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Istat: nel primo trimestre 2026 le nuove abitazioni calano sul trimestre, mentre cresce la superficie non residenziale.
Nel primo trimestre 2026 i permessi di costruire mostrano due andamenti differenti: il comparto residenziale rallenta rispetto alla fine del 2025, mentre la nuova edilizia non residenziale torna a crescere. È quanto emerge dai dati pubblicati dall’Istat il 9 luglio.
Al netto dei fattori stagionali, il numero di abitazioni autorizzate diminuisce del 9,2% rispetto al quarto trimestre 2025 e la superficie utile abitabile scende del 5,5%. La superficie non residenziale aumenta invece del 2,6%.
| Indicatore destagionalizzato | Valore | Variazione trimestrale | Variazione annua |
|---|---|---|---|
| Nuove abitazioni | 12.555 | -9,2% | -0,5% |
| Superficie utile abitabile | 1.121.125 m² | -5,5% | +4,4% |
| Superficie non residenziale | 2.516.887 m² | +2,6% | +12,5% |
Il calo congiunturale del residenziale arriva dopo due trimestri di crescita. Per questo il dato va letto come una frenata rispetto ai tre mesi immediatamente precedenti, non come un crollo uniforme della nuova edilizia abitativa. Nel confronto con il primo trimestre 2025 il numero di abitazioni è quasi stabile, mentre cresce la superficie utile: un segnale compatibile con una dimensione media autorizzata più elevata, pur senza poter ricavare dal solo dato nazionale la tipologia dei progetti.
Il +12,5% annuo del non residenziale è marcato, ma l’Istat invita alla prudenza: il confronto avviene con una stima particolarmente bassa nel primo trimestre 2025. Il recupero trimestrale del 2,6%, dopo una fine d’anno fortemente negativa, descrive un miglioramento più moderato.
Le variazioni trimestrali e annuali non sono in contraddizione. La prima confronta gennaio-marzo 2026 con ottobre-dicembre 2025 e utilizza serie destagionalizzate, così da attenuare gli effetti ricorrenti del calendario. La seconda confronta lo stesso trimestre di due anni consecutivi e si basa sui dati grezzi.
La rilevazione considera le opere progettate per le quali il titolo abilitativo è stato ritirato dal richiedente o è diventato efficace. Per il comparto residenziale la stima riguarda i nuovi fabbricati e il numero di abitazioni e superfici utili autorizzate; per il non residenziale comprende la superficie dei nuovi fabbricati e degli ampliamenti di volume.
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Richiedi informazioni gratisIl dato non coincide quindi con il numero delle sole domande depositate e non misura direttamente l’apertura del cantiere. Tra titolo efficace e inizio effettivo dei lavori possono intervenire progettazione esecutiva, finanziamento, affidamento, condizioni di mercato o rinuncia. Allo stesso modo, una costruzione iniziata nel trimestre può dipendere da un titolo rilasciato in un periodo precedente.
Non bisogna confondere inoltre il nome della rilevazione con l’unico istituto del Permesso di costruire. La statistica segue le autorizzazioni edilizie comprese nel proprio campo metodologico; non è un conteggio amministrativo nazionale delle sole pratiche denominate “Permesso di costruire” e non consente di ricavare quante altre pratiche edilizie siano state presentate.
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L’indicatore resta comunque utile perché anticipa una parte della possibile produzione futura. Una crescita persistente delle superfici autorizzate può tradursi, con ritardo, in maggiore domanda di progettazione, materiali, impianti e manodopera; un singolo trimestre, invece, può risentire di oscillazioni e grandi progetti, soprattutto nel non residenziale.
Per imprese e professionisti la lettura più prudente è osservare insieme quantità autorizzate, superficie, confronto trimestrale e confronto annuo. Le 12.555 abitazioni non rappresentano compravendite né case consegnate, mentre i 2,52 milioni di metri quadrati non residenziali non indicano da soli la distribuzione tra uffici, capannoni, commercio o altre destinazioni.
La prossima diffusione è prevista per il 9 ottobre 2026. Dati, serie storiche e nota metodologica sono disponibili nel comunicato Istat sui permessi di costruire del primo trimestre 2026.
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