
Il Consiglio di Stato annulla diniego di sanatoria e demolizione per carenze istruttorie. In presenza di opere stratificate e vincoli, il Comune deve individuare con precisione abusi e insanabilità.

Gli emendamenti al Milleproroghe su condono edilizio 2003 e rottamazione quater sono stati dichiarati inammissibili, bloccando la sanatoria e rinviando ogni possibile riapertura a futuri provvedimenti.

Interventi sul sottotetto con aumento di volumetria e cambio d’uso costituiscono variazioni essenziali. La SCIA non basta e la demolizione è obbligatoria, anche senza individuare il responsabile.

Il tempo non sana gli abusi edilizi. Il proprietario risponde anche se non li ha commessi. Solo le modifiche interne non strutturali, se mal motivate, possono sfuggire alla demolizione.

Le delibere condominiali basate su tabelle millesimali inattendibili e su abusi edilizi risultano invalide, anche se l’assemblea è correttamente convocata, esponendo il condominio a gravi rischi di contenzioso.

Il disegno di legge per il nuovo Codice dell’edilizia semplifica sanatorie, titoli edilizi e procedure, promuove la rigenerazione urbana e introduce strumenti digitali per la gestione trasparente del patrimonio immobiliare.

Il TAR Lazio ha stabilito che le sanzioni per abusi edilizi si applicano al nuovo proprietario, anche se non responsabile, ribadendo la natura reale delle sanzioni urbanistiche.

Riapertura dei termini del condono 2003 e nuova sanatoria modello 1985 tra le proposte della Legge di Bilancio 2026. Cambiano anche norme su sanatorie e sanzioni edilizie.

Una sentenza chiarisce i criteri per valutare il valore delle opere abusive: il metodo MCA, la discrezionalità tecnica dell’amministrazione e l’irrilevanza di danni successivi all’abuso edilizio.

Una sentenza del TAR chiarisce che le tettoie di grandi dimensioni richiedono il permesso di costruire e non possono essere considerate pertinenze. La demolizione è atto obbligatorio.