La sicurezza della propria abitazione è una delle principali preoccupazioni per molti proprietari di casa. Non è raro che, con il passare del tempo, si decida di migliorare i sistemi di protezione dell’ingresso, ad esempio sostituendo la serratura della porta blindata con una più moderna e sicura. Ma questo tipo di intervento può beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie?

Il dubbio è più che legittimo, soprattutto perché molte spese legate alla sicurezza domestica rientrano tra quelle che permettono di ottenere una detrazione Irpef. Proprio su questo tema è intervenuta l’Agenzia delle Entrate rispondendo a una domanda pubblicata sul portale informativo FiscoOggi. Ma cosa dice esattamente la normativa? E quando la sostituzione della serratura consente davvero di recuperare parte della spesa tramite la dichiarazione dei redditi?

Vediamolo nel dettaglio.

La domanda del lettore pubblicata su fiscooggi

Il chiarimento arriva direttamente da una domanda posta da un contribuente e pubblicata sul portale informativo dell’Agenzia delle Entrate FiscoOggi, spesso utilizzato per fornire risposte ufficiali ai dubbi fiscali dei cittadini.

La domanda è la seguente:

“Devo sostituire la serratura della porta blindata con un’altra che dia maggiore sicurezza. Posso detrarre la spesa al 50 per cento?”

Si tratta di un quesito molto comune. Sempre più persone, infatti, decidono di aumentare il livello di sicurezza della propria abitazione installando serrature più evolute, cilindri europei anti-bumping o sistemi anti effrazione. Tuttavia, non è sempre chiaro se queste spese possano rientrare tra quelle agevolate dal cosiddetto bonus ristrutturazioni.

Proprio per chiarire questo punto, l’Agenzia delle Entrate ha fornito una risposta dettagliata spiegando quando la sostituzione della serratura può beneficiare della detrazione fiscale prevista dalla normativa.

Leggi anche: Porta blindata: quando e come si può detrarre il costo secondo l’Agenzia delle Entrate

La risposta dell’Agenzia delle Entrate: serrature e sicurezza rientrano tra gli interventi agevolabili

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la sostituzione della serratura della porta blindata può rientrare tra gli interventi che danno diritto alla detrazione fiscale, purché l’intervento sia finalizzato ad aumentare il livello di sicurezza dell’abitazione.

Nella risposta pubblicata su FiscoOggi viene infatti ricordato che tra i lavori ammessi alla detrazione Irpef rientrano anche quelli previsti dall’articolo 16-bis del Tuir, che disciplina il bonus ristrutturazioni. Questa norma include tra gli interventi agevolabili anche le opere finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti penalmente illeciti da parte di terzi.

Tra queste misure rientrano proprio gli interventi che riguardano porte blindate o porte rinforzate, comprese le operazioni che ne migliorano il livello di protezione. Di conseguenza, anche la sostituzione della serratura con un modello più sicuro può essere considerata una spesa detraibile, perché contribuisce a rendere l’abitazione meno esposta al rischio di intrusioni.

L’Agenzia precisa inoltre che con il termine “atti illeciti” si intendono tutti i comportamenti penalmente rilevanti come:

  • furto
  • aggressione
  • sequestro di persona
  • qualsiasi altro reato che comporti la violazione di diritti giuridicamente protetti.

In quest’ottica, gli interventi che migliorano la sicurezza dell’ingresso dell’abitazione rappresentano una forma di prevenzione contro questi rischi e possono quindi rientrare tra le spese agevolate.

Leggi anche: Bonus sicurezza casa 2026: porte, infissi, grate e allarmi rientrano nel bonus?

Detrazione del 50% o del 36%: cosa cambia nel 2026

Oltre a chiarire che l’intervento può essere agevolato, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato anche quale percentuale di detrazione spetta per le spese sostenute nel 2026.

Nel dettaglio, per gli interventi effettuati sull’abitazione principale, la normativa prevede una detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute. Questa agevolazione spetta ai soggetti che possiedono l’immobile o che detengono un diritto reale di godimento sull’unità immobiliare, come ad esempio usufrutto, uso o abitazione.

Il beneficio fiscale viene riconosciuto su un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare, soglia che rappresenta il tetto massimo sul quale calcolare la detrazione.

Leggi anche: Bonus Ristrutturazione 2026: guida completa a detrazioni, percentuali, limiti e novità

Diversa, invece, la percentuale prevista negli altri casi. Quando l’intervento non riguarda l’abitazione principale, la detrazione spettante per le spese sostenute nel 2026 scende al 36%, pur mantenendo lo stesso limite massimo di spesa agevolabile di 96.000 euro.

Questo significa che anche interventi relativamente semplici, come la sostituzione della serratura della porta blindata per aumentare la sicurezza dell’immobile, possono consentire di recuperare parte della spesa attraverso la dichiarazione dei redditi.