Legambiente, edilizia scolastica: crisi culturale in arrivo, aprite cantieri

edilizia scolastica

Uno dei temi maggiormente discussi in questo periodo sono le scuole. Numerose proteste stanno nascendo per le decisioni prese dalla Ministra Azzolina riguardo la riapertura degli istituti scolastici a settembre.

L’edilizia scolastica è uno dei settori che oggi, più che mai, preme per rincominciare a lavorare. Perché, dal momento che le scuole sono rimaste chiuse per tutto il periodo del lockdown dovuto al Covid-19, e che rimarranno comunque chiuse fino a settembre, qual è il momento migliore per mettere in sicurezza gli istituti?

Non si tratta di un tema di passaggio, né di una “notizia nuova”. Le scuole del nostro Paese si trovano in gravissime condizioni strutturali da troppo tempo. E, ancora una volta, non si fa altro che rimandare tutti gli interventi, in un momento che invece sarebbe stato ideale per conseguirli.

Legambiente: anno dopo anno, scuole sempre meno sicure

Insomma, la poca sicurezza delle nostre scuole è ormai un dato di fatto da tanti anni. Legambiente, durante lo scorso anno, quando la pandemia non era ancora nei nostri pensieri e tutto sembrava ancora “normale”, aveva già denunciato a gran voce la condizione degli istituti. Legambiente come moltissimi altri enti.

A proposito, riportiamo un passo della lettera inviata da Legambiente al Governo nel settembre 2019. Eccola di seguito:

Caro Governo, le scuole stanno riaprendo e per questo ti scrivo. Perché quasi il 40% degli edifici ha bisogno di interventi di manutenzione straordinaria urgente; in oltre l’80% non sono state realizzate indagini per verificare la sicurezza dei solai, oltre il 60% degli istituti non dispone del certificato di agibilità e più del 76% delle amministrazioni non ha effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica. Insomma, se per te la Scuola è una priorità, sappi che è urgente intervenire per mettere in sicurezza tutti gli edifici e garantire le stesse possibilità educative agli alunni di tutte le regioni italiane, perché negli ultimi dieci anni la situazione non è migliorata e, anzi, sembra proprio essere bloccata: la progettazione è troppo lenta e quasi non c’è stato nessun passo avanti in tema di riqualificazione e sostenibilità”.

Così Legambiente aveva rivolto un appello al Governo a settembre dello scorso anno, riguardo l’urgenza di mettere in moto i lavori di edilizia scolastica. Ma in realtà la “poca considerazione” si estende a tutto il settore della scuola, che spesso è stato messo agli ultimi posti di importanza dal nostro Governo, con fondi tagliati, insegnanti e collaboratori sottopagati, e così via.

Aprire i cantieri scolastici: si rischia crisi culturale

Come sappiamo però, durante l’anno corrente le cose non sono cambiate. Dopo il lockdown tutta l’Italia ha riaperto, tranne le scuole. E forse questa notizia non susciterebbe un polverone come quello ha sollevato, se questo tempo di chiusura si utilizzasse per ripartire meglio il prossimo anno.

Legambiente, anche quest’anno, si rivolge nuovamente al Governo con un altro appello. L’associazione dichiara che, se gli istituti scolastici a settembre 2020 riapriranno nelle stesse condizioni in cui si trovavano quando a marzo sono stati chiusi, dopo la crisi sanitaria e quella economica, rischiamo anche una grave crisi culturale. Gli effetti saranno visibili in maniera più lenta, ma saranno ugualmente devastanti per il nostro Paese.

Da qui la necessità, mai come in questo momento, di aprire i cantieri. E prima di pensare di riattivare quelli per le grandi opere, secondo Legambiente, ci si dovrebbe affrettare a far partire quelli scolastici. Se ciò non dovesse accadere, i ragazzi a settembre 2020 torneranno a scuola ritrovando gli istituti nelle stesse condizioni nelle quali li hanno lasciati. Cadenti, poco agibili e per niente sicuri.

È davvero così che vogliamo che i nostri giovani crescano?




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