Nuove regole sulla patente a crediti rafforzano le sanzioni contro il lavoro nero: decurtazioni immediate, punti moltiplicati per ogni lavoratore irregolare e controlli più incisivi nei cantieri.

La patente a crediti si conferma uno degli strumenti più incisivi nella lotta al lavoro irregolare, soprattutto nel settore dell’edilizia, dove i controlli nei cantieri sono sempre più frequenti e stringenti.
Con la nota INL n. 609 del 2025, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito importanti chiarimenti sulle decurtazioni dei crediti in caso di utilizzo di lavoratori “in nero”, alla luce delle modifiche normative entrate in vigore dal 1° gennaio 2026.
Le nuove disposizioni incidono in modo diretto sul sistema sanzionatorio: le penalizzazioni diventano più rapide, automatiche e soprattutto più pesanti per i datori di lavoro che non rispettano le regole. Un cambiamento che può avere conseguenze immediate sulla possibilità stessa di operare nei cantieri.
Ma cosa accade, in concreto, quando viene accertato il lavoro sommerso? Quanti punti vengono sottratti dalla patente a crediti e in quali casi specifici? E da quando, esattamente, si applicano le nuove regole?
Sommario
Il punto di svolta è rappresentato dalla conversione in legge del D.L. n. 159/2025, avvenuta con la Legge n. 198/2025, che ha modificato in modo sostanziale l’articolo 27 del D.Lgs. n. 81/2008, introducendo il nuovo comma 7-bis.
La novità più rilevante riguarda il momento in cui scatta la decurtazione dei crediti della patente: per alcune gravi violazioni, tra cui quelle legate al lavoro “nero”, non sarà più necessario attendere l’ordinanza-ingiunzione definitiva. La sottrazione dei punti avverrà già con la notifica del verbale di accertamento da parte degli organi di vigilanza.
Contestualmente, viene modificato anche l’Allegato I-bis del Testo unico sulla sicurezza. Le precedenti ipotesi di lavoro sommerso, prima suddivise nei punti 21, 22 e 23, vengono ora accorpate in un’unica fattispecie. Il nuovo punto 21 prevede una decurtazione di 5 crediti per ciascun lavoratore irregolare, a prescindere dal numero di giornate di lavoro svolte in nero.
Si tratta di una scelta normativa chiara, finalizzata a rafforzare l’effetto deterrente del sistema e a colpire con maggiore incisività i comportamenti datoriali più gravi, soprattutto nei settori a più alto rischio come l’edilizia.
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Dal 1° gennaio 2026 cambia anche il modo in cui viene calcolata la perdita dei punti della patente a crediti in presenza di lavoratori impiegati in nero. La nota dell’Ispettorato chiarisce che la decurtazione è direttamente collegata al numero di lavoratori irregolari accertati, senza più alcun riferimento alla durata dell’impiego.
In concreto, per ogni lavoratore “in nero” al quale viene applicata la maxisanzione, sono sottratti 5 crediti dalla patente. La penalizzazione si applica per ciascun lavoratore, con un effetto moltiplicatore che può incidere in modo molto pesante sul punteggio complessivo dell’impresa, soprattutto nei cantieri di medie e grandi dimensioni.
A questa decurtazione base può aggiungersi un’ulteriore penalità. Resta infatti invariata la previsione del punto 24 dell’Allegato I-bis, che comporta la perdita di 1 credito aggiuntivo per ogni lavoratore qualora sia contestata anche l’aggravante prevista dall’art. 3, comma 3-quater. Il riferimento è a ipotesi particolarmente gravi, come l’impiego di lavoratori stranieri irregolari, di minori non occupabili o di soggetti beneficiari di specifiche misure di sostegno al reddito.
Il risultato è un sistema sanzionatorio molto più severo, pensato per scoraggiare in modo deciso il ricorso al lavoro sommerso e rafforzare la tutela dei lavoratori, in coerenza con la ratio della riforma.
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Uno degli aspetti più delicati chiariti dalla nota INL riguarda il momento esatto in cui avviene la decurtazione dei crediti della patente. Per le violazioni in materia di lavoro “nero” commesse dal 1° gennaio 2026, la sottrazione dei punti non è più legata all’esito finale del procedimento sanzionatorio.
In base alle nuove regole, infatti, la decurtazione avviene già con la notifica del verbale unico di accertamento e notificazione. Non rileva più l’eventuale adempimento alla diffida obbligatoria prevista dall’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004, né è necessario attendere l’adozione dell’ordinanza-ingiunzione definitiva.
