Barriere architettoniche, cosa dice la legge

barriere architettoniche

In ambito legislativo, si inizia a parlare dell’esistenza delle barriere architettoniche, e della necessità del loro abbattimento, già dagli anni ’70. Con il passare del tempo poi, ovviamente si sono susseguite nuove verifiche, più accurate e ravvicinate, per poter risolvere il problema, e di conseguenza si sono decretate nuove normative a riguardo.

Che cosa sono le barriere architettoniche

Viene definita barriera architettonica una cosa che ostacola in qualche modo la normale vivibilità delle persone, in particolare di quelle che possiedono una disabilità di qualsiasi tipo. Spiegato più semplicemente, si tratta di quel fattore che impedisce ad un disabile di fare le stesse cose che fa una persona abile, come ad esempio, dei gradini di fronte ad un museo o la mancanza del montascale in un edificio per chi ha la carrozzina, oppure l’assenza dei sottotitoli alla TV per chi è non udente.

Ma è inclusa anche ogni cosa che possa impedire la sicurezza di un individuo completamente abile. Non importa che sia qualcosa di materiale, figurato oppure virtuale, se è un ostacolo che impedisce il corretto utilizzo di un servizio si chiama barriera architettonica.

Il campo delle barriere architettoniche è molto vasto, e siccome ogni individuo ha delle diverse difficoltà a fare qualcosa, l’ostacolo potrebbe non apparire ad uno ma apparire ad un altro. Per cui negli anni si è ritenuto necessario trovare il modo di abbattere queste barriere, trovando dei punti generali comuni che possano includere più persone possibili.

I gradi di abbattimento delle barriere

Il problema dell’abbattimento delle barriere architettoniche interessa in particolare il mondo dell’edilizia, in cui è molto frequente trovare degli impedimenti (scale, ascensori piccoli, corridoi stretti ecc…). Negli anni sono state stipulate delle leggi in Italia che potessero aiutare sempre più persone, soprattutto quelle con ridotte capacità motorie o cognitive, a non sentire più l’ostacolo delle barriere.

I gradi fondamentali su cui si basano le normative attuali sono:

  • accessibilità, ovvero la possibilità anche per persone handicappate o impedite di raggiungere l’edificio e i suoi singoli piani in maniera facile, sicura e autonoma;
  • visitabilità, cioè la possibilità per persone con abilità ridotte di poter usufruire di servizi come bagno, sala da pranzo, alloggio o luogo di lavoro, ovunque autonomamente;
  • adattabilità, quindi la possibilità che un edificio possa essere modificato per adattarsi in qualsiasi momento alle esigenze delle persone disabili.

La legge e la situazione attuale

La situazione in Italia purtroppo sembra essere ben lontana dal risolversi. Le ultime decisioni che si rilevano a riguardo risalgono alla legge n.13 del 1989. Qui si era stabilita obbligatoriamente la procedura per abbattere una volta per tutte le barriere architettoniche, e permettere quindi ai disabili la vita dignitosa e autonoma che meritano secondo il lato umano e normativo.

Oltre a questo, 10 anni fa era avvenuta anche una ratifica della Convenzione ONU sui diritti dei disabili ed era stato istituito un fondo speciale per il rimborso dell’abbattimento delle barriere in ambito privato.

Indubbiamente la teoria c’era e c’è ancora, sta di fatto però che ancora oggi niente sembra essere cambiato. I fondi promessi non sono mai stati erogati, le opere di ristrutturazione non sono mai state fatte, né privatamente né pubblicamente. 30 anni dopo, i rappresentanti del governo Lega-M5S ribadiscono la necessità prima di tutto di mettere ordine tra le leggi riguardanti le barriere, e poi finalmente di attuarle.

A questo punto non possiamo fare altro che attendere dei nuovi responsi, e sperare che le cose cambino al più presto.

 




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