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Scambio sul Posto: cos’è, come funziona e le novità per il 2024

Scambio sul Posto: cos’è, come funziona e le novità per il 2024Scambio sul Posto: cos’è, come funziona e le novità per il 2024
Ultimo Aggiornamento:

Con l’espressione Lo Scambio sul Posto si indica quel meccanismo entrato in vigore nel 2005 le cui parti attive sono i contribuenti (sia i privati cittadini sia le imprese) da un lato e il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) dall’altro.

Attraverso questo sistema i contribuenti possono compensare l’energia elettrica prodotta e im­messa in rete in un dato momen­to con l’energia consu­mata nel momento X.

Indubbiamente, rappresenta la migliore tipologia di incentivo attualmente messa a disposizione di tutti coloro i quali hanno installato presso la propria abitazione (o impresa) un sistema fotovoltaico e si trovano work-in-progress nella fase di ammortamento della spesa sostenuta per l’installazione di tale impianto.

Si tratta di un vero e proprio contratto di scambio a tutti gli effetti a cui possono accedere i cittadini che hanno installato per il proprio fabbisogno energetico familiare e/o aziendale un impianto fotovoltaico oppure eolico o un sistema solare termico.

La logica del funzionamento del meccanismo alla base è molto semplice: si immette, potremmo dire si restituisce, nella rete elettrica l’energia prodotta dal nostro impianto ma di cui non abbiamo usufruito per prelevarla in un altro momento in base al proprio fabbisogno.

In questo modo si raggiungono due obiettivi fondamentali per sostenere e promuovere il green:

  • un deciso NO agli sprechi di energia;
  • beneficio economico tangibile in fattura.
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Lo Scambio sul Posto fino al 31/12/2024

Attualmente lo Scambio sul Posto risulta essere tuttora in vigore e usufruibile per tutto l’anno 2024 e applicabile anche ai nuovi impianti fotovoltaici (naturalmente, purché questi posseggano tutte le caratteristiche richieste).

Il requisito must have che deve possedere il nostro impianto riguarda la sua potenza. Infatti, è stato stabilito che gli impianti alimentati da fonti rinnovabili non devono avere una potenza superiore a 500 Kw.

L’articolo 9 comma 2 del Decreto Legislativo n. 199 del 8 novembre 2021 (trovate il testo completo pubblicato in Gazzetta Ufficiale qui) stabilisce che non sarà più possibile accedere a contratti di Scambio sul Posto con decorrenza dal novantunesimo giorno dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi.

Poiché ad oggi i suddetti decreti non sono stati pubblicati, attualmente non esiste una data di scadenza per aderire all’agevolazione dello Scambio sul Posto.

Leggi anche: Impianto fotovoltaico: di quanti KWp ho bisogno? I migliori consigli per capire le tue esigenze energetiche

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Come funziona nel 2024 la compensazione attraverso Lo Scambio sul Posto?

A tutt’oggi e almeno fino al 31 dicembre 2024 l’energia immessa in rete dall’impianto fotovoltaico del singolo contribuente viene prelevata e poi pagata dal GSE.
La valorizzazione avviene sulla base di una tariffa media pari a circa 0,16 euro per ogni kWh (che corrisponde alla metà del prezzo medio per acquistare energia dalla rete).

Vediamo nel dettaglio come funziona lo Scambio sul Posto.

Durante le ore diurne mentre l’impianto fotovoltaico è attivo grazie ai raggi solari viene prodotta energia pulita. La parte di questa energia eccedente il fabbisogno familiare/aziendale viene immessa nella rete elettrica pubblica, non prima però di passare attraverso un apposito contatore, denominato appunto di scambio che ha il compito di registrare la quantità di kWh ceduti alla rete.

Il rovescio della medaglia sono le ore notturne e in generale i periodi (pensiamo ai mesi invernali) in cui l’impianto non è in grado di produrre energia in quantità sufficiente per soddisfare il fabbisogno della famiglia o dell’azienda.

Qui in sostanza scatta il meccanismo di scambio.

Infatti, l’energia necessaria per il funzionamento del tal immobile viene prelevata dalla rete elettrica pubblica, pertanto, in questi momenti l’energia tradizionale subentra per colmare la lacuna garantendo all’utente il soddisfacimento dei propri bisogni.

Questo consumo di energia attinta dalla rete viene registrato dall’apposito contatore che è bidirezionale in quanto traccia sia l’energia immessa sia quella prelevata.

Una volta giunti al termine del periodo di fatturazione, il contribuente riceve il documento fiscale che viene emesso sulla base dell’energia prelevata dalla rete ma, al contempo, riceve anche il rimborso equivalente alla quantità di energia immessa nella rete pubblica dal proprio impianto. In conclusione, le due posizioni si compensano e il contribuente (sia privato cittadino sia impresa) paga solo la differenza tra i due valori.

Ad esempio, in caso di situazione a credito a favore del cittadino/impresa per la maggiore energia immessa rispetto a quella consumata, si verifica il credito in bolletta (con conseguente riporto di quest’ultimo nella successiva) o direttamente il rimborso in denaro.

La formula adottata tra le due dipende dalle normative locali e anche dal contratto stipulato con il gestore dell’energia.

Leggi anche: Incentivi fotovoltaico GSE: tutte le tipologie di contratto e le differenze

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Chi può accedere allo Scambio sul Posto

Possiamo suddividere gli utenti beneficiari in due gruppi:

  • cliente finale all’interno di un ASSPC, ossia Altro Sistema Semplice di Produzione e Consumo;
  • cliente finale titolare di un insieme di punti di prelievo e immissione.

