Architetti Sicilia: richiesta legge speciale per evitare crollo edilizia

architetti sicilia

Il settore delle costruzioni, si sa, è sempre stato il palo portante dell’economia italiana. È per questo motivo che tutti i maggiori esponenti dell’edilizia stanno premendo continuamente con varie proposte per far ripartire al più presto il settore, rivolgendo molti appelli al governo e alle istituzioni.

Se infatti venisse ideato un grande progetto strategico che desse importanza prima di tutto al settore edilizio, ne seguirebbe poi un processo a catena, che comporterebbe dei risvolti molto positivi per tutti gli altri comparti professionali.

Anche l’Ordine degli Architetti di Catania e Palermo hanno avanzato come proposta una “legge speciale” per evitare il crollo dell’edilizia, ed impedire che l’emergenza Coronavirus mandi in fallimento tutto il settore.

Vediamo in cosa consiste.

Architetti Sicilia: legge speciale come esempio per tutta la Nazione

Gli Ordini degli Architetti di Catania e Palermo si sono uniti per stilare una proposta d’appello rivolta al Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci. Chiedono l’attuazione di una legge speciale che possa essere applicata internamente al settore edilizio a livello regionale. Ma con l’idea che possa essere poi “da esempio” per tutto il territorio italiano.

A parlare sono Alessandro Amaro (Presidente Ordine Architetti Catania) e Francesco Miceli (Presidente Ordine Architetti Palermo). Hanno inviato a Musumeci un piano dettagliato che si basa su 3 idee principali per organizzare la ripartenza del settore edilizio.

Essi ricordano che

La storia ci ha insegnato che dopo grandi crisi si è ripartiti attraverso la realizzazione di interventi di opere pubbliche. Il settore potrà ripartire solo mettendo a disposizione tutte le risorse economiche possibili e pagando professionisti, imprese e fornitori in tempi ridotti”.

Affidare opere pubbliche a liberi professionisti

La prima idea per fronteggiare le conseguenze dovute al Covid-19 e far ripartire il settore edilizio, è quella di puntare infatti sulle opere pubbliche. Amaro e Miceli credono che la prima cosa da fare sia affidare l’intero processo di progettazione e direzione dei lavori ai liberi professionisti. Si potrebbe procedere in 3 modi differenti:

  • Istituendo un sorteggio pubblico tra i professionisti iscritti all’Albo Unico Regionale, verificandone le competenze;
  • Affidando in modo diretto i servizi sottosoglia (con valore fino a 40 mila euro);
  • Organizzando un concorso di progettazione in due gradi per le opere di maggiore rilevanza.

Facilitare e favorire gli interventi privati

La seconda proposta riguarda invece le opere private. Secondo Amaro e Miceli si dovrebbe:

  • Istituire degli incentivi per favorire gli interventi di ristrutturazione, di demolizione e di ricostruzione;
  • Imporre che i costi a carico dei committenti non siano superiori al 50% per le nuove costruzioni, e che la quota prevista per il permesso di costruire non superi il 10% del totale;
  • Attivare i servizi telematici dello Sportello Unico per l’Edilizia e dello Sportello Unico delle Attività Produttive, al fine di ridurre notevolmente i tempi necessari per concedere le autorizzazioni.

Puntare sullo Smart Working

Terza e ultima proposta dei presidenti degli Ordini degli Architetti in Sicilia, è quella di puntare maggiormente sulla digitalizzazione, soprattutto per quanto riguarda l’affidamento degli appalti.

Affermano che:

“Questo periodo di emergenza ci ha fatto rendere conto di come sia fondamentale avere una pubblica amministrazione tecnologicamente attrezzata. In alcune situazioni, purtroppo, lo Smart Working è stato possibile solo attraverso mezzi personali. In altre, invece, è stato difficilissimo avere contatto con alcuni Enti perché obsoleti e costretti a operare con documentazione cartacea. La digitalizzazione del sistema è ormai imprescindibile e alcune piattaforme potrebbero essere utilizzate da più Enti per evitare differenze nelle procedure”.




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