Ai soli fini della patente a crediti, il verbale ispettivo viene quindi considerato un “accertamento definitivo”. Questo significa che l’impatto sulla patente è immediato e può incidere subito sulla possibilità dell’impresa di operare nei cantieri.
Resta comunque ferma una tutela per il datore di lavoro: qualora il verbale venga successivamente archiviato, annullato o riformato a seguito di impugnazione, i crediti decurtati devono essere riassegnati. La rigidità del sistema è quindi bilanciata dalla possibilità di recupero dei punti in caso di provvedimenti favorevoli.
La nota INL dedica particolare attenzione anche al regime temporale di applicazione delle nuove regole, un aspetto fondamentale per evitare errori interpretativi nei controlli e nei procedimenti sanzionatori.
Le nuove decurtazioni legate al lavoro “nero” operano esclusivamente per gli illeciti commessi a partire dal 1° gennaio 2026. Per le violazioni accertate prima di tale data, continua invece ad applicarsi la disciplina previgente contenuta nell’Allegato I-bis del D.Lgs. n. 81/2008, con riferimento ai vecchi punti 21, 22 e 23.
In particolare:
Un ulteriore chiarimento di rilievo riguarda il limite massimo di decurtazione previsto dall’art. 27, comma 6, del D.Lgs. n. 81/2008, secondo cui, in caso di più violazioni contestate nello stesso accertamento, la perdita dei crediti non può superare il doppio di quella prevista per la violazione più grave.
Questo limite non si applica alle nuove ipotesi di lavoro “nero” disciplinate dal punto 21 dell’Allegato I-bis, proprio perché la norma stabilisce espressamente la perdita di 5 crediti per ciascun lavoratore irregolare. In presenza di più lavoratori in nero, la decurtazione cresce quindi in modo proporzionale, senza tetti massimi, rafforzando ulteriormente l’effetto deterrente della riforma.
La nota INL non si limita a chiarire i principi generali, ma fornisce anche istruzioni operative molto precise su come devono essere redatti gli atti ispettivi quando, nel corso dei controlli, emerge l’impiego di lavoratori “in nero”.
Nel verbale di accertamento e notificazione di illecito amministrativo, gli ispettori sono tenuti a indicare espressamente che, in forza delle violazioni riscontrate, saranno applicate le decurtazioni dei crediti della patente previste dall’art. 27 del D.Lgs. n. 81/2008. La comunicazione deve essere inserita nella parte motivazionale del verbale, chiarendo l’entità della perdita dei punti: 5 crediti per ciascun lavoratore irregolare, con l’eventuale aggiunta di 1 credito in presenza delle aggravanti previste.
Analoghe attenzioni sono richieste anche nella redazione del verbale di prescrizione. In questo caso, deve essere esplicitato che l’eventuale inottemperanza alle prescrizioni potrà comportare, a seguito del provvedimento definitivo dell’Autorità giudiziaria, la decurtazione dei crediti della patente. Un’informazione che assume particolare rilievo per le imprese, spesso poco consapevoli degli effetti indiretti delle violazioni sulla propria operatività.
Infine, anche nell’ordinanza-ingiunzione divenuta definitiva deve essere inserito un riferimento puntuale alle decurtazioni applicabili, con l’indicazione del numero di crediti sottratti in relazione alle specifiche violazioni contestate. Si tratta di un passaggio essenziale per garantire trasparenza e coerenza tra procedimento sanzionatorio e sistema della patente a crediti.
Un ulteriore aspetto operativo chiarito dalla nota riguarda chi materialmente provvede alla decurtazione dei crediti della patente. L’operazione è affidata ai cosiddetti “referenti PAC”, figure individuate all’interno delle strutture territoriali competenti.
Le decurtazioni vengono inserite nel sistema informatico sia sulla base dei verbali ispettivi, sia in forza di ordinanze-ingiunzione definitive o di sentenze passate in giudicato, anche quando gli atti provengono da altri organi di vigilanza. Questo meccanismo garantisce uniformità applicativa e un costante aggiornamento del punteggio associato all’impresa.
Al dirigente della struttura è attribuito un ruolo di supervisione, che consente di monitorare tutte le decurtazioni registrate e, se necessario, di annullare quelle inserite erroneamente. Un controllo interno che rafforza l’affidabilità del sistema e riduce il rischio di penalizzazioni improprie per le imprese regolari.









