Uragano Dorian, catastrofe da apocalisse: le ultime notizie

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L’Uragano Dorian si indebolisce, ma ancora non ha cessato la sua devastazione. Ogni ora la situazione si aggrava maggiormente, e il bilancio delle vittime potrebbe arrivare ad un numero apocalittico.

A questo punto, la stima dei morti è di 45, ma si contano ancora più di 5.000 persone disperse. Sono invece 70 mila i feriti che necessitano di assistenza sanitaria, e più di 440 mila le persone che hanno dovuto abbandonare le loro case per sempre.

Il Ministro della Sanità dell’arcipelago delle Bahamas, Duane Sands, afferma con dolore che quando tutto sarà finito e sarà possibile fare i conti dei danni, il numero finale delle vittime risulterà sconcertante. Mai era accaduto prima d’ora un evento così catastrofico alle Bahamas, l’uragano ha creato ciò che uno tsunami non sarebbe mai riuscito a fare.

Il cammino di Dorian e lo sviluppo della catastrofe

La National Hurricane Center ha iniziato a tenere d’occhio l’uragano Dorian il 23 agosto. Allora era un’onda tropicale che si aggirava vicino alle Isole Sopravento Meridionali e si muoveva alla velocità di 24 km/h.

Il 24 agosto l’onda ha iniziato a spostarsi in maniera circolare, definendo sempre di più i suoi movimenti. Nel corso dello stesso giorno, la tempesta si è rafforzata di parecchio, e le è stato conferito il nome di Uragano Dorian.

Il 26 agosto, Dorian ha continuato a crescere, e a provocare venti sino a 95 km/h. In quella notte, la tempesta ha attraversato l’isola di Barbados, e la mattina dopo è passata sopra l’isola di Saint Lucia.

Il 28 agosto, mentre Dorian attraversava anche Saint Thomas con venti di 120 km/h, è diventato un uragano di Categoria 1 secondo la Scala Saffir-Simpson. Due giorni dopo, la tempesta si è intensificata maggiormente, raggiungendo la Categoria 3 e provocando venti di 185 km/h.

Il 31 agosto, Dorian è diventato un ferocissimo uragano di Categoria 4, con venti della portata di 215 km/h. A quel punto, la sua direzione erano le Bahamas. Qualche ora dopo, ha raggiunto la Categoria 5, e i venti sferravano a più di 260 km/h.

Tra il 1 e il 2 settembre, l’uragano ha raggiunto il suo picco maggiore di intensità, con venti di 295 km/h, devastando l’isola di Grande Abaco e Grand Bahama. I venti si sono qui rafforzati sino a 350 km/h. Dorian è rimasto fermo per 24 ore sull’isola di Grand Bahama.

Da questo momento in poi, l’uragano ha iniziato ad indebolirsi, fino a declassarsi alla Categoria 2 il 4 settembre. A quel punto, Dorian si dirigeva verso il South Carolina. Il 5 settembre, ha conosciuto nuovamente una crescita ed è tornato alla Categoria 3, per poi indebolirsi ancora nel corso della serata.

Nel corso dei giorni successivi, Dorian è tornato a crescere alla Categoria 2, colpendo la Nuova Scozia con venti di 160 km/h, e provocando nuovamente ingenti danni alle abitazioni, con grosse mareggiate, ed evacuazioni. Successivamente l’uragano ha ripreso ancora potenza, raggiungendo la Categoria 1 e trasferendosi nella zona di Labdador e Newfoundland in Canada.

La situazione attuale

Ad oggi, martedì 10 settembre, Dorian ha raggiunto l’Islanda, ma ha certamente perso parecchia potenza. I venti ora si stabilizzano sui 33 km/h. A poco a poco, le correnti atlantiche hanno risucchiato l’uragano, ed è finito per indebolirsi, anche se non è ancora finita. Si prevede che domani la tempesta possa toccare il Nord del Regno Unito, e i venti potrebbero nuovamente toccare ancora i 100 km/h.

Intanto le condizioni alla Bahamas sono catastrofiche, e il mondo intero sta mobilitando le sue forze per intervenire in aiuto. La Francia ha inviato in missione i suoi soldati, che dovrebbero arrivare tra oggi e domani, per creare un po’ di ordine nel caos, e fornire sicurezza, riparo e protezione.

Nel frattempo, il traghetto Balearia ha preso 1.500 profughi in fuga dalle Bahamas, ormai rimasti senza casa, e li ha portati in soccorso sulla costa della Florida. Trump però non ha nessuna intenzione di ospitarli negli Stati Uniti, a meno che questi non mostrino un visto valido per entrare negli States. Continua così a respingerli, prolungando i tempi di soccorso e dando vita ad una grossa disputa tra il servizio immigrazione e i responsabili del traghetto.

La situazione generale procede più che altro in un grande caos che sarà difficile sbrogliare, mentre nelle Bahamas si continuano le ricerche dei dispersi, e i sopravvissuti non possono far altro che piangere le troppe vittime e i disastri territoriali. Per poter accertare i nomi dei dispersi e organizzare meglio le ricerche, è stato inoltre creato il sito www.dorianpeoplesearch.com, dove chiunque può informarsi sulle condizioni dei ricercati e sulle posizioni di chi è stato ritrovato.