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Biometano: il DDL propone contributi fino al 40% e incentivi alla produzione, con risorse dal 2028. Impianti ammessi, destinazioni ed esame UE.
Un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili, affiancato da un incentivo in conto esercizio, per sviluppare la produzione sostenibile di biometano. È la proposta dell’articolo 81 del disegno di legge di Bilancio 2027: il documento non è ancora legge e l’efficacia della misura è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.
Il testo riguarda impianti di produzione, nuove realizzazioni e riconversioni. Non introduce un bonus del 40% per chi acquista un apparecchio domestico alimentato a gas: destinatari, investimenti e uso del biometano devono rientrare nelle condizioni del programma.
Sommario
Il DDL individua la riconversione degli impianti esistenti alimentati a biogas, il potenziamento di impianti di produzione di biometano già presenti e la realizzazione di nuovi impianti. La definizione dei criteri è rinviata a un decreto del Ministero dell’Ambiente.
Per un operatore la prima verifica riguarda quindi la natura del progetto: trasformare una configurazione esistente, aumentarne la produzione oppure realizzare un nuovo impianto sono situazioni che richiedono documentazione e scelte tecniche differenti.
La proposta prevede procedure competitive gestite dal GSE. Lo stanziamento delle risorse non coincide quindi con l’assegnazione automatica di un contributo a ogni progetto presentato.
La prima forma di sostegno è un contributo a fondo perduto, non superiore al 40% delle spese di investimento ammissibili. La seconda è un incentivo in conto esercizio, i cui oneri verrebbero posti sulle componenti delle tariffe del gas naturale secondo le modalità definite da ARERA.
Le due componenti hanno funzioni diverse: una riguarda l’investimento, l’altra il sostegno all’esercizio. L’eventuale cumulo è ammesso entro i limiti europei sugli aiuti di Stato; dal DDL non si può ricavare che ciascun beneficiario riceverà entrambe le forme al massimo livello.
Per un investimento ipotetico con un milione di euro di spese interamente ammissibili, il 40% corrisponde a un tetto teorico di 400.000 euro. È un esempio aritmetico del limite proposto, non un importo garantito: ammissibilità delle voci e risultato della procedura devono ancora essere determinati.
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Richiedi informazioni gratisIl limite di spesa del contributo in conto capitale è indicato in 100 milioni nel 2028 e 300 milioni per ciascuno degli anni 2029 e 2030, per un totale di 700 milioni nel triennio.
Per il 2028 il testo prevede uno stanziamento sul bilancio del Ministero, da trasferire al GSE. Per il 2029 e il 2030 la copertura viene collegata alle componenti tariffarie del sistema gas. Anche qui va mantenuta la distinzione tra anno della manovra e annualità delle risorse: non sono 700 milioni disponibili nel solo 2027.
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Il sostegno è previsto per la produzione destinata a usi diversi dai trasporti, compresi gli impieghi nei settori industriali difficili da decarbonizzare. Viene esclusa la generazione termoelettrica.
La destinazione della produzione è quindi parte della valutazione del progetto. Non basta dimostrare che l’impianto produca biometano: occorre ricondurre anche l’uso previsto al perimetro della misura, secondo le condizioni che saranno definite.
Il DDL fissa un termine di sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge per il decreto ministeriale che definisce criteri e modalità degli incentivi. L’autorizzazione della Commissione europea resta una condizione espressa di efficacia.
La prospettiva del contributo non sostituisce la verifica del progetto, delle autorizzazioni e della fattibilità dell’intervento. Per chi valuta una riconversione è utile preparare lo stato dell’impianto esistente, la configurazione prevista, i costi e la destinazione della produzione, tenendo separato il percorso autorizzativo da quello dell’incentivo.
Al 4 novembre 2026 non sono dunque aperte, per effetto di questo articolo, nuove domande già definitive. Il passaggio da seguire è la conferma della proposta e delle regole operative, che consentiranno di confrontare un progetto reale con requisiti, procedure e risorse disponibili.
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