Assegno Unico 2026: importi aggiornati, fasce ISEE, maggiorazioni e calendario pagamenti INPS. Guida completa per famiglie con figli su requisiti e domanda.

L’Assegno Unico e Universale rappresenta ormai uno dei pilastri del sistema di sostegno alle famiglie con figli, ed è stato confermato anche per il 2026 dalla Legge di Bilancio approvata a fine dicembre. Non si tratta di un nuovo bonus, ma di una misura strutturale che continua ad accompagnare milioni di nuclei familiari italiani, con importi legati all’ISEE, all’età dei figli e alla composizione della famiglia.
Tuttavia, ogni anno porta con sé piccoli ma importanti aggiustamenti: rivalutazioni, conferme, modifiche alle maggiorazioni e chiarimenti sui requisiti.
Ma cosa cambia davvero per il 2026 rispetto all’anno scorso? Chi ha diritto all’Assegno Unico e quanto spetta oggi? Conviene aggiornare l’ISEE e cosa succede se non lo si fa?
Sommario
L’Assegno Unico e Universale è un contributo economico mensile riconosciuto alle famiglie con figli a carico, introdotto per semplificare e unificare i precedenti bonus familiari. È definito “unico” perché ha sostituito misure come detrazioni per figli a carico e assegni familiari, ed è “universale” perché spetta a tutte le famiglie, anche a quelle con redditi più alti, seppur con importi differenti.
Nel 2026 il diritto all’Assegno Unico è confermato per:
L’assegno spetta:
Il beneficio è riconosciuto indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori: lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati e pensionati possono tutti accedere alla misura. L’importo, però, varia in base alla situazione economica del nucleo familiare e alla presenza o meno dell’ISEE aggiornato.
Nel 2026 l’Assegno Unico e Universale mantiene una struttura progressiva, con importi che variano in base al valore dell’ISEE, all’età dei figli e alla presenza di un’attestazione ISEE valida. La Legge di Bilancio conferma inoltre la rivalutazione degli importi, adeguandoli all’andamento dell’inflazione.
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Per ciascun figlio minorenne, gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono i seguenti:
Questo significa che presentare l’ISEE è fondamentale: senza di esso l’INPS riconosce automaticamente solo l’importo minimo, anche se il reddito reale della famiglia è basso.
Per i figli di età compresa tra 18 e 21 anni, che rispettano i requisiti previsti dalla normativa, l’Assegno Unico è riconosciuto con importi ridotti:
Anche in questo caso, l’importo varia in modo progressivo in base alla fascia ISEE di appartenenza.
Riepilogando, nel 2026 le principali soglie ISEE dell’Assegno Unico sono:
Con il messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025, l’INPS ha comunicato il calendario ufficiale dei pagamenti dell’Assegno Unico per il 2026, valido per le prestazioni in corso di godimento e senza variazioni:
Il pagamento della prima rata, in caso di nuova domanda, avviene nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione. Nella stessa data vengono accreditati anche eventuali conguagli, sia a credito che a debito.
Oltre all’importo base legato all’ISEE e all’età dei figli, l’Assegno Unico e Universale prevede una serie di maggiorazioni che possono incrementare in modo significativo la somma mensile spettante. Anche nel 2026 queste maggiorazioni sono confermate, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno alle famiglie in situazioni particolari.
È una delle maggiorazioni più rilevanti e strutturali. Spetta:
La presenza di un figlio con disabilità consente quindi di ricevere:
Alle famiglie con più figli a carico è riconosciuta una maggiorazione:
Questa misura mira a sostenere i nuclei familiari più numerosi, che beneficiano di un assegno complessivamente più elevato rispetto alla somma dei singoli importi base.
È prevista una maggiorazione specifica per:
La misura ha una finalità sociale chiara: supportare le giovani madri nelle prime fasi di crescita dei figli.
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Nel 2026 resta attiva anche la maggiorazione riconosciuta quando:
Questa maggiorazione:
Per alcuni nuclei familiari è ancora prevista la cosiddetta maggiorazione transitoria, introdotta per evitare penalizzazioni nel passaggio dal vecchio sistema degli assegni familiari all’Assegno Unico.
Questa maggiorazione:
Per ottenere l’Assegno Unico e Universale nel 2026 è necessario presentare una domanda all’INPS, salvo i casi in cui la prestazione sia già in corso e non siano intervenute variazioni rilevanti. La procedura è ormai consolidata e rimane valida anche per il nuovo anno.
Devono presentare domanda:
Chi invece già percepisce l’Assegno Unico e non ha subito variazioni familiari o reddituali non deve ripresentare la domanda, ma solo aggiornare l’ISEE.
La richiesta può essere inoltrata:
Durante la compilazione è necessario indicare:
La domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma il periodo è determinante per gli arretrati:
Anche con domanda attiva, l’ISEE deve essere aggiornato ogni anno. In mancanza:
Una volta presentato l’ISEE:
È obbligatorio comunicare tempestivamente:
Le variazioni incidono direttamente sull’importo dell’assegno e, se non comunicate, possono comportare conguagli o recuperi di somme.
Uno degli aspetti più delicati dell’Assegno Unico e Universale riguarda la gestione dell’ISEE, gli eventuali errori e i controlli effettuati dall’INPS. Nel 2026 le regole restano rigorose e conoscere questi meccanismi è fondamentale per evitare riduzioni dell’importo o richieste di restituzione.
In assenza di un ISEE valido:
Questo vale anche per famiglie che avrebbero diritto all’importo massimo: senza ISEE aggiornato, l’INPS non può calcolare correttamente la prestazione.
Se l’ISEE viene presentato dopo l’inizio dell’anno:
Per questo motivo è sempre consigliabile presentare l’ISEE entro i primi mesi dell’anno, evitando di perdere mensilità più favorevoli.
Un ISEE non corretto può comportare:
Gli errori più comuni riguardano:
L’INPS effettua controlli:
In caso di irregolarità:
L’Assegno Unico e Universale resta anche nel 2026 uno strumento centrale di sostegno alle famiglie con figli, ma per beneficiarne pienamente è fondamentale prestare attenzione a pochi passaggi chiave. Aggiornare l’ISEE nei tempi corretti, comunicare eventuali variazioni familiari e verificare periodicamente lo stato dei pagamenti permette di evitare riduzioni automatiche, conguagli o richieste di restituzione.
La misura continua a garantire un aiuto mensile stabile, modulato in base al reddito e alla composizione del nucleo, con maggiorazioni pensate per le situazioni più delicate. Conoscere nel dettaglio importi, scadenze e regole consente alle famiglie di programmare meglio le proprie entrate e di non rinunciare a somme importanti per distrazione o disinformazione.









