ANCE Bergamo: bonus edilizia 110% da chiarire, e gli appalti pubblici?

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In una recente intervista, Vanessa Pesenti, la Presidente di ANCE Bergamo, ha dichiarato il disappunto dell’associazione in merito ad alcuni elementi del Decreto Rilancio.

L’Associazione Nazionale Costruttori Edili di Bergamo considera positiva la misura del Superbonus edilizia al 110%, anche se ritiene che molti aspetti siano ancora da chiarire. Un altro dei punti da rivedere poi, secondo la Pesenti, è la totale assenza di provvedimenti relativi agli appalti pubblici.

Approfondiamo di seguito.

ANCE Bergamo: per rilancio, investimenti e stop a Codice Appalti

Secondo le ultime analisi ISTAT, condotte dal Centro Studi di ANCE, il mese di marzo per le costruzioni è stato a dir poco drammatico. E questo ha compromesso i risultati positivi del primi due mesi del 2020.

È stato rilevato infatti che nel mese di gennaio la produzione edilizia ha conseguito un +8,4%, mentre nel mese di febbraio un +1,1%. Ovviamente rispetto agli stessi mesi del 2019. Il mese di marzo 2020 però ha ribaltato tutti i risultati. A causa del lockdown dovuto al Coronavirus, la produzione ha avuto un calo del 10,5%, rispetto al primo trimestre del 2019.

È quindi evidente che sono necessarie misure importanti per rilanciare il settore. Secondo la Pesenti, i provvedimenti da attuare in sostanza sono due: la cancellazione del Codice degli Appalti; gli investimenti nel settore.

Chiarito questo, la presidente di ANCE Bergamo si dice favorevole al Superbonus Edilizia 110%. Sostiene, che, almeno sulla carta, questa è una vera misura di supporto al rilancio. Ma sottolinea anche che sarà necessario prolungarne le condizioni per ben oltre il 2021, perché gli interventi complessi necessitano di molto più tempo per la progettazione e l’esecuzione.

Maggiore chiarezza su Bonus 110% e sugli appalti pubblici

C’è da chiarire poi il meccanismo dello sconto in fattura e il ruolo delle banche. Alle condizioni attuali infatti, si stima che le imprese edili che effettueranno le costruzioni, non riceveranno alcun compenso dai clienti. Il sistema prevede appunto che le aziende si facciano carico di oneri e spese, fino a quando non potranno cedere il credito d’imposta ad istituti di credito e intermediari finanziari. Le legge italiana però, prevede che la cessione del credito si possa eseguire solo nel momento in cui c’è l’evidenza del credito nel cassetto fiscale, ovvero nell’anno successivo rispetto all’esecuzione dei lavori.

Questo, ovviamente, è un punto da risolvere. Non si può pensare infatti di chiedere alle imprese edili, già martoriate dalla crisi, dalle tasse e dal Covid-19, di eseguire i lavori e attendere poi il pagamento fino all’anno successivo.

La presidente di ANCE Bergamo, a nome di tutto il comparto, mostra infine parecchia delusione riguardo gli appalti pubblici. Ha sottolineato infatti che all’interno del Decreto Rilancio c’è una totale assenza di provvedimenti a riguardo. Per esempio, mancano le misure da attuare per rendere gli investimenti più rapidi, o quelle necessarie per assicurare alle imprese pagamenti regolari.

Al Governo si chiede maggiore chiarezza. Ma soprattutto maggiore attenzione ai dettagli, per un comparto che non può più permettersi né di attendere, né di rimandare.