Doppio bonus sulle pensioni, una delle misure principali della manovra di governo

Il governo Meloni ha reso pubblica la prima manovra finanziaria, con diverse misure pronte a essere introdotte nel corso dei prossimi mesi. Due elementi importanti riguarderanno le pensioni, con l’inserimento di un doppio bonus che può fare al caso di coloro che sono sul punto di concludere la loro esperienza in ambito lavorativo.

I due bonus della manovra relativi alle pensioni

I due bonus sulle pensioni prevedono un incremento degli assegni minimi e una crescita della busta paga per chi vuole smettere di lavorare più tardi rispetto all’età prestabilita.

Attualmente, gli assegni minimi relativi alle pensioni sono pari a circa 525 euro. In base al decreto firmato dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ci sarà un incremento del 20%, corrispondente ad almeno 104 euro all’anno. Ciò è dovuto a una nuova valutazione delle somme di denaro da attribuire.

Buone notizie anche per coloro che manifestano l’intento di rinviare il loro passaggio alla pensione. Infatti, chi vuole uscire dal contesto lavorativo un po’ più tardi rispetto al raggiungimento dei requisiti minimi può accedere a un robusto aumento della busta paga mensile, corrispondente a circa il 10%. Ma la manovra sulle pensioni non si limita a queste importanti decisioni.

L’obiettivo di raggiungere una pensione minima di 1000 euro per tutti

Il doppio bonus non è una misura fine a se stessa per quanto riguarda le funzioni. Dando un’occhiata alla legge di bilancio, è possibile constatare l’avvio di un iter che potrebbe condurre verso l’adeguamento delle pensioni minime ad almeno 1000 euro mensili. Tra i partiti di maggioranza, è stato Forza Italia a spingere in maniera più decisa verso questo obiettivo e a lanciare i primi segnali in merito.

Finora l’oscillazione verso l’alto è stata abbastanza leggera, ma sembra che le prossime manovre finanziarie possano andare in questo senso. L’attuale governo ha un’intera legislatura, ossia poco meno di cinque anni di tempo, per mantenere le promesse.

Nel frattempo, a partire da Gennaio 2023, saranno elargiti assegni incrementati di circa 45 euro al mese rispetto alla soglia minima attuale. Si parla di una crescita complessiva nei prossimi anni fino a un massimo del 120%, con un ulteriore 20% di aumento rispetto al 7,3% prestabilito dal Ministero dell’Economia.

A tutto ciò, bisogna aggiungere un anticipo già distribuito ai pensionati dal mese di novembre, pari al 2% e valido anche sulla tredicesima e fino alla fine dell’anno in corso.

Il bonus per coloro che rinviano l’uscita dal mondo lavorativo

Il bonus proposto dalla manovra di governo per chi non ha ancora intenzione di lasciare il mondo lavorativo, nonostante ne abbia i requisiti, è pari a 104 euro all’anno se si parte dalla soglia minima stabilita per il 2022, ossia 8 euro su base mensile. Si tratta di una sorta di reintroduzione della precedente de-contribuzione proposta dall’ex ministro Roberto Maroni, recentemente scomparso.

Il Governo Meloni ha scelto di ripescare questa agevolazione finanziaria, nonostante sembrasse ormai accantonata.

In pratica, quando tutte le condizioni per avere accesso al pensionamento vengono rispettate, è possibile decidere di allungare la propria esperienza lavorativa e ottenere vantaggi economici non di poco conto.

Per quanto riguarda i lavorativo dipendenti, l’incremento dello stipendio dovrebbe andare di pari passo rispetto ai contributi maturati, per una percentuale stimata del 9,19% che non sarebbe più versata. La cifra corrispondente alla pensione non subirebbe, in questo modo, alcuna modifica rispetto a quella maturata al momento del soddisfacimento dei requisiti per l’accesso.