Il primo è un consumatore finale di energia e questo tipo di utente rientra in un sistema in cui è possibile produrre e consumare energia all’interno dello stesso contesto, usufruendo delle agevolazioni e dei vantaggi offerti dallo Scambio sul Posto.

Nel secondo caso, invece, il cliente possiede diversi punti di prelievo e immissione ed è anche produttore di energia elettrica attraverso gli impianti di produzione direttamente collegati a tali punti di distribuzione.

Anche in questo caso, il cliente può beneficiare del servizio di Scambio sul Posto per ottimizzare l’autoconsumo dell’energia prodotta e ridurre i costi energetici complessivi.

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L’iter per aderire allo Scambio sul Posto

Prendiamo in esame il caso di un privato cittadino che ha installato presso la propria abitazione un impianto fotovoltaico che arriva a produrre al massimo 20 kWh.

Questo contribuente ha due possibilità per usufruire dell’agevolazione dello Scambio sul Posto:

  • presentare l’apposito Modello Unico al fornitore, cioè alla società che gestisce ed è responsabile della rete elettrica.
    Quest’ultima, una volta ricevuto il Modello Unico lo trasmette per conoscenza al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che si occuperà di attivare la convenzione e invierà all’utente che ne ha fatto richiesta un link.
    Accedendo a questo indirizzo web, sarà possibile visualizzare lo stato della convenzione sul portale SSP (Sistema di Scambio sul Posto).
    Questo step è obbligatorio e imprescindibile per poter usufruire del servizio di Scambio sul Posto, in quanto rappresenta l’iter che consente di garantire la corretta registrazione dell’impianto e attuare le verifiche del caso.
  • Presentare la richiesta di adesione al servizio online cioè tramite il portale del GSE entro 60 giorni dall’allaccio dell’impianto. Questa seconda opzione è comoda e snellisce la procedura rispetto alla prima.
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I vantaggi dello Scambio sul Posto

Ecco tutte le ragioni per scegliere di aderire allo Scambio sul Posto anche nel 2024.
I vantaggi sono innumerevoli:

  • riduzione dell’importo da pagare in bolletta: lo Scambio sul Posto, come illustrato nei paragrafi precedenti, permette di compensare l’energia consumata con quella prodotta;
  • incremento e ottimizzazione dell’autoconsumo: lo Scambio sul Posto mette a disposizione del cittadino (o dell’impresa) la possibilità di usufruire dell’energia in eccesso accantonata e immessa nella rete pubblica per utilizzare a proprio bisogno in altri momenti. Questo è il fattore fondamentale che concretizza l’ottimizzazione dell’energia solare pulita prodotta;
  • ritorno economico: questa agevolazione offre compensazioni economiche per l’energia immessa in rete, contribuendo a migliorare il piano di ammortamento dei costi sostenuti in fase di realizzazione e installazione dell’impianto fotovoltaico;
  • riduzione dell’impatto ambientale: questo meccanismo ha sempre dato, e continua a dare, un notevole impulso al settore delle energie rinnovabili. Rappresenta un valido e concreto strumento di abbattimento delle emissioni di CO2 e questo si traduce nella sensibile riduzione dell’impatto sull’ambiente;
  • stabilità della rete elettrica: lo Scambio sul Posto aiuta notevolmente a regolarizzare il livello dei consumi di energia elettrica, contribuendo a favorire una situazione di equilibrio tra domanda e offerta di energia;
  • flessibilità: il funzionamento del meccanismo dello Scambio sul Posto implica una migliore gestione delle variazioni in termini di fabbisogno di energia a seconda della stagione in cui ci si trova oppure della fascia oraria della giornata e, di conseguenza, in base alla minore o maggiore disponibilità di energia solare che riesce a supplire quella tradizionale;
  • supporto alla transizione energetica: il servizio dello Scambio sul Posto rappresenta una spinta importante verso il processo di transizione energetica che dobbiamo necessariamente compiere nella direzione di un’energia più sostenibile e meno impattante sull’ambiente;
  • valorizzazione dell’energia prodotta: questo meccanismo mette in atto anche la valorizzazione dell’energia prodotta, sia per l’autoconsumo immediato sia per la sua re-immissione nella rete pubblica;
  • sicurezza energetica: lo Scambio sul Posto diminuisce sensibilmente il livello di dipendenza dalle fonti di energia tradizionali e quindi anche dalle continue oscillazioni (a volte anche consistenti) dei prezzi dell’energia;
  • vantaggi economici a lungo termine: il funzionamento dello Scambio sul Posto favorisce la stabilità finanziaria del sistema energetico sia per le famiglie sia per le imprese. I risparmi realizzati sono notevoli sia per quanto riguarda il portafoglio sia per la quantità di energia prodotta/consumata;
  • stop agli sprechi di energia: il funzionamento dello Scambio sul Posto è tale da impedire lo sperpero di energia prodotta e inutilizzata dal cittadino o dall’impresa. E, al contempo, garantisce sempre a entrambi la disponibilità di energia sufficiente a coprire i loro fabbisogni familiari/aziendali.


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TAGS: fotovoltaico, gse, Scambio sul Posto

Autore: Andrea Dicanto

Autore Andrea Dicanto
Appassionato Progettista esperto nel settore dell'Edilizia, delle Costruzioni e dell'Arredamento. Fin da giovane ho sempre studiato ed analizzato problematiche che vanno dalle questioni statiche di edifici e costruzioni fino al miglior modo di progettare ed arredare gli spazi interni, strizzando l'occhio alle nuove tecnologie soprattutto in ambito sismico.

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