindi i prossimi risvolti per capire in che modo gli appaltanti e i subappaltatori potranno assicurare tali disposizioni richieste dal Governo. E vogliamo sperare anche che queste ulteriori novità non comporteranno nuovamente uno stop all’affidamento di appalti e all’avvio dei cantieri.