Con l’approvazione definitiva della Camera, il Decreto-Legge 27 marzo 2026 n. 38 è ufficialmente diventato legge. Il provvedimento, noto come “decreto fiscale 2026”, introduce una lunga serie di interventi che riguardano contribuenti, professionisti, imprese ed enti locali, intervenendo su cartelle esattoriali, concordato preventivo, pagamenti della Pubblica Amministrazione e controllo dei prezzi dei carburanti.

Il testo è stato approvato senza modifiche rispetto alla versione già licenziata dal Senato, ottenendo 132 voti favorevoli e 81 contrari. Tra le misure più attese spicca l’estensione della rottamazione quinquies ai debiti affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione da Comuni e Regioni dal 2000 al 2023, comprese multe stradali, IMU e TARI.

Il Dl 38/2026 contiene inoltre novità rilevanti per le Partite IVA che intendono aderire al concordato preventivo biennale, correttivi sui pagamenti della PA in presenza di cartelle esattoriali e disposizioni dedicate ai piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE.

Un pacchetto fiscale ampio, destinato ad avere effetti concreti nei prossimi mesi sia per i cittadini sia per le amministrazioni locali. Ma quali saranno le agevolazioni realmente accessibili? E quali categorie potranno ottenere i maggiori vantaggi dalle nuove misure introdotte dal Governo?

Rottamazione Quinquies: cosa cambia per multe, IMU e TARI

Il cuore del nuovo decreto fiscale è rappresentato dall’estensione della cosiddetta “rottamazione quinquies” anche ai tributi locali affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione dagli enti territoriali tra il 2000 e il 2023. La misura coinvolge quindi non solo cartelle fiscali statali, ma anche debiti legati a Comuni e Regioni.

Nel dettaglio, potranno rientrare nella definizione agevolata le somme dovute per:

  • multe stradali;
  • IMU non versata;
  • TARI arretrata;
  • rette scolastiche comunali;
  • altri tributi locali riscossi tramite Agenzia Entrate Riscossione.

L’aspetto più vantaggioso riguarda l’eliminazione di sanzioni, interessi e aggio. Per le multe stradali, invece, resterà dovuto l’importo originario della sanzione, mentre saranno cancellati interessi e costi aggiuntivi maturati nel tempo.

Non si tratta però di una misura automatica: saranno i singoli enti locali a decidere se aderire o meno alla sanatoria. Comuni e Regioni dovranno infatti comunicare la propria adesione entro il 15 giugno. Solo successivamente i contribuenti potranno verificare se i propri debiti rientrano effettivamente nella definizione agevolata.

Un’altra novità importante è l’introduzione di cinque giorni di tolleranza sui pagamenti delle rate. Questo margine aggiuntivo evita la decadenza immediata dal beneficio in caso di lievi ritardi nei versamenti, offrendo maggiore flessibilità ai contribuenti.

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Concordato preventivo biennale: più tempo per aderire

Tra le modifiche inserite nel decreto fiscale trovano spazio anche nuove regole dedicate alle Partite IVA e ai professionisti che intendono aderire al concordato preventivo biennale. L’obiettivo del Governo è aumentare il numero dei contribuenti che scelgono di definire in anticipo il proprio rapporto con il Fisco, riducendo il rischio di contenziosi e controlli futuri.

La principale novità riguarda il calendario. La scadenza per aderire al concordato viene infatti posticipata dal 30 settembre al 31 ottobre, concedendo un mese aggiuntivo a commercialisti, autonomi e imprese per valutare la convenienza dell’adesione.

Il decreto introduce però anche criteri più rigidi per i contribuenti considerati fiscalmente meno affidabili. In particolare, vengono previste soglie minime di incremento del reddito concordato sulla base del punteggio Isa, cioè gli indici sintetici di affidabilità fiscale utilizzati dall’Agenzia delle Entrate.

Le nuove percentuali stabiliscono che:

  • i contribuenti con punteggio Isa compreso tra 6 e 8 dovranno accettare un incremento minimo del 30%;
  • chi invece ha un punteggio tra 1 e 6 dovrà adeguarsi a un incremento del 35%.

La misura punta a spingere verso la compliance fiscale soprattutto quei soggetti che, secondo gli indicatori dell’amministrazione finanziaria, presentano maggiori criticità o risultano più difficili da controllare.

Secondo il Governo, il nuovo impianto dovrebbe rendere il concordato più efficace sia dal punto di vista del recupero del gettito sia sotto il profilo della semplificazione dei rapporti tra Fisco e contribuenti.

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Pagamenti della pubblica amministrazione: stretta alleggerita per professionisti e imprese

Il decreto fiscale interviene anche sul tema dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, modificando una delle norme che aveva sollevato maggiori critiche da parte di professionisti, imprese e lavoratori autonomi.

La disciplina originaria prevedeva infatti un controllo particolarmente rigido: prima di effettuare pagamenti ai creditori, la Pubblica Amministrazione avrebbe dovuto verificare l’eventuale presenza di debiti fiscali iscritti a ruolo non saldati, compensando automaticamente le somme dovute.

Con le nuove disposizioni, dal 15 giugno il blocco scatterà soltanto nei casi in cui il contribuente abbia cartelle esattoriali superiori a 5.000 euro. Una modifica che riduce l’impatto della misura soprattutto per professionisti e piccole attività con pendenze fiscali di importo contenuto.

L’intervento punta a evitare situazioni considerate eccessivamente penalizzanti, dove anche debiti limitati avrebbero potuto impedire il pagamento di compensi, fatture o prestazioni già maturate nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Per molte categorie professionali si tratta di un correttivo importante, soprattutto in un periodo caratterizzato da difficoltà di liquidità e ritardi nei pagamenti pubblici. La soglia minima di 5.000 euro rappresenta quindi un tentativo di bilanciare l’esigenza di recupero fiscale con la necessità di non bloccare l’operatività economica di imprese e autonomi.

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Carburanti, pacchi extra ue e dividendi: le altre misure del decreto

All’interno del provvedimento trovano spazio anche interventi su carburanti, commercio internazionale e fiscalità finanziaria. Il decreto ha infatti incorporato le disposizioni del cosiddetto “Dl carburanti bis”, introducendo nuovi strumenti di controllo contro eventuali speculazioni sui prezzi alla pompa.

Dal 30 giugno 2026, in presenza di eventi straordinari che provochino rincari anomali dei carburanti, il Garante per la sorveglianza dei prezzi dovrà trasmettere una relazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo sarà monitorare eventuali distorsioni lungo la filiera distributiva e valutare possibili interventi correttivi.

Importanti novità arrivano anche sul fronte delle spedizioni provenienti da Paesi extra Unione Europea. Viene infatti sospesa fino al 30 giugno la tassa da 2 euro prevista sui piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro. La misura interessa soprattutto il commercio online internazionale e gli acquisti effettuati tramite piattaforme estere.

Sul piano fiscale, il decreto elimina inoltre i nuovi limiti introdotti dalla precedente Legge di Bilancio per accedere alla tassazione agevolata su plusvalenze e dividendi. Vengono quindi cancellate le doppie soglie che prevedevano il possesso minimo del 5% delle partecipazioni oppure un valore superiore ai 500mila euro.

Secondo il Governo, questa modifica punta a rendere il sistema più semplice e meno penalizzante per investitori e soci di società.