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PNRR: sì alla 2° rata di finanziamenti dall’UE, in arrivo 21 miliardi

PNRR: sì alla 2° rata di finanziamenti dall’UE, in arrivo 21 miliardiPNRR: sì alla 2° rata di finanziamenti dall’UE, in arrivo 21 miliardi
Ultimo Aggiornamento:

In data 27 settembre 2022, è arrivata da Bruxelles l’approvazione per il rilascio della seconda rata di finanziamenti destinati all’Italia per lo sviluppo degli obiettivi previsti nel PNRR (Piano di Ripresa e Resilienza).

Quella giunta dalla Commissione Europea è la valutazione preliminare relativa allo sblocco dei fondi NextGenerationEU dedicati al piano Italia Domani. In seguito al via libera degli Stati membri, all’Italia spetterà una seconda rata di finanziamenti pari a 21 miliardi di euro.

PNRR: 45 obiettivi raggiunti, sblocco di 21 miliardi

Il via libera alla seconda rata di finanziamenti destinati al PNRR è giunta in seguito alla valutazione del lavoro svolto dal nostro Governo nei primi sei mesi del 2022.

Come appurato dalla Commissione, per l’Italia è stato certificato il raggiungimento di tutti e 45 gli obiettivi che erano stati previsti per il primo semestre di quest’anno.

Ad annunciarlo la stessa Presidente della Commissione, Ursula vor der Leyen, che ha dichiarato:

Ancora una volta buone notizie per l’Italia. La Commissione ritiene che l’Italia abbia compiuto adeguati progressi nell’attuazione del suo piano nazionale per la ripresa per ricevere un secondo pagamento da NextGenerationEU. Una volta che gli Stati membri avranno dato il via libera, l’Italia riceverà 21 miliardi di €. L’Italia continua a dar prova di un considerevole slancio riformatore in settori strategici fondamentali, quali l’impiego pubblico e gli appalti pubblici. Porgiamo dunque le nostre congratulazioni all’Italia augurandoci che prosegua per questa strada! La Commissione l’accompagnerà in questo percorso di ripresa.

Rilascio in circa 2 mesi: ora spetta al nuovo Governo guadagnare la 3° rata

In seguito alla valutazione positiva preliminare arrivata da Bruxelles, ora serviranno circa 2 mesi per il rilascio vero e proprio dei 21 miliardi di euro destinati all’Italia.

Di questi, 10 miliardi di euro saranno di sovvenzioni, mentre gli altri 11 miliardi saranno a titolo di prestiti.

Sarà però necessario attendere la valutazione definitiva del Comitato economico e finanziario, il Consiglio Ecofin, composto dai Ministri dell’Economia degli Stati membri.

Questa seconda fase richiederà generalmente un massimo di 4 settimane, dopodiché a distanza di 1 altro mese dal parere del Comitato, l’Europa procederà con l’erogazione dei 21 miliardi di euro come seconda rata per il PNRR. Per il Piano, lo ricordiamo, si prevede in tutto un stanziamento di quasi 151,6 miliardi di euro per l’Italia.

Si fa sapere tra l’altro che il Governo è già a lavoro per garantire lo sblocco anche della 3° rata di finanziamenti, che sarà pari a circa altri 19 miliari di euro. L’obiettivo dell’Italia è quello di soddisfare il raggiungimento dei 55 traguardi previsti per lo sblocco della terza rata, in maniera anticipata rispetto alla scadenza stabilita al 31 dicembre 2022.

Si punta al conseguimento di 29 obiettivi entro la fine del mese di ottobre. Staremo tuttavia a vedere cosa accadrà con l’insediamento del nuovo esecutivo.

Su quest’onda commenta anche l’ex-Presidente del Consiglio e attuale Commissario europeo per gli affari economici della Commissione Europea, Paolo Gentiloni, che lancia un appello diretto a quelli che saranno i prossimi esponenti politici a salire ai vertici del Governo, sostenendo che:

NextGenerationEU è lo strumento comune più efficace di cui disponiamo. Per l’Italia rappresenta un’opportunità unica per costruire un’economia più competitiva e sostenibile e una società più equa. Esorto il prossimo governo italiano a fare il possibile per cogliere questa opportunità. È fondamentale onorare gli impegni rimanenti dell’RPP per realizzare il cambiamento strutturale necessario per indirizzare l’economia italiana su un percorso di crescita forte e duratura.

Qui il Comunicato stampa ufficiale.

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TAGS: Paolo Gentiloni, Piano di Ripresa e Resilienza, PNRR, Ursula vor der Leyen

Autore: Redazione Online